Da Venezia la recensione di Gedo Senki – Tales from Earthsea

Gedo senki di Goro Miyazaki. Goro Miyazaki non promette bene. Di strada ne deve ancora fare, e forse suo padre lo sa benissimo. In Gedo Senki manca quel qualcosa in più, quella carica fantastica che ti faccia sognare ed emozionare ad ogni sequenza. Difficile stroncarlo in toto, ma il risultato è mediocre. Il film di


Gedo senki
di Goro Miyazaki.

Goro Miyazaki non promette bene. Di strada ne deve ancora fare, e forse suo padre lo sa benissimo. In Gedo Senki manca quel qualcosa in più, quella carica fantastica che ti faccia sognare ed emozionare ad ogni sequenza. Difficile stroncarlo in toto, ma il risultato è mediocre. Il film di Miyazaki jr. è un confuso film d’animazione, certo pieno di fantasia e di qualche elemento notevole, che perde qualcosa con alcune banalità troppo spesso ripetute (che senso ha continuare a ripetere quel discorso sulla vita e bla bla bla? Non era necessario). Di materiale ce n’è a sufficienza, visto che la trama è tratta da una trilogia di Ursula K. Le Guin. Chissà, forse è proprio tutta questa carne al fuoco che, per un regista esordiente, ha fatto sì che non tutto andasse meravigliosamente. La città incantata è lontana, i minuti passano e il divertimento per gli appassionati non dovrebbe mancare, però… Draghi, mondi in subbuglio, maghi, persone umanissime, magia e sentimento: in tutto ciò una bella carta a favore c’è, e si tratta di un cattivo inquietante e ambiguo, che resta all’oscuro per una buona parte della pellicola. Per il resto ci si trova di fronte ad un’animazione di tutto rispetto (e di Studio Ghibli si parla, ecco, giusto per ricordarlo), ma che non convince dal punto di vista narrativo. Chissà appunto cosa avrebbe potuto tirarne fuori papà.

Voto Gabriele: 5

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