La spina del diavolo

EL ESPINAZO DEL DIABLO
di Guillermo del Toro; con Eduardo Noriega, Marisa Paredes, Federico Luppi, Fernando Tielve, Íñigo Garcés.

Meglio tardi che mai: dopo cinque anni, anche noi italiani possiamo vederci questo film di Guillermo Del Toro, La spina del diavolo, da vedere mentre aspettiamo El laberinto del Fauno. Un film spagnolo, nell'ambientazione, nella trama, negli attori, nella produzione (i due fratelli Almodovar).

Siamo in periodo di guerra civile, e il piccolo Carlos viene lasciato dal suo tutore in un collegio al riparo dai pericoli: ma il ragazzino viene subito preso di mira dal violento Jaime; e in più assiste alle apparizioni del fantasma di un bambino con una ferita sulla testa...

Due orrori coniugati assieme: quello della guerra e quelli del collegio, in definitiva. Ed è inutile dire che entrambi sono riconducibili alla violenza degli adulti, in un modo o nell'altro.

Ma a parte questo discorso non proprio originale, La spina del diavolo non è così male come si è detto. Innanzitutto Del Toro sa gestire bene il ritmo ed alcune scene di tensione, sa mixare bene la ghost story agli orrori "umani", ed è aiutato da un apparato tecnico di tutto rispetto (notevoli fotografia e montaggio).

Il cast è di tutto rispetto, a partire dal trio principale di "adulti" (Marisa Paredes, "pupilla" di Almodovar, Eduardo Noriega e Federico Luppi) passando per tutti i ragazzini, soprattutto il protagonista Carlos (interpretato da un convincente Fernando Tielve) e il suo antagonista -almeno all'inizio- Jaime (interpretato dal bravissimo Íñigo Garcés).

E' vero che a volte il film sembra non decollare, ma è affascinante al punto giusto per goderselo. Contando anche che alcune sequenze sono davvero notevoli. E poi non è un film edulcorato, anche se ci sono dei bambini, anzi: è cattivo e non rinuncia a sporcarsi di sangue, ed il finale è tutt'altro che consolatorio.

Voto Gabriele: 7
Voto Carla: 7

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