Il Codice da Vinci

Da VinciIL CODICE DA VINCI
di Ron Howard; con Tom Hanks, Audrey Tautou, Ian McKellen, Paul Bettany, Alfred Molina, Jean Reno.

Louvre, notte: un uomo corre dentro al celebre museo, scappa da qualcuno, pare terrorizzato. Dietro a lui una luciferina figura con una tunica addosso lo insegue, ed ha una pistola in mano. Inizia così -inutile raccontarvi come andrà a finire la storia di quest'uomo- Il Codice da Vinci, il film in assoluto più chiacchierato di questo 2006 e sicuramente uno dei "casi" degli ultimi anni. Mille problemi, stroncature a Cannes da parte della stampa, delusione del pubblico. Con il battage pubblicitario che se ne è fatto e da come ne parlava il cast, al di là delle critiche all'ultimo Festival (si può pensare ad un po' di snobbismo da parte dei critici), dal film ci si poteva pretendere ben molto di più. Perchè Il Codice da Vinci non è una schifezza oscena, ma semplicemente un film mediocre, un brutto film. E pesa sullo spettatore meno disponibile a sorbirsi tutti i 150 minuti (veramente troppi: non sarà stato possibile farlo più corto, visto il libro, ma fatto sta che pesano) la durata, due ore e mezza tra momenti neanche "troppo male" a momenti di stasi e lentezza significativa. Per non parlare del fatto che si sta parlando di un thriller: non un attimo di tensione lungo tutta la pellicola, non un attimo di adrenalina. E ciò contribuisce a rendere l'idea di un film commerciale fatto in fretta, senza cura (parecchi gli snodi narrativi messi lì a caso) e fatto per creare tutto ciò che ha creato, e quindi chiamare la gente in massa al cinema. Ron Howard ha vinto la scommessa da quel punto di vista, e può esserne più che felice; ma se è un regista nell'anima dovrebbe però farsi un esame di coscienza e capire il perchè di tanta delusione e tante brutte critiche.
Dispiace poi sottolineare il fatto che Tom Hanks (attore bravissimo) se ne stia sempre con la stessa espressione, e ci dia forse quella che è la sua peggior prova; e la Tautou non rende giustizia a quello che poteva essere il personaggio più interessante, ma che resta un'altra macchietta. Anche McKellen dà il peggio di sè, sicuramente non supportato da una sceneggiatura banale in cui i dialoghi non fanno una bella figura. Certo, il meccanismo può anche funzionare e tutti i nodi vengono al pettine (anche tra qualche sciocchezza), ma, come si è detto, non c'è nulla di intrigante. Solo il personaggio di Silas, decisamente il migliore, convince: un Paul Bettany luciferino, dagli occhi di ghiaccio, pallido come un fantasma (prima demone, poi angelo, e poi fantasma...), una figura inquietante e allo stesso tempo umana.
A dare il colpo decisivo ci si mette la pessima musica, pomposa, fuori luogo.

Voto Carla: 6
Voto Gabriele: 5

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