Il collezionista di occhi

SEE NO EVIL di Gregory Dark; con Glen Jacobs, Christina Vidal, Michael J. Pagan, Steven Vidler.Non nascondo, lo sì è visto, che ho una certa predilizione per l’horror. Mi piace avere paura, mi piace la tensione, e mi piace anche l’abuso qualche volta di sangue, basta che non si cada nel ridicolo. In questo Il

SEE NO EVIL
di Gregory Dark; con Glen Jacobs, Christina Vidal, Michael J. Pagan, Steven Vidler.

Non nascondo, lo sì è visto, che ho una certa predilizione per l’horror. Mi piace avere paura, mi piace la tensione, e mi piace anche l’abuso qualche volta di sangue, basta che non si cada nel ridicolo. In questo Il collezionista di occhi (distributori: ahhh!!), in originale See no evil, ci sarebbe stato materiale per un sano horroretto estivo col quale saltare sulla sedia di tanto in tanto. Certo, poi dagli horror ci si aspetta sempre almeno qualche piccola sorpresina: e qui, di sorpresine, praticamente neanche l’ombra. La solita zuppa riscaldata: un bambino cresciuto malissimo con una madre pazza schizofrenica, che da grande diventa ovviamente cattivone e non può non uccidere chiunque gli capiti davanti. Soprattutto se è un “peccatore”.
Il gigante assassino è interpretato da Kane, enorme wrestler che dopotutto fa il suo lavoro (anche perchè dirà due parole lungo tutta la pellicola, che è anche cortina nei suoi 84 minuti) e riesce ad inquietare quel minimo che basta. Invece gli altri attori, tutti giovanissimi che interpretano le solite macchiette da teen-horror (la troiona, il cattivo, c’è pure una coppietta quasi lesbo, …), sono da rinchiudere nelle stesse gabbie in cui Kane rinchiude le sue vittime. Punti a favore, perchè non tutto è da buttare: un certo gusto per la violenza, abbastanza sadica e che ha il coraggio di osare qualcosa (arpioni che squartano ogni cosa, le dita con unghie lunghe del “mostro” che strappano occhi a destra e a manca, cellulari ingoiati e che rompono la gola di chi li inghiotte, ragazze divorate dagli amati cani dopo essersi sfracellate le mani per terra). Ma poi arriva il resto: una sceneggiatura scarsa con un finale telefonato (non che ci si aspettasse di più, sia ben inteso), una regia videoclippara che richiama, in peggio, i due Saw e persino lo stile di CSI (vedere quando si entra nei corpi!), e una non-capacità di mantenere la tensione costante. Non tutto da buttare, comunque, ma finita la visione viene voglia di rispolverare la vhs de L’assassino ti siede accanto e riguardarselo all’istante.

Voto Gabriele: 5

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