6 giorni sulla terra: Recensione in Anteprima

Leggete su Cineblog la recensione del film di realscienza 6 giorni sulla terra di Varo Venturi

6 giorni sulla terra (Ita, 2010) di Varo Venturi; con Massimo Poggio, Ludovico Fremont, Pier Giorgio Bellocchio, Nazzareno Bomba, Laura Glavan, Marina Kazankova, Varo Venturi.

    Prima di tutto qualche informazione:
    Per dovere di cronaca vi informo che questa recensione si riferisce alla proiezione milanese dove è stata mostrata una copia lavoro, priva di post-produzione su audio e fotografia, con tutte le ovvie conseguenze tecniche del caso. Avrei voluto vedere il film su MyMovies, ieri sera 15 giugno, ma la visione è stata spostata a venerdì 17 e per noi è obiettivamente troppo tardi. Vi linko il sito se volete vedere il film personalmente.
    Per dovere di cronaca vi informo anche che il post (che alcuni di voi avevano già letto e commentato) era stato rimesso in bozze per accogliere una richiesta del regista e per essere riproposta oggi, più vicino alla data di uscita del film (venerdì 17 giugno).
    Per dovere di cronaca vi segnalo che il regista non ci ha concesso l’intervista, come vi avevo promesso. Lo dico soprattutto a chi di voi mi aveva mandato domande da porgli. (Carla C.)

In una stagione che ha visto trionfare il genere ‘commedia’ all’interno del cinema tricolore, c’è da rimarcare il coraggio di un titolo come 6 giorni sulla terra, fanta-alien movie all’italiana. Low budget fino all’osso, il film di Varo Venturi avrà ‘l’onore’ di uscire in sala il prossimo 27 maggio grazie alla Bolero Film. Un titolo che lo stesso Venturi definisce di genere realscienza, gettando in un imbarazzante calderone alieni, possessioni demoniache, rapimenti, UFO e complotti governativi, prendendosi follemente sul serio.

Costato un’inezia, 6 giorni sulla terra conferma purtroppo l’inesistenza del genere fantascientifico all’italiana. A troncare sul nascere le ambizioni di Venturi un’aurea di amatorialità che rasenta il parodistico, a causa di un cast forzato, uno script spesso confusionario e gratuitamente ‘scientifico’, una fastidiosa fotografia che vira dal giallo accesso ai toni scuri, una presa diretta a tratti incomprensibile e una regia inadeguata, tanto televisiva quanto inspiegabilmente sicura di se’.

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Gli alieni sono tra noi. Dentro di noi. A fare la scoperta del millennio un team di coraggiosi ricercatori, da anni impegnati nell’affrontare l’inquietante fenomeno delle alien abductions (rapimenti alieni). Attraverso una rivoluzionaria tecnica ipnotica, il dottor Davide Piso, scienziato e ufologo esperto di rapimenti alieni, fa una scoperta sconvolgente: alcune razze extraterrestri impiantano da millenni le proprie personalità nel cervello degli umani rapiti e si nutrono dell’energia delle loro anime. A dare una svolta agli studi l’arrivo della giovane e misteriosa Saturnia, convinta di essere stata rapita ma in realtà posseduta da un’entità potentissima, che rischia seriamente di risvegliare i non morti, portando l’apocalisse sulla Terra.

Se il soggetto di 6 giorni sulla terra fosse finito sul tavolo di un ricco produttore hollywoodiano, con una cinquantina di milioni di dollari di budget poteva uscirne un classico del genere. Ma tutto ciò non è successo, visto che ad occuparsi della realizzazione del film ci ha pensato lo stesso autore dello script, ovvero Varo Venturi. Non siamo ad Hollywood ma a Roma, e al posto di un Nicolas Cage qualsiasi c’è uno dei celebri Cesaroni televisivi, ovvero Ludovico Fremont. Basterebbe questo per tremare dinanzi ad un titolo come 6 giorni sulla terra, costato pochissimo ma riuscito a peggiorare la già complessa situazione attraverso una spocchia filmica sinceramente ingiustificabile. Perché Venturi e la sua ‘band’ di attori credevano probabilmente di avere tra le mani un nuovo episodio di X-Files, ma Massimo Poggio non è David Duchovny e soprattutto Venturi non è Chris Carter.

Tecnicamente parlando il film è purtroppo mediocre, per non dire al limite del ‘non-voluto’ B-Movie. Attori involontariamente comici, effetti visivi di Serie Z, regia isterica e televisiva, tra primi piani stretti e teste mozzate, fotografia in alcuni momenti talmente buia da coprire qualsiasi cosa e in altri così illuminata da sfocare i protagonisti, e una storia sulla carta intrigante e interessante, ma a conti fatti difficilmente spiegabile, con battute stracult e dialoghi atroci.

Ispirandosi all’italiano Corrado Malanga, scienziato che, dopo aver elaborato per anni analisi e dati basati sulle reali testimonianze di miriadi di persone che sotto ipnosi hanno rivissuto l’incancellabile esperienza del rapimento, è arrivato alla conclusione che alcune razze aliene impiantano le proprie “memorie attive” nel cervello dei rapiti per modificare geneticamente l’umanità e adattarla al proprio DNA, Venturi ha finito per partorire un esilarante pastrocchio. Realizzato ‘anche’ in lingua inglese, 6 giorni sulla terra abbatte il già inesistente genere fantascientifico tricolore, annunciando addirittura ‘effetti speciali innovativi e animazioni 3D curate da artisti digitali provenienti da film come Avatar e District 9‘.

Una frase che racchiude perfettamente il più evidente ed ingiustificabile difetto della pellicola: l’alterigia. A cui non c’è giustificazione che tenga, low budget compreso.

Uscita in Sala: 27 maggio 17 giugno, Qui potete vedere il trailer.

Voto Federico: 3
Voto Carla: (visione del film completato, non copia lavoro): 2

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