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5 spaventose storie vere che si meritano un film horror

Oggi si parla di cinque storie vere che non hanno ancora una versione cinematografica ma che potrebbero dar vita a cinque film spaventosi

di carla

Ci sono dei film horror tratti da storie vere che hanno turbato i nostri sogni (incubi, direi!) di spettatori: da Le colline hanno gli occhi a L’evocazione (per dirne due, in questo post ce ne sono altre): ma il sito CinemaBlend ha trovato 5 storie vere e terrificanti che si meriterebbero una versione cinematografica. Eccole. Invece di proporci remake, reboot e sequel…

Winchester House

Una delle strutture più strane negli Stati Uniti è la casa della defunta Sarah Pardee Winchester. La vedova del magnate William Winchester credeva che i fantasmi delle vittime delle carabine Winchester sarebbero arrivati a vendicarsi. Per proteggersi si fece costruire una villa particolare. La costruzione durò 36 anni perché la donna credeva che “mantenerla in movimento” avrebbe allontanato gli spiriti. Ma la costruzione è priva di senso logico. Ci sono finestre che guardano in altre porzioni della casa piuttosto che fuori. Ci sono porte e scale che non portano da nessuna parte. E’ stata stimata una cifra di 75 milioni di dollari per la costruzione ed è un’attrazione turistica dal 1923, cinque mesi dopo che Sarah morì per un infarto a 83 anni. La casa comprende: 160 stanze, 40 camere da letto, 6 cucine, 2 sale da ballo, 52 lucernai, 1257 finestre e 10.000 vetrate, 40 scale per un totale di 467 gradini, 47 caminetti, 17 camini e 13 stanze da bagno, di cui una accessibile solo dall’esterno. Potete vederla sul sito ufficiale.

Henry Howard Holmes

Henry Howard Holmes (classe 1860) è considerato da molti come uno dei più prolifici serial killer del mondo, si dice che abbia infatti ucciso 200 persone. Holmes si fece costruire un “castello” a tre piani, un labirinto di stanze senza finestre, rendendo la fuga praticamente impossibile per chi Holmes metteva in trappola. Nessuno, a parte Holmes, conosceva l’intero layout del luogo, alcune delle caratteristiche più strane di questo hotel erano porte in grado di essere aperte dall’esterno, porte che si aprono su pareti di mattoni e uno scivolo che gli permetteva di scaricare i cadaveri dai piani superiori dritto nel seminterrato, dove venivano conservati in due forni enormi e in grandi riserve di acido. Henry Howard Holmes fu condannato a morte: fu impiccato il 7 maggio 1896, aveva 36 anni. Il cappio non era stato preparato correttamente e Holmes impiegò 15 minuti per morire.

Elisa Lam

La morte inspiegabile di Elisa Lam si merita un film. All’inizio del 2013 è stata denunciata la scomparsa della studentessa Elisa Nam, di 21 anni. Il suo corpo è stato poi scoperto da un addetto alla manutenzione in uno dei serbatoi d’acqua sul tetto del Cecil Hotel di Los Angeles. La polizia ha però trovato uno strano nastro di sorveglianza di un’ascensore che ha ripreso alcuni degli ultimi momenti di Lam. Guardatelo (è qui sotto), il suo comportamento è decisamente bizzarro, a me ha inquietato non poco). Attenzione: l’autopsia non ha rivelato nessun segno di alcol o di droga.

Le gemelle silenziose

June e Jennifer Gibbons sono due ragazze gemelle con un legame a dir poco preoccupante. A tre anni non parlavano ancora e tendevano a stare per conto loro. A 8 anni ancora non parlavano e con il passare del tempo è sempre più problematico il rapporto con le persone. Cresciute, iniziano a compiere atti vandalici, furti con scasso e incendi. Vengono incarcerate e poi condotte all’ospedale psichiatrico di Broadmoore dove rimasero per 14 anni. In seguito hanno iniziato a credere che fosse necessario la morte di una di loro, per “liberare” l’altra: e Jennifer accetta il sacrificio. Nel marzo 1993 le gemelle furono trasferite in ospedale e all’arrivo Jennifer era morta. Venne diagnostica una miocardite acuta ossia un’improvvisa infiammazione del cuore. Non vennero trovati farmaci o veleno nel corpo, e la morte rimane ancora un mistero. La giornalista Marjorie Wallace ha scritto un libro sul caso, dal titolo “The Silent Twins”.

Morte nel Passo Djatlov

Stiamo parlando dell’incidente del passo di Djatlov, ossia un avvenimento accaduto la notte del 2 febbraio 1959, e che provocò la morte di nove escursionisti sugli Urali. La ricerca di sopravvissuti ha scoperto una tenda strappata e delle scarpe (lasciate per terra nonostante le temperature gelide). Seguendo una scia di impronte vennero recuperati cinque corpi, alcuni vestiti solo con biancheria intima. Gli altri corpi sono stati trovati due mesi dopo, quando il disgelo primaverile sciolse la neve. I cadaveri erano vestiti avevano delle strane ferite: grave trauma cranico, fratture toraciche e la lingua mancante.

Foto: dall’homepage del sito WinchesterMisteryHouse