Cirkus Columbia – di Danis Tanovic: recensione in anteprima

Leggi la recensione di Cirkus Columbia, il nuovo film di Danis Tanovic

Cirkus Columbia (Cirkus Columbia, Bosnia Herzegovina / Francia / Gran Bretagna / Germania / Slovenia / Belgio / Serbia) di Danis Tanovic; con Miki Manojlovic, Boris Ler, Mira Furlan, Jelena Stupljanin, Mario Knezovic, Milan Strljic, Svetislav Goncic, Almir Mehic, Ermin Bravo, Mirza Tanovic.

Bosnia, 1991, poco tempo prima dello scoppio della Guerra. Un uomo ritorna dopo vent’anni di assenza al suo paese d’origine con la sua nuova e giovanissima compagna. Torna a vivere nella sua vecchia casa, sfrattando coloro che c’hanno abitato fino a quel momento, ovvero l’ex-moglie e il figlio ventenne. Proprio con quest’ultimo incomincia però pian piano a riallacciare i contatti…

Di Danis Tanovic si erano perse le tracce. Non che avesse smesso di fare film, ovviamente, visto che il suo Triage fu il film d’apertura del Festival di Roma nel 2009. Ma il regista vincitore dell’Oscar nel 2001 per No Man’s Land, ironico e commovente, sembrava sparito definitivamente. Vi diamo una notizia: è tornato, ed è in gran forma.

Sfuggito non si sa come al concorso della Mostra di Venezia l’anno scorso, e rientrato dalla finestra grazie alle Giornate degli Autori, Cirkus Columbia continua a ragionare sulla guerra dopo i due film prima citati. Di trilogia vera e propria non si può proprio parlare, ma il filo conduttore e la tematica centrale del cinema del regista bosniaco ci sono e sono evidenti.

Non pensiate però ad un ennesimo film pesante, drammatico e retorico, anzi. Tanovic innanzitutto gioca una carta non da poco, ovvero quello di raccontare il “prima” del conflitto. Ambientando la storia dei suoi protagonisti prima della presa dei soldati della città, il regista, che parte dal un libro di Ivica Djikic, ritrova lo smalto di un tempo grazie ad una libertà narrativa che gli concede di esplorare i territori della commedia.

Si ride davvero tanto e continuamente, in Cirkus Columbia. E la comicità è tenuta assieme dal “filo rosso” della ricerca di un gatto nero, ovvero l’animale che il protagonista ama alla follia e da cui non si vuole separare mai. Ma non pensiate che Tanovic sia il “facilone” degli ultimi film: perché è il suo sguardo sulla città e il suo amore per i personaggi che vincono su tutto.

Nel film è palpabile tutta la vitalità di un regista che ricorda un periodo bellissimo della sua vita, prima che arrivasse il periodo della morte e della disperazione, e prima che tutto cambiasse per sempre. Questo è Cirkus Columbia: il nostalgico ricordo di un tempo che non torna più e che sarebbe meraviglioso rivedere, un tempo dove si poteva sorridere e dove i conflitti interni sembravano a qualcuno pura fantasia.

Perché quando la guerra entra nel film lo fa con la prepotenza di chi entra sbattendo con violenza una porta, spezzando la quotidianità delle cose. Lo fa in modo dolorosissimo, crudo e crudele. Tanovic si dimostra regista ritrovato e sapiente, capace di far sganasciare a terra dalle risate e di far star male con una straordinaria inquadratura finale, che rimarrà in testa per molto, molto tempo. Non perdetelo assolutamente.

Voto Gabriele: 8

Qui il trailer.
Dal 27 maggio al cinema.

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