Il regista di matrimoni

IL REGISTA DI MATRIMONIdi Marco Bellocchio; con Sergio Castellitto, Donatella Finocchiaro, Maurizio Donadoni, Gianni Cavina, Sami Frey Visto in ritardo in seconda visione, il nuovo film di Bellocchio è un film da vedere al cinema prima di recuperarlo in dvd, correndo ad una delle ultime proiezioni appunto in seconda visione. Un film consigliatissimo di un

IL REGISTA DI MATRIMONI
di Marco Bellocchio; con Sergio Castellitto, Donatella Finocchiaro, Maurizio Donadoni, Gianni Cavina, Sami Frey

Visto in ritardo in seconda visione, il nuovo film di Bellocchio è un film da vedere al cinema prima di recuperarlo in dvd, correndo ad una delle ultime proiezioni appunto in seconda visione. Un film consigliatissimo di un autore sempre bravo, originale, che non perde occasione per (far) riflettere. Ecco la recensione di CineBlog.

Dopo un film meraviglioso, storico ma soprattutto teorico come Buongiorno, notte, Bellocchio torna sul terreno de L’ora di religione. Ne Il regista di matrimoni (nella sezione Un Certain Regard quest’anno a Cannes) si respira infatti quell’aria strana, che rende lo spettatore più volte spaesato di fronte a ciò che vede. Proprio come Castellitto, spesso e volentieri perso nelle vincende che sta vivendo, con lo sguardo che non capisce, che vorrebbe: uno sguardo spaesato, appunto. Il protagonista è Franco Elica, un regista che sta per girare una nuova versione de I Promessi Sposi; intanto sua figlia si è sposata, e tutto ciò lo porta a prendersi un po’ di pausa in Sicilia, a Celafù, anche per cercare un po’ di idee. Ma attraverso un giovane regista conoscerà il principe Gravina di Palagonia, che gli chiederà, dopo aver visionato un suo filmato, di girare il video delle nozze della figlia Bona. Elica incontrerà la ragazza, e se ne innamorerà: e cercherà in ogni modo di portarsela con sè…
Il regista di matrimoni è innanzitutto una storia strana, come quella de L’ora di religione appunto, che offre tantissimi spunti su cui riflettere. Prima di tutto il cinema: una riflessione sul cinema italiano, di ieri e di oggi, tra citazioni di Visconti e le nuove tecniche digitali; ma anche una riflessione sulla figura del regista in sè, che trova la rappresentazione perfetta in Smamma, che si finge morto e fugge per poter vincere un David. E ritorna prepotentemente anche il tema della religione, che ovviamente si specifica nel matrimonio, che non significa affatto amore ma potere (“in Italia sono i morti che comandano”, sempre…). Il regista di matrimoni è un sogno, a volte un incubo, è il cinema di oggi che guarda al cinema di ieri, è la descrizione di un’utopia o forse la disillusione più totale. E quindi è prepotentemente la realtà. Bravissima, oltre a Castellitto e agli altri bravi attori, Donatella Finocchiaro, che ha uno sguardo intenso e malinconico non indifferente.

Voto Gabriele: 8

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