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Bitch Slap – Le Superdotate: Recensione in Anteprima

Bitch Slap arriva anche nei cinema italiani… ecco il nostro parere!

Bitch Slap – Le superdotate (Bitch Slap, Usa, 2009) di Rick Jacobson; con Julia Voth, Kevin Sorbo, Renée O’Connor, America Olivo, Michael Hurst, William Gregory Lee, Mark Lutz

Uscito a gennaio del 2010 negli Usa, Bitch Slap sbarcherà nei cinema italiani il prossimo 22 luglio del 2011. Avevamo praticamente perso le tracce di questo curioso B Movie/Explotaition, fino all’annuncio a sorpresa della Eagle, deciso a ‘lanciarlo’ in piena estate. Incassati appena 17,365 dollari negli States, 179,710 dollari in Russia e 2,361 dollari in Ucraina, il film è chiamato ora all’esame tricolore, che possiamo definire ‘evitabile’. Perché il titolo di Rick Jacobson è sinceramente inguardabile.

Cavalcando il mito del ‘girl power’, il film, che ha anticipato di oltre un anno le conigliette mitragliate di Sucker Punch, sembra quasi parodizzare Tarantino e lo stesso Snyder. Costato una manciata di dollari, Bitch Slap oltrepassa in maniera chiara i confini del ‘B-Movie’, per abbracciare quelli più delineati e marcati del ‘Trash-Movie’, dove tutto è esageratamente brutto per essere vero. A parte ovviamente le tre belle protagoniste, liete di mostrare tette e curve per 100 minuti di pellicola, fastidiosamente sostenibili.

Tre cattive ragazze arrivano in un remoto angolo di deserto per pianificare una rapina da 200 milioni di dollari in diamanti. Il piano ovviamente sfuggirà dal loro controllo e le bad girls dovranno confrontarsi con nemici molto più cattivi di quanto loro potessero prevedere…

Storia semplice quella partorita da Rick Jacobson, a quanto pare desideroso di partorire una rilettura moderna dei film di Exploitation che hanno fatto furore tra gli anni 50 e i 70. Se non fosse che il suo Bitch Slap va oltre il genere fino ad oggi conosciuto, raschiando il fondo dell’incredulità. Perché se i primi minuti sembrano promettere bene, grazie a degli splendidi titoli di testa che omaggiano alcune ‘donne cazzute’ della storia del Cinema, il film si perde con il passare dei minuti, mostrandosi per quello che è: una porcata.

Partendo ‘quasi’ dalla conclusione, e andando a ritroso nel tempo, svelando pian piano gli pseudo segreti che caratterizzano la trama, Jacobson si concede green screen da film porno fantascientifico amatoriale di quart’ordine, ‘effetti speciali’ alla Chicken Park e insostenibili scene di lotta tra sexy pollastrelle. Perché le tre gnocche protagoniste della pellicola vengono vivisezionate centimetro per centimetro, regalando curve, chiappe e tette a più non posso. Decine di rallenty, botte da orbi sotto il caldo sole del deserto, vestitini succinti, scene di sesso lesbo che fingono di osare, concessioni blasfeme e gratuite con protagoniste un paio di suore e un imbarazzante momento lungo ben 5 minuti di secchiate d’acqua tra ‘bitch’, ovviamente sempre al rallentatore, chiamato ad inturgidire i capezzoli e a surriscaldare lo spettatore, probabilmente già bello che addormentato, o più semplicemente scappato dalla sala.

E se la storia con il passare dei minuti finisce per trasformarsi in un assoluto non-sense, Jacobson continua a spingere sul piede dell’acceleratore, citando, omaggiando e senza porsi limiti di nessuna sorta. Non ho i soldi per fare questa folle scena? Pazienza, vorrà dire che la farò da schifo. Dinanzi ad un andazzo simile nessun aiuto viene dato dalle tre belle figheire protagoniste, ovvero Julia Voth, Renée O’Connor e America Olivo, recitativamente parlando vere e proprie ‘cagne’, più che galline.

Dinanzi a cotanto orrore ci si ritrova quindi a chiedersi il perché un film simile possa arrivare addirittura nelle sale italiane, e non uscire al massimo direttamente in dvd, dopo aver fatto la propria comparsa solo e soltanto in quelle indiane, russe, kazake, giapponesi, finlandesi e in 3 miseri cinema d’America. Parafrasando Enrico Ruggeri… “mistero”.

Uscita in Sala: 22 luglio
Voto Federico: 2

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