Take me home tonight - Recensione in anteprima

Take me home tonight è l’ennesima pellicola leggera che omaggia le tipiche commedie adolescenziali USA uscite negli anni '80, quelle alla John Hughes, focalizzandosi su una lunga notte di festeggiamenti: tra spinelli, sbronze, risse, auto rubate, corteggiamenti e… un sacco di canzoni di quel periodo.

La trama segue principalmente le gesta del romantico Matt Franklin (Topher Grace), geniaccio del MIT che preferisce continuare a lavorare in un videonoleggio, segretamente innamorato della bella Tori (Teresa Palmer). Ma c'è anche una sottotrama incentrata sulla sorella Grace (Anna Faris) che sta per sposarsi con un macho senza cervello (Chris Pratt). La parte comica è affidata a Barry (Dan Fogler), immancabile amico sfigato e sovrappeso, mentre in rappresentanza degli adulti incomprensivi e guastafeste troviamo il padre dei fratelli Franklin (interpretato dalla guest-star Michael Biehn).

Nel giro di 90 minuti si spazia tra cazzeggio puro e responsabilità serie, paura e coraggio, frottole e onestà, litigate e riappacificazioni. Fondamentalmente il film di Michael Dowse affronta tematiche senza tempo e parla di ragazzi storditi e confusi alle prese con il classico rito di passaggio. Il motivo per cui il tutto debba necessariamente ambientarsi negli anni ottanta è quindi un mistero (il boom della Borsa americana? La cocaina che circolava ai tempi?), anche perché la regia non calca troppo la mano per dipingere quella generazione o far notare che ci troviamo in quel particolare periodo storico, ma è pur vero che un pizzico di nostalgia da “american dream” aiuta il film a strappare un mezzo punto in più.


Chi si aspettava un “instant classic” da rivedere mille volte rimarrà comunque deluso perché Take me home tonight è un film carino quanto dimenticabile. Colpa di una narrazione zoppicante che propone pochissimi momenti da incorniciare: frizzanti, romantici o drammatici che siano. Un po' troppe, invece, le gag forzate su sesso e droga: situazioni alla Porky's che hanno perfino rallentato di mesi l'uscita del film in America, ma che alla fine puntano sul politically incorrect senza neppure crederci fino in fondo.

Come se non bastasse, anche le interpretazioni dei protagonisti tendono all'insipido invece di soddisfare completamente il palato. Teresa Palmer è una Barbie di plastica: conquista gli occhi ma non il cuore. Fogler si presenta come una copia (sbiadita) di Jack Black. Topher Grace, che è addirittura co-autore del soggetto, non sembra sforzarsi più di tanto (ci era sembrato molto più “vero” nel film In Good Company) e anche la Faris stavolta non brilla particolarmente (ma è davvero la stessa persona della locandina?). A dirla tutta, i ragazzi di questo party sono anche un po’ troppo grandicelli per i ruoli che interpretano e la cosa non aiuta il confronto con certi cult dove tutto era invece più centrato.

“Best. Night. Ever.” Il deciso sottotitolo originale della pellicola sottolinea con fermezza le emozioni forti che avrebbero dovuto vivere gli spettatori, almeno quelli appassionati delle commedie alla Hughes, ma finita la visione non si sente di aver preso davvero parte a questa nottata, che è mitica fino ad un certo punto. Peccato!

Voto di Roberto "Cleaned": 6

Take me home tonight (id. – Commedia/Drammatico – USA 2011) Regia di Michael Dowse, con Anna Faris, Topher Grace, Teresa Palmer, Michael Biehn, Nathalie Kelley, Dan Fogler,Chris Pratt. Uscita venerdì 23 marzo 2012

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