At Berkeley: recensione del documentario di Frederick Wiseman

Festival di Venezia 2013: Frederick Wiseman ci porta all'interno di una delle più famose e rinomate università statunitensi con At Berkeley, ennesimo, straordinario documentario di 4 ore. Il regista coglie la Berkeley nel momento in cui deve fare i conti con i tagli di budget, e con tutto ciò che questo comporta. Il nuovo capolavoro del miglior documentarista vivente.


La Berkeley è una delle università più celebri e rinomate degli Stati Uniti. Frederick Wiseman, il più grande documentarista vivente, dedica il suo 38° film sulle istituzioni contemporanee proprio alla Berkeley, dopo la parentesi francese del dittico La Danse / Crazy Horse, a sua volta spezzata da Boxing Gym. Si tratta anche del suo secondo film girato in digitale dopo il precedente Crazy Horse.

Wiseman ha speso 12 settimane all'università, raccogliendo 250 ore di materiale, montato poi in 14 mesi. I documentari del maestro sembrano sempre i più facili al mondo da fare, e invece sono i più difficili. In mezzo ci sono state anche le riprese del suo prossimo documentario, dedicato alla National Gallery di Londra. Wiseman ha oggi 83 anni e continua a sfornare pellicole come e più di prima.

At Berkeley mostra gli aspetti principali della vita universitaria. Tutto punta direttamente al cuore della macchina-università: gli sforzi di ognuno per mantenere intatta l'eccellenza e il ruolo primario della Berkeley, che è la migliore università pubblica degli Stati Uniti, mantenendo anche le varie differenze interne nella community di studenti.


Per Wiseman la questione diventa subito interessante, visto che, nonostante il rettore Robert J. Birgeneau (ritiratosi quest'anno) sbandieri dati con segno positivo, il taglio del budget da parte dello Stato della California e del governo federale è stato sempre più pesante. Fatto che, nell'ultima parte del film, porterà anche ad una protesta da parte degli studenti.

At Berkeley è il solito, enorme e straordinario documentario osservazionale di Wiseman, che qui firma uno dei suoi titoli più riusciti in assoluto. La struttura portante dei 244 minuti dell'opera sono le discussioni, i consigli amministrativi ed anche le lezioni che ogni giorno animano l'università. Per qualche minuto assistiamo a lezioni di poesia, di medicina, ed anche ad un'interessantissima lezione sul tempo letto attraverso coordinate spaziali.

Alla Berkeley si discute dei tagli del budget e della possibilità di un nuovo aumento delle tasse, e i professori provano costantemente a dialogare con gli studenti. Ad esempio provano a far capire loro che la scelta di far pagare le tasse a seconda dell'importanza e del salario che il proprio futuro lavoro regalerà loro ha davvero un senso... E poi ci sono discussioni e dibattiti sulle minoranze, e qui saltano fuori le tensioni razziali.


Come sempre, anche At Berkeley è a suo modo un documentario su un micro-cosmo che sembra avere le sue perfette regole ben definite e "fuori dal mondo", ma che rispecchia perfettamente la società americana. Non è certo un caso che a Wiseman interessi anche mettere all'interno del film coloro di cui non interessa nullo a nessuno, ovvero gli uomini che puliscono le scale o curano il giardino...

A legare assieme tutte queste macro-sezioni, lasciate spesso integralmente dal regista, troviamo poi alcune bellissime "pennellate" che allargano la descrizione già molto esaustiva della Berkeley da parte del regista. Così assistiamo anche a momenti musicali improvvisati, ad esibizioni teatrali che prendono in giro Facebook, e addirittura ad esperimenti e prove tecnologiche. Manca forse un po' l'intrusione del regista nei dormitori, nelle confraternite: ma troppa vicinanza con gli studenti avrebbe potuto intaccare la sua oggettività, e poi sarebbe stato un altro film.

Ragionando sull'educazione e sui compromessi del sistema educativo, At Berkeley ha a suo modo la "fortuna" di contenere all'interno anche una grossa protesta che gli studenti decidono di fare nei confronti dei tagli del budget e dell'aumento delle tasse. E quando li senti parlare, a metà strada tra luoghi comuni e arte oratoria, ti balza in testa un pensiero: che in fondo hanno imparato a parlare e pensare in quel modo proprio alla Berkeley.

Piccola nota conclusiva. Alla fine del film, dopo che effettivamente ti senti un po' appesantito da una visione di 4 ore, ti chiedi: ma erano davvero 4 o erano al massimo 3?

Voto di Gabriele: 10

At Berkeley (USA 2013, documentario 244') di Frederick Wiseman.

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