Prime

PRIMEdi Ben Younger; con Uma Thurman, Meryl Streep, Bryan Greenberg, Zak Orth, Jon Abrahams. In vendita esce il 5 luglio, ma è a noleggio ormai da un po’ di giorni. Leggero, non così banale, ben interpretato: Prime merita una visione, per divertirsi senza troppe scemenze. Anche perchè ci sono due primedonne veramente in forma: una

PRIME
di Ben Younger; con Uma Thurman, Meryl Streep, Bryan Greenberg, Zak Orth, Jon Abrahams.

In vendita esce il 5 luglio, ma è a noleggio ormai da un po’ di giorni. Leggero, non così banale, ben interpretato: Prime merita una visione, per divertirsi senza troppe scemenze. Anche perchè ci sono due primedonne veramente in forma: una Meryl Streep simpaticissima davvero, e una meravigliosa Uma Thurman post-Kill Bill che (per ora) ha deciso di dedicarsi alle commedie. E per ora non delude! E poi questo è uno dei vari casi in cui il trailer non rispetta il film; e su questo se ne potrebbe discutere… Ecco la recensione di CineBlog.

Ma che piacevole sorpresa! Prime è una pellicola che, nel suo genere, è una ventata d’aria fresca per cui non urlare al miracolo ma che comunque fa quel che può per restare a livelli buoni. Innanzitutto partiamo da un’annotazione: il trailer è del tutto fuorviante. In pratica ciò che ci viene fatto vedere è solo la prima parte della pellicola, ossia tutto il periodo in cui la psicologa Lisa, madre di David, è costretta a nascondere a Rafi di sapere che si sta frequentando con suo figlio. E dopo metà film tutto cambia, tutto si divide fra momenti più seri e momenti comici, al contrario del primo tempo in cui la fanno da padroni la commedia e momenti esilaranti. Dopotutto comunque anche la trama è semplice e perfetta per una discreta commedia degli equivoci: Rafi, 37 anni, appena divorziata, conosce David, 23 anni, e se ne innamora, ricambiata; ma la madre di David non vuole saperne di questa relazione, men che meno di incontrare la ragazza del figlio. Ma Rafi, che racconta tutto alla sua psicologa, non sa che proprio lei è la madre del suo ragazzo… Semplice e lineare, ma con invenzioni non banali lungo tutta la pellicola e con un coraggioso cambiamento, appunto, a metà film. Quasi allenianamente. Ma in questo caso sono ben felice anche di poter sottolineare la regia, pulita e non piatta, che azzecca una discreta fotografia, che usa un montaggio per niente male (apparte l’inserimento di esilaranti e brevi flash-backs, è interessante notare che gli stacchi sembrano siano quelli di una m.d.p. a mano e non c’è mai una dissolvenza), che sa come usare gli attori. Attori davvero in splendida forma, fra cui ovviamente spicca la sempre bravissima Meryl Streep nei panni di una psicologa ebrea e cocciuta che vuole per il figlio solo una ragazza ebrea (in quanto se si è della stessa razza o della stessa religione si evitano grossi problemi!) e Uma Thurman, quanto mai bellissima, è davvero divertente e in parte; anche Bryan Greenberg nei panni del giovane David se la sa ben cavare, con la sua immaturità e le sue mille bugie. E’ un film poi non da sottovalutare per quello che riguarda i vari rapporti umani: il rapporto madre-figlio è descritto in questa situazione in modo divertente e giusto, ma soprattutto è descritta bene la “strana” storia d’amore fra Rafi e David, e la loro love-story (almeno la loro in questo tipo di film!) non va a parare in un solito luogo comune. Insomma: non imperdibile, ma ben fatto e divertente, sicuramente non quello che critica e pubblico si aspettavano ma davvero da non sottovalutare. E forse il trailer è stato corretto nell’essere fuorviante: è giusto anche che questi promo non siano affatto dei bignami del film che lo spettatore sta per andare a vedere…

Voto Gabriele: 7

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