Da Venezia la recensione di Nue propriété

Nue propriété di Joachim Lafosse; con Isabelle Huppert, Jérémie Renier, Yanick Renier. C’è una scena in Nue propriété che gela anche lo spettatore, e non solo Isabelle Huppert, madre di due gemelli che vede frantumarsi la sua famiglia davanti agli occhi: quella della cena proprio fra lei (Pascale), i suoi due figli (François e Thierry)


Nue propriété
di Joachim Lafosse; con Isabelle Huppert, Jérémie Renier, Yanick Renier.

C’è una scena in Nue propriété che gela anche lo spettatore, e non solo Isabelle Huppert, madre di due gemelli che vede frantumarsi la sua famiglia davanti agli occhi: quella della cena proprio fra lei (Pascale), i suoi due figli (François e Thierry) e il suo nuovo compagno. In un climax che già parte freddo, si arriva al nervosismo più totale e all’imbarazzo. E’ un po’ l’essenza della pellicola dell’esordiente Joachim Lafosse, che descrive una storia morbosa di posesso, di litigi, di relazioni che vanno letteralmente a rotoli. Ciò che è bello di un film come questo è senza ombra di dubbio l’atmosfera, e cosa contribuisce alla resa di una buona atmosfera è la recitazione degli attori, in questo caso un trio magnifico. Che la Huppert fosse meravigliosa lo sapevamo da tempo, che Jérémie Renier avrebbe fatto strada anche, che suo fratello (a dir la verità non gemello) Yannick fosse anche bravo dovevamo ancora scoprirlo. E’ soprattutto grazie a loro se questa storia interessante riesce a raggiungere dei momenti godibilissimi, cinematograficamente parlando. La forte drammaticità di fondo LaFosse riesce a darla anche con dei piani-sequenza fissi ben congegnati, con personaggi che entrano ed escono dall’inquadratura e si muovono in un’ambiente, in questo caso la propriété, la bellissima casa di famiglia, che pur nella sua bellezza riesce a racchiudere sentimenti e momenti umani che fanno pensare e meditare nel loro essere scomodi.

Voto Gabriele: 8
Voto Natalie: 8

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