Da Venezia la recensione di Fallen (Falling)

Fallen di Barbara Albert; con Nina Proll, Birgit Minichmayr, Georg Friedrich, Ursula Strauss. Cinque amiche si ritrovano dopo molti anni in occasione del funerale di un loro professore: un’occasione per riflettere sul passato, per guardarsi come si è ora nel presente e per pensare al futuro. Vi ricorda un film in particolare? Dejà vu? Avete


Fallen
di Barbara Albert; con Nina Proll, Birgit Minichmayr, Georg Friedrich, Ursula Strauss.

Cinque amiche si ritrovano dopo molti anni in occasione del funerale di un loro professore: un’occasione per riflettere sul passato, per guardarsi come si è ora nel presente e per pensare al futuro. Vi ricorda un film in particolare? Dejà vu? Avete “freddo”? Eh, giusto un pochetto. In questo Fallen ci sono momenti per ridere, momenti per piangere, momenti per parlare, urlare e ballare. Come in ogni film di questo genere su ciò che fu e ciò che sarà. Non si evitano molte banalità e certe situazioni sono lì per allungare il brodo. Certo, il film lo si segue ma la bestemmia ci scapperebbe pure: la poca originalità e le poche vere emozioni non aiutano per nulla. Amori mancati, amori ricordati, amori che sfuggono, amori ritrovati: la voglia dei trentenni di ritornare giovani (vedi la lunghissima sequenza in discoteca) e di rivivere quelle emozioni non passa, e la sindrome da “ultimo bacio” non passa. Le protagoniste sono brave e fanno il loro dovere con dignità, a volte regalando davvero prove interessanti. La Albert però dovrebbe concentrarsi di più (anzi: soprattutto) sulla trama, cosa che lei stessa ha detto di lasciare in secondo piano rispetto all’aspetto emotivo e all’atmosfera…

Voto Gabriele: 5
Voto Natalie: 1

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