Torino 2011: 50 e 50 - la recensione in anteprima (In Concorso)

50_50_posterAdam ha ventisette anni, una bella fidanzata, e un buon lavoro alla radio. Tutta la sua vita viene però sconvolta dalla diagnosi di una rara forma tumorale. Il ragazzo si trova così a dover far fronte alle contraddizioni generate dal suo stato e alle reazioni paradossali delle persone a lui vicine: Kyle, che usa la malattia dell’amico per attirare le ragazze, la madre, che perde di vista le esigenze del figlio sommersa dalle proprie paure, Rachael, che cerca di non pensare alle condizioni del fidanzato coltivando una vita sociale frenetica, e Katherine, la psicoterapeuta alle prime armi.

C'è qualcosa che attrae sempre e comunque, nei film di Jonathan Levine. Con il suo esordio, il non esaltante All the boys love Mandy Lane, il giovane regista aveva a suo modo detto la sua sullo slasher: ed era interessante non tanto per quel che diceva, ma per le qualità tecniche del prodotto. L'horror come palestra, insomma. Non a caso Levine ha abbandonato il genere per dirigere una particolare stoner dramedy, The Wackness (da noi distribuito con l'insulso titolo Fa' la cosa sbagliata). Un film che poteva anche respingere, inizialmente: per poi offrire un ritratto inedito (e sofferto) della New York anni 90.

Con il suo terzo film, il terzo americano indipendente del concorso torinese, il giovane regista si prende un rischio a suo modo enorme: raccontare una storia (vera) delicatissima su un tema altrettanto difficile. Decide di farlo con i mezzi tipici del cinema di Indiewood: una confezione che i più amano definire "alla Sundance", attori celebri nell'ambito della cinefilia, che il pubblico saprebbe riconoscere subito ma di cui forse non ricorda i nomi, tanta musica e un mix di ironia e dramma.

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50/50 vede per protagonista Adam, interpretato da un grandissimo Joseph Gordon-Levitt, che dalla vita ha tutto: una bella fidanzata (Bryce Dallas Howard), un amico del cuore con cui condivide tutto (Seth Rogen), una bella casa, un lavoro e via dicendo. Ma ha anche una famiglia: sua madre è la tipica donna affettuosa ma un po' troppo asfissiante (l'irresistibile Anjelica Huston), mentre il padre (Serge Houde) soffre d'Alzheimer e praticamente non lo riconosce più.

La sceneggiatura di Will Reiser tenta di evitare le trappole della tragicità, distillando il patetismo della storia nell'ironia e nella delicatezza. Non sempre 50/50 sfugge però alla regola per cui un prodotto indie di questo genere non sia almeno un po' ruffianello, e nel risultato finale il film perde forse il confronto con il precedente lavoro del regista, più ostico ma anche più asciutto, duro e "onesto" nei confronti della realtà che voleva raccontare. Ma al di là di tutto, se non ci si commuove neanche un po' con un film del genere vuol dire che si ha il cuore di pietra.

Perché è vero che 50/50 è un prodotto furbetto, ma ha almeno un paio di colpi molto ben assestati e trattati in fase di script in modo intelligente: si veda la scomparsa di un personaggio secondario che arriva dritta come una botta in testa, o la scoperta da parte di Adam nel bagno di Kyle di un libro che l'amico sta leggendo. Tutti piccoli accorgimenti in mezzo ad una marea di fili intrecciati e tematiche che riescono ad attirare l'attenzione anche del pubblico più smaliziato e cinico, e poco disposto a cedere alle emozioni che comunque il film di Levine regala.

Il regista dalla sua parte contribuisce a donare un ottimo ritmo alla pellicola, un'aria divertita e serena, dimostrando che si può parlare di cancro non nel modo che ci si aspetterebbe. Lo aiuta sicuramente lo script di Reiser, che presenta alcuni nuclei e alcuni momenti che vanno subito a genio con la "poetica" (se così la si può definire...) di Levine: dopotutto 50/50 racconta innanzitutto un bromance che di tanto in tanto si mescola alla stoner comedy. E in mezzo ovviamente c'è la famiglia, c'è l'amore, ci sono le amicizie...

Fotografato da Terry Stacey, esperto di cinema indie americano (sue le fotografie di molti celebri ed apprezzati film come American Splendor ed Adventureland), 50/50 non sfugge quindi a tutti i rischi che si ponevano sin da subito nel progetto iniziale, e chi non è disposto a chiudere un occhio su quelli che potrebbero essere considerati difetti non da poco non potrà che apprezzare poco il risultato finale. Gli altri prendano pure un po' di fazzoletti, si sa mai... Anche perché tutte le scene delle visite mediche e altre scene dolorosissime possono fare male seriamente.

Voto di Gabriele: 7

50 e 50 (50/50, Commedia drammatica, durata 115 min. - USA 2011) regia di Jonathan Levine con Bryce Dallas Howard, Anna Kendrick, Seth Rogen, Joseph Gordon-Levitt, Anjelica Huston, Julia Benson, Jessica Parker Kennedy, Philip Baker Hall, Marie Avgeropoulos, Geoff Gustafson, Sarah Smyth, Andrew Airlie, Luisa D'Oliveira, Andrea Brooks, Veena Sood, Matty Finochio, Sugar Lyn Beard, Yee Jee Tso, Serge Houde, Darien Provost, Daniel Bacon, Darla Fay, Nicholas Carella, William 'Big Sleeps' Stewart, Daryl Winter, Kyle Hunter. Il film esce in Italia il 2 marzo 2012, ecco il trailer italiano.

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