Basta che Funzioni - Recensione

Basta che funzioniBasta che funzioni (Whatever Works - Commedia - USA, Francia 2009) Regia di Woody Allen, con Larry David, Evan Rachel Wood, Patricia Clarkson, Ed Begley jr, Conleth Hill, Michael McKean, Henry Cavill, John Gallagher Jr, Jessica Hecht, Carolyn McCormick.

Dopo aver fallito professionalmente, come marito e anche come aspirante suicida, Boris Yellnikoff trascorre le giornate irritando gli amici che ancora gli restano, con le sue lunghissime e saccenti tiritere sull’inutilità del tutto. Ex professore alla Columbia University, autoproclamatosi genio candidato al premio Nobel per la Meccanica Quantistica, una notte mentre sta per rientrare nel suo appartamento viene avvicinato da una giovane fuggiasca, Melody St. Ann Celestine, che lo prega di lasciarla entrare nel suo appartamento. Melody è un’ingenua ragazza del Mississippi, che prende alla lettera ogni commento sarcastico fatto da Boris che per aiutarla non fa che ripeterle che è solo una stupida ragazzina senza cervello, troppo fragile per vivere a New York. Ciononostante acconsente a farla restare per qualche notte. Col passare dei giorni però, Melody si sistema e anzi riesce addirittura a calmare Boris durante uno dei suoi soliti attacchi di panico invitandolo a guardare con lei un film di Fred Astaire alla televisione. Ascoltando Melody, Boris comincia a considerare positivamente e inaspettatamente il fattore fortuna...

C'è chi dice Woody Allen azzecchi un film ogni tre. Dopo il deludente Sogni e Delitti e Vicky Cristina Barcelona, che pur avendo regalato un Oscar a Penelope Cruz ha deluso molta parte del pubblico, Basta che funzioni è sicuramente uno dei titoli azzeccati del regista NewYorkese, tornato a girare nella sua città.


Basta che funzioni

Quello di Boris Yellnikoff è il prototipo del protagonista 'alleniano': acuto, cinico, nevrotico, intellettuale, logorroico, misantropo, paranoico, preso da riflessioni su psicoanalisi e religione. Boris, alter ego di Allen, accoglie lo spettatore, abbattendo la barriera che solitamente divide ciò che succede sullo schermo dalla realtà della sala cinematografica. Lui vede oltre, e si rivolge direttamente al pubblico, raccontando e raccontandosi, sullo sfondo di una Manhattan minimal vista con gli occhi di un turista un po' spaesato, in città per la prima volta.

La sceneggiatura è pressochè perfetta, senza una sbavatura e ricca di tantissime frecciate pungenti e memorabili. Il film meriterebbe di essere rivisto almeno una seconda volta per mandare a memoria qualcuna delle geniali battute. In una girandola di situazioni, spesso paradossali, e di personaggi azzeccatissimi, la storia si concentra - pur senza sembrarlo - sulla complessità dei rapporti interpersonali, l’accettazione delle differenze, l’abbandono delle ipocrisie, l'essere sè stessi sfidando le convenzioni, la ricerca della felicità e dell’amore, anche se secondo la filosofia di Allen niente può durare in eterno. Essendo, l'amore, l'unica situazione di felicità illusoria con cui noi 'vermetti' che popoliamo la terra possiamo fare fronte all'orrore che ogni giorno ci viene mostrato da giornali e televisione, allora qualsiasi amore, in qualunque forma esso si manifesti, va bene: basta che funzioni!

Oltre ad un Larry David in stato di grazia ed assolutamente spassoso, sono da sottolineare le meravigliose performance di Evan Rachel Wood, una giovane Melody squisitamente naif, svampita e irrecuperabilmente ignorante; Patricia Clarkson, che da madre puritana, bigotta e timorata di Dio si trasformerà in artistoide bohemienne; e Ed Begley Jr. nei panni del padre di Melody, arrivato in città per ritrovare figlia e moglie che finirà invece per... (non vi diciamo altro!)

Voto Simona: 8
Voto Gabriele: 8

Voto Carla: 7.5

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