The Interpreter

THE INTERPRETER di Sydney Pollack; con Nicole Kidman, Sean Penn, Catherine Keener, Jesper Christensen, Yvan Attal. Chi è Silvia Broom? E’ innanzittutto un’interprete che lavora per le Nazioni Unite. E’ poi una donna bianca per metà di origine africana, suo fratello è ancora in Africa, mentre lei è venuta in America per trovare lavoro e


THE INTERPRETER
di Sydney Pollack; con Nicole Kidman, Sean Penn, Catherine Keener, Jesper Christensen, Yvan Attal.

Chi è Silvia Broom? E’ innanzittutto un’interprete che lavora per le Nazioni Unite. E’ poi una donna bianca per metà di origine africana, suo fratello è ancora in Africa, mentre lei è venuta in America per trovare lavoro e fortuna. E poi? Come dice Sean Penn nella pellicola e anche nel trailer è la persona che in tutta la vicenda di The Interpreter ha il passato più oscuro. Torna Sydney Pollack dopo sei anni di assenza dal grande schermo e firma uno dei migliori thriller degli ultimi anni. Un thriller politico, dalle tinte gialle e noir, pieno di suspanse e di intelligenza. Ciò che è importante in un film come questo è proprio una potente sceneggiatura; in questo caso non di certo impeccabile e forse con qualche imperfezione, ma con una trama complessa che si risolve ottimamente e non lascia nessun dubbio, tutti i nodi vengono al pettine tra colpi di scena e varie scoperte. E’ un film allarmante sulla condizione odierna della nostra società politica, della paura sociale e della violenza. L’interprete in questione sente una conversazione in una lingua africana che solo poche persone possono parlare e comprendere, e capisce che ci sarà un attentato verso il presidente Tsuwani, leader di uno stato dell’Africa. Inizia l’incubo: killer che entrano in casa sua, inseguimenti in macchina, bus che scoppiano. Silvia verrà quindi messa nelle mani di Tobin Keller, un agente federale che non riesce a capire se l’interprete stia dicendo la verità oppure se anche lei sia immischiata nel complotto contro Tsuwani. Ecco, già la trama di base è intrigante. Pollack è incredibilmente bravo nell’usare i generi che mescola in questo film fortemente politico e sociale: usa benissimo il thriller e per più di due ore sa tenerci incollati alla poltrona, sa tenerci in tensione e persino farci saltare sulla poltrona (la scena della persona con la maschera africana sulla scala antincendio, lo scoppio dell’autobus su cui c’erano chissà quante persone coinvolte nella vicenda); sa usare bene i toni drammatici, scavando poco a poco nel passato di Silvia e dandoci il quadro di una donna dal passato sempre più “scomodo” e incredibile, ma sa anche scavare nel passato e nella vita di Tobin segnata dall’abbandono della sua donna. E’ la prima volta che un film ottiene il permesso per essere girato all’interno del palazzo dell’ONU, cosa che venne negata anche all’Intrigo Internazionale di Hitchcock. A proposito di Hitchcock, ce n’è molto qui in The Interpreter, e c’è già chi si è scagliato contro Pollack ribadendo di non poter fare un thriller alla Hitchcock senza averne le capacità. Probabile lesa maestà! Pollack non sarà perfetto come il maestro inglese, ma di talento (e di aria classica) ne ha da vendere! E questo thriller ne è l’ennesima dimostrazione. Sembra assurdo che in periodo di qualità non proprio eccelsa del cinema non si urli un po’ al miracolo con film del genere. Anche perchè c’è una coppia di attori formidabile che vale il prezzo del biglietto: una Kidman formidabile e bellissima come non mai, ed un Penn che perfora letteralmente lo schermo.

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