Matrimonio a Parigi: la recensione in anteprima

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Un imprenditore brianzolo che si vanta fieramente di essere un evasore fiscale e un maresciallo napoletano della Guardia di Finanza estremamente ligio e zelante nel suo lavoro, incrociano le loro strade nel viaggio verso Parigi dove i rispettivi figli si stanno per diplomare presso un celebre istituto d’arte. Solo quando il danno è fatto, le due famiglie scopriranno che i rispettivi pargoli sono amici e coinquilini nella capitale francese.

Con un mese di anticipo sul panettone dell’amico/rivale Cristian De Sica, arriva nelle sale (più di 500!) l’ennesima commedia realizzata dal carrozzone di Massimo Boldi, o compagnia cinematografica come ama definirla il comico lombardo. I meccanismi sono sempre gli stessi. Qualche accenno all’attualità, così i santi della Commedia all’Italiana possono guardare dal paradiso della celluloide, battute non volgari ma di gusto decisamente discutibile, stereotipi regionali fintamente rinnovati, adulti che si comportano da bambini e giovani che si dimostrano più maturi dei loro genitori, un vaghissimo eco delle atmosfere da Giulietta e Romeo, quando una coppia di innamorati rischia il legame per “questioni di famiglia”.

Che questo genere di film sia profondamente reazionario, sia per i temi trattati che per i modi in cui questi vengono approcciati, nessuno ha mai sollevato alcun dubbio. Appare evidente che i modelli su cui si appoggia Massimo Boldi, che ha messo le mani sulla sceneggiatura, si appoggino su idee che già venti anni orsono avrebbero potuto sembrare antiquate. Il pubblico però apprezza da anni e la lotta tra detrattori e sostenitori di questo genere di film è una battaglia che non riuscirà mai a trovare una soluzione.


Matrimonio a Parigi

Un primo (piccolo) spoiler: non aspettatevi un film incentrato sulla preparazione delle nozze del secolo. Il tema del matrimonio, nonostante il titolo, è toccato in modo estremamente marginale tanto da suscitare il dubbio che si tratti solo di una mossa per creare un gancio tra questo film e i precedenti (da Matrimonio alle Bahamas di Claudio Risi a A Natale mi sposo con Boldi).

Tra battute velatamente razziste, omofobe (sottolineando la bisessualità del personaggio interpretato da Rocco Siffredi), sketch fisiologici (una scena di pissing veramente da dimenticare), si rimane ancorati a un umorismo scatologico che forse anche in caserma annoierebbe. Paradossalmente, conoscendo il livello medio di queste produzioni, si ha la sensazione di una pellicola più compatta e omogenea rispetto all’accozzaglia di film-barzellette che hanno preceduto questo film di ambientazione parigina (stucchevolmente da cartolina). Il fatto di aver costruito un canovaccio di storia non però permette di dimenticare le pecche di un film, le cui uniche trovate comiche sono i continui errori dislessici di Anna Maria Barbera, che da anni vive sulle stesse gag (dimostrando di aver assimilato la lezione proprio di Massimo Boldi).

La scuderia di Boldi riceve una ventata di gioventù dalla straripante Diana Del Bufalo (che nonostante la partecipazione ad Amici sembra essere sul set per caso) e di una webstar come Guglielmo Scilla, in arte Willwoosh. Ma questa nuovo vento non riesce a togliere quell’odore di stantio che aleggia nella sala cinematografica.

Matrimonio a Parigi (Italia, comico, 2011) Regia di Claudio Risi. Con Massimo Boldi, Anna Maria Barbera, Biagio Izzo, Paola Minaccioni, Massimo Ceccherini, Enzo Salvi, Rocco Siffredi, Loredana De Nardis, Emanuele Bosi, Guglielmo Scilla, Diana Del Bufalo, Raffaella Fico, Alessandra Pozzi.

Voto Carlo 3,5

Matrimonio a Parigi uscira venerdì 21 ottobre 2011. Qui potete vedere il trailer e qui le foto del cast che presentano il film.

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