Non è ancora domani (La pivellina) – di Tizza Covi e Rainer Frimmel: recensione in anteprima

Non è ancora domani (La pivellina, Italia / Austria, 2009) di Tizza Covi e Rainer Frimmel; con Patrizia Gerardi, Walter Saabel, Tairo Caroli, Asia Crippa. Cercando il suo cane in un parco nella periferia di Roma, Patrizia trova una bambina lasciata sola su un’altalena. In tasca ha un messaggio da parte della madre, che dice

Non è ancora domani (La pivellina, Italia / Austria, 2009) di Tizza Covi e Rainer Frimmel; con Patrizia Gerardi, Walter Saabel, Tairo Caroli, Asia Crippa.

Cercando il suo cane in un parco nella periferia di Roma, Patrizia trova una bambina lasciata sola su un’altalena. In tasca ha un messaggio da parte della madre, che dice che prima o poi tornerà a riprenderla. Aia, la “pivellina”, viene così temporaneamente accolta in un campo abitato da artisti circensi, e tutti si abituano a vivere con lei…

I due documentaristi Tizza Covi e Rainer Frimmel firmano un piccolo miracolo di film, riuscendo a regalare dignità e sentimento ad ogni fotogramma di un lavoro nato con un budget che definire ridotto sarebbe un eufemismo e con una vicenda che ha tutte le carte in regola per avere il sapore di “già visto”.

Non c’è nulla di originale, si dirà infatti, e non c’è nulla di esteticamente bello da vedere in questo film diretto con un povero Super 16mm. Ma in Non è ancora domani, premio Europa Cinemas Label a Cannes dove è stato presentato in anteprima alla Quinzaine des Réalisateurs e poi presentato in decine di altre manifestazioni, è ovviamente lo sguardo che conta: che vince su tutto.

Con piglio da documentario, ovviamente, i due registi applicano la regola del pedinamento zavattiniano per seguire i loro personaggi, fra spruzzate ironiche e un’architettura neo-neorealista. Ma la lezione non è soltanto applicata, anzi: sembra nascere spontanea dagli eventi, e il tutto è aiutato dai (bravissimi) attori non professionisti.

E come nella vita ci si affeziona pian piano a tutte le persone che si vedono in scena. E ci si affeziona in pochissimo tempo ad Aia, una scheggia esterna buttata improvvisamente dentro una realtà nuova. Esattamente come succede allo spettatore, che si tuffa in un mondo di povertà ma di assoluta dignità, descritto dai registi con un amore che non si concede neanche per un secondo al patetismo spicciolo.

Non è ancora domani è un film sugli affetti e sulla capacità degli umili di vivere giorno per giorno col sorriso. È anche un film sui pregiudizi senza che il tema venga (ed è un paradosso) quasi toccato. Un film piccolo, certo, ma che ha quella tenerezza che le grandi produzioni non avranno mai. E con un finale che regala di nuovo un senso alla parola “commozione”.

Voto Gabriele: 7

Da oggi nelle sale. Potete vedere qui il trailer italiano.

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