Da Venezia la recensione di La stella che non c’è

La stella che non c’è di Gianni Amelio; con Sergio Castellitto, Tai Ling.Un altro viaggio, dopo quello di Gianni e Paolo verso Berlino ne Le chiavi di casa. Ora Vincenzo Buonavolontà si trova in Cina, in cerca di un’industria a cui dare una centralina idraulica da sostituire a quella mal funzionante. Con lui c’è Liu


La stella che non c’è
di Gianni Amelio; con Sergio Castellitto, Tai Ling.

Un altro viaggio, dopo quello di Gianni e Paolo verso Berlino ne Le chiavi di casa. Ora Vincenzo Buonavolontà si trova in Cina, in cerca di un’industria a cui dare una centralina idraulica da sostituire a quella mal funzionante. Con lui c’è Liu Hua, giovane studentessa ed interprete a cui lui, per una scenata, ha involontariamente tolto il lavoro. Un mondo nuovo, sconosciuto, dove i pregiudizi iniziano a farla da padroni. “Il cinese ti fa lo sgambetto e poi aiuta a rialzarti”, dice Liu Hua ad un certo punto del film. Come nella sequenza al commissariato, dove Vincenzo crede che i poliziotti stiano cercando in tutti i modi di mettergli i bastoni tra le ruote, ed invece stanno solo cercando l’indirizzo della fabbrica che lui sta cercando alla cieca. Le insicurezze, i fraintendimenti (spesso anche ironici e davvero godibili), i momenti di stupore e gioia (la visione di alcuni bambini, ad esempio) sono descritti con una delicatezza rara, coinvolti in un ritmo leggero e (dis)incantato. Viaggio morale innanzitutto quello de “La stella che non c’è”, in cui il cambiamento del nostro protagonista sarà forte ed evidente nell’ultima scena alla stazione dei treni. E fulcro di questo cambiamento è anche la figura di Liu Hua, interpretata benissimo dall’esordiente Tai Ling: un personaggio che pian piano assume sfacettature drammatiche, ma mai patetiche. E la Cina è ripresa in modo meraviglioso, e diventa un posto per noi occidentali fuori dal tempo, da scoprire e pieno di novità (e qualcuno manco sa dov’è l’Italia: e pensare che noi siamo così presi da noi stessi che pensiamo ci conoscano alla perfezione in tutto il mondo…). Gianni Amelio è un poeta, e lo riconferma. Sergio Castellitto batte Ben Affleck 10 a 0.

Voto Gabriele: 8

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