Welcome – La recensione in anteprima

Welcome (Welcome) Regia di Philippe Lioret, con Vincent Lindon, Firat Ayverdi, Audrey Dana, Derya Ayverdi, Thierry Godard, Selim Akgül Bilal è un giovane curdo che ha attraversato l’Europa con la speranza nel cuore di raggiungere la sua amata, da poco emigrata con la famiglia in Inghilterra. Incosciente di quello che comporta l’essere un clandestino, Bilal

Welcome (Welcome) Regia di Philippe Lioret, con Vincent Lindon, Firat Ayverdi, Audrey Dana, Derya Ayverdi, Thierry Godard, Selim Akgül

Bilal è un giovane curdo che ha attraversato l’Europa con la speranza nel cuore di raggiungere la sua amata, da poco emigrata con la famiglia in Inghilterra. Incosciente di quello che comporta l’essere un clandestino, Bilal non crede che possano esserci ostacoli insormontabili che possano separarlo dal suo amore, nemmeno le gelide acque della Manica. La realtà che incontra nel nord della Francia è però peggiore di quello che avrebbe mai potuto immaginare, e l’unica speranza per raggiungere il suolo inglese è quello di attraversare il Canale a nuoto. Frequentando la piscina comunale di Calais per allenarsi entrerà in contatto con Simon, un burbero istruttore di nuoto con alle spalle un matrimonio fallito. Il loro rapporto si trasforma pian piano in una sincera amicizia, anche contro le leggi imposte dalle autorità.

Se pensate che la legge italiana sull’immigrazione sia una barbarie, allora significa che non siete a conoscenza di quello che accade oltralpe, dove con metodi degni di una lontana memoria legata alla seconda guerra mondiale, un cittadino francese potrebbe essere soggetto a pesanti sanzioni solo per il fatto di aver aiutato un extracomunitario introdotto sul territorio francese in modo clandestino. A prescindere da un giudizio politico della questione, ciò che il regista Philippe Lioret sente la necessità di comunicare con il suo film è il modo inumano con cui sono trattati degli essere umani solo per il loro stato di clandestinità, indipendentemente da ciò che li ha condotti a diventarlo.

Welcome racconta però anche una storia di famiglie negate. Bilal è un ragazzo solo che sogna di costruire una famiglia mentre per Simon questo sogno si è appena infranto. Il processo di avvicinamento tra i due è tumultuoso, tutt’altro che facile, ma come ogni rapporto conquistato con le difficoltà diventa estremamente forte tanto da spingere Simon a mettere in gioco la propria libertà pur di vedere concretizzato il sogno del ragazzo. Lo sguardo disilluso di Vincent Lindon comunica perfettamente le sensazioni e l’instabilità di un uomo che ha capito a sue spese quali ingiustizie molti suoi concittadini fingono di non vedere. Piccoli e grandi soprusi compiuti ogni giorni in disprezzo dei più elementari diritti umani.

Il film di Lioret potrebbe sembrare a una prima analisi l’ennesima storia di emigrazione clandestina, ma la cui forza risiede nel drammatico spaccato socio politico che viene descritto dal contesto in cui sono immersi Simon e Bilal. Un film che sceglie anche nei colori lividi e de saturati la descrizione di un sogno (e di tanti) spezzati. Di un desiderio capace di spingere un ragazzo all’estremo tentativo di arrivare sulle coste inglesi con la forza delle proprie braccia, disposto a morire pur di non rassegnarsi al fallimento.

Welcome è stato presentato nella sezione Panorama del Festival di Berlino 2009, vincendo il premio Europa Cinemas.

Welcome uscirà nei cinema l’11 dicembre.

Voto Carlo: 7
Voto Gabriele: 7
Voto Carla: 7

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