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Non Avere Paura del Buio: Recensione in Anteprima

Dal genio visionario Guillermo Del Toro, qui in cabina di produzione, ecco arrivare l’horror Don’t Be Afraid of the Dark…

Prima l’ottimo The Orphanage, poi il deludente Splice, ed infine questo Non Avere Paura del Buio. Negli ultimi anni il Guillermo Del Toro ‘produttore’ ha stupito, tanto in positivo quanto in negativo. Assente dal grande schermo da ben 4 anni, ovvero dal sottovalutato Hellboy II, Del Toro si è con sempre più convinzione aperto al mondo produttivo, sposando negli ultimi mesi progetti sulla carta interessanti ma in sala aihnoi balbettanti. A confermare questa tesi, dopo il tutt’altro che esaltante Sci-Fi Horror di Vincenzo Natali, Don’t Be Afraid of the Dark, remake dell’omonimo horror trasmesso dalla ABC in America nel 1973.

Diretto dall’esordiente Troy Nixey, ed interpretato da due attori da tempo ‘assenti’ dal grande schermo, ovvero Guy Pearce e Katie Holmes, il film ha la ‘sfortuna’ di essere approdato in sala nella stagione del boom televisivo di American Horror Story, serie tv qualitativamente alta, riuscita nell’impresa di ridare lustro all’horror televisivo. E non solo. Perché dinanzi ad una casa ‘stregata’, ed abitata da strane creature, ad una bimba cupa e combattuta, e ad una coppia di genitori in carriera, innamorati e tutt’altro che attenti alle necessità della piccola, il paragone con il gioiello ideato da Ryan Murphy è quasi scontato. Perdendo nettamente la sfida.

Perché Don’t Be Afraid of the Dark ha il pregio di regalare momenti di altissima tensione, conditi da un paio di scene innegabilmente riuscite dal punto di vista horrorifico, per poi crollare nel suo insieme, a causa di uno script a lungo andare scontato, infarcito di cliché, a tratti surreale, e troppo spesso ‘esilarante’, per via di ‘vocine’ teoricamente demoniache e terrorizzanti ma in realtà a dir poco ridicole.


Sally è una bimba tanto solitaria quanto introversa. La brusca separazione dei genitori l’ha letteralmente trasformata in un pacco postale, con la madre che l’ha gentilmente spedita a vivere con il padre, Alex, da tempo fidanzato con la più giovane Kim. I due vivono in un palazzo del 19° secolo, tanto affascinante quanto inquietante, da restaurare e vendere al migliore offerente. Ospite tutt’altro ‘seguita’ della casa, Sally esplora la tenuta secolare scoprendo una cantina, nascosta agli occhi di tutti e in realtà ‘prigione’ di antiche creature che dimorano nell’oscurità. Una volta liberate, proprio queste creature faranno di tutto per ‘rapire’ Sally, sognando i suoi denti e tremando dinanzi al minimo accenno di luce. Perché solo al buio, queste terrificanti creature, possono fare del male…

Temi che tornano nella filmografia del grande Guillermo Del Toro. Creature fantastiche, universi oscuri e il mondo dell’infanzia, qui ancora una volta intrecciati tra loro, all’interno di una pellicola che purtroppo non convince del tutto. A realizzarla un ‘pupillo’ dello stesso Del Toro, ovvero il comic book artist Troy Nixey, incapace di dar forza e peso ad un titolo che, se diretto dal produttore, avrebbe probabilmente avuto tutt’altro spessore.

A pesare sulla pellicola un’aurea di pressa pochezza narrativa fastidiosa, perché facilmente aggirabile. Sembra quasi che nessuno abbia realmente creduto alle potenzialità del film, in realtà esplicite perché in grado di abbracciare mondi e paure differenti, incrociando horror e fantasy, come parte della filmografia di Del Toro ormai insegna. Se i ritrovati Katie Holmes e Guy Pearce non vanno oltre un banale compitino recitativo, a non conquistare è anche la piccola Bailee Madison, reale protagonista di una storia che parte con il piede giusto, concedendoci un omicidio misterioso e a tinte splatter, per poi deragliare lentamente con il passare dei minuti. Il rapporto tra la piccola, il padre ‘assente’, la madre naturale e quella acquisita, ovvero la Holmes, fa acqua da tutte le parti, toccando l’apice dello sconcerto con una telefonato madre/figlia da brividi. Per quanto ingiustificabile dal semplice punto di vista della scrittura. Proprio con l’evidente poca attenzione rivolta ai particolari Nixey dimostra di aver sottovalutato la promozione in cabina di regia, regalandoci perle di altissima atrocità. Una su tutte? Un giardiniere viene letteralmente massacrato dalle creature che infestano la casa. Ricoperto di sangue da capo a piedi, pieno di lividi e tagli, viene etichettato come vittima di un ‘incidente’. Probabilmente sarà scivolato, sentenziano in casa, su una forbice da giardino. Roba da ridere, per l’appunto.

Tecnicamente ‘importante’, grazie ad una maestosa casa e ad una cupa fotografia, Non Avere Paura del Buio finisce così per perdere nettamente il surreale ‘match’ cinema vs. tv nei confronti di una serie come American Horror Story, costata ovviamente molto meno ma qualitativamente straordinariamente superiore. A dimostrazione di come la televisione a stelle e strisce abbia in molti casi ‘superato’ la concorrenza cinematografica, grazie a reti coraggiose e a sceneggiatori più intraprendenti, nel saper osare e nel voler provare ad andare oltre i soliti stereotipi del genere, che hanno ormai stancato tutto e tutti, soprattutto se ostentati con pochezza e scarsa attenzione. Anche se prodotti da un ‘genio visionario’ come Guillermo Del Toro.

Voto di Federico: 5
Voto di Simona: 4

Non Avere Paura del Buio (Don’t Be Afraid of the Dark, Usa, horror, 2011) di Troy Nixey; con Katie Holmes, Guy Pearce, Bailee Madison, Alan Dale, Jack Thompson, Eliza Taylor-Cotter, Julia Blake, Edwina Ritchard, Dylan Young, Emelia Burns, Nicholas Bell, Garry McDonald, Lisa N Edwards, James Mackay, Gabriela Iturrizaga, Ande Orbach – Uscita in Sala: 13 gennaioQui il trailer italiano e le recensioni dei critici americani.