Da Venezia la recensione di Koorogi (Crickets)

Koorogi di Aoyama Shinji; con Suzuki Kyoka, Yamazaki Tsutomu, Ando Masanobu, Ito Ayumi. Una donna e un uomo. Lei è bella, ormai non giovanissima ma sempre attraente, lui è cieco e muto. Lei se ne prende cura appassionatamente, persino in modo ossessivo, tant’è che egli diventa tutta la sua vita. Ma la sua stabilità psicologica


Koorogi
di Aoyama Shinji; con Suzuki Kyoka, Yamazaki Tsutomu, Ando Masanobu, Ito Ayumi.

Una donna e un uomo. Lei è bella, ormai non giovanissima ma sempre attraente, lui è cieco e muto. Lei se ne prende cura appassionatamente, persino in modo ossessivo, tant’è che egli diventa tutta la sua vita. Ma la sua stabilità psicologica ed emotiva sarà messa a dura prova dall’arrivo di una giovane coppietta di fidanzati… Ecco, raccontata così magari fa anche una bella figura e fa interessare lo spettatore al film. Ma Koorogi non si può dire un bel film. Partiamo dal fatto che Aoyama Shinji inizia molto bene, e a suo vantaggio vanno la bella fotografia di Tamura Masaki e la scenografia di Shimizu Takeshi. Il rapporto tra i due protagonisti è anche interessante e si vuole proprio vedere dove si andrà a parare, magari ci si aspetta pure un crescendo morboso non indifferente. Ma ad un certo punto il film prende una strada assolutamente inaspettata, e la sensazione non è piacevolissima. Misteri su misteri, una grotta, i cripto-cristiani (!?), gente a caso. Il tutto sembra davvero essere messo lì a caso, e una lettura del tutto può sembrare introvabile. Il mio consiglio è quello di leggere il film un po’ come si legge la storia di Mulholland Drive (il sogno e i desideri…). Ma se Mulholland Drive è un capolavoro, Koorogi è un bel pasticciaccio, che magari a qualcuno potrebbe affascinare in questo giochetto assolutamente assurdo, ma sempre un pasticcio.

Voto Gabriele: 6

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