C’era una volta un’estate: recensione in anteprima

Torino Film Festival 2013: gli sceneggiatori Premio Oscar di Paradiso Amaro di Payne esordiscono alla regia con C’era una volta un’estate, affettuoso coming-of-age sulla scia di Adventureland. In Festa Mobile e nelle sale dal 28 novembre.

“Dimmi: tu cosa sei in una scala da 1 a 10?”, “6”, “No: sei un 3”. Inizia con questo dialogo in macchina tra il quattordicenne Duncan e Trent, il compagno della madre, C’era una volta un’estate. Ed è subito caratterizzazione dei personaggi: Duncan è il solito ragazzino solitario, timido e un po’ sfigato tipico di alcuni indie Usa, mentre il “patrigno” è un vero bastardo.

Nat Faxon e Jim Rash esordiscono alla regia dopo aver vinto l’Oscar per la sceneggiatura di Paradiso amaro di Payne. Con il loro primo film dirigono un tipico coming-of-age come se ne vedono tanti nel cinema prodotti e/o distribuiti dalle succursali d’essai delle major. Però il risultato ècosì affettuoso ed eseguito egregiamente che conquista.

Dicono che la loro sceneggiatura ha alle spalle ormai 8 anni, per cui nel frattempo di acqua sotto i ponti ne è passata. In mezzo c’è stata tutta la “trasformazione” del cinema alla Little Miss Sunshine, quindi siamo ben abituati ad un certo tipo di pellicole americane che sembrano un po’ fatte con lo stampino. C’era una volta un’estate sembra quindi arrivare un po’ tardi, ma mantiene a sorpresa una sua freschezza.

Duncan è in vacanza a Cape Cod con la madre Pam, Trent e Steph, la figlia di quest’ultimo. Trascurato e introverso, Duncan trova conforto solamente nell’amicizia con Owen, bizzarro manager di un parco acquatico che finisce per assumerlo come suo assistente. Lontano dalla famiglia e circondato da nuovi affetti, Duncan riuscirà finalmente ad affrontare la vita con coraggio.


I personaggi che girano attorno a Duncan sono degli stereotipi ben definiti, e che servono soprattutto a creare quel mondo quotidiano in cui vive il protagonista. C’è la “sorellastra” antipatica che non ha alcuna intenzione di “fargli da babysitter” per tutta l’estate; c’è la folle vicina di casa ubriacona con figlioletto con l’occhio stanco; c’è Owen che è uno spaccone divertente; e via dicendo.

Invece Duncan è un personaggio che ha un suo percorso di certo canonico ma ben delineato. Si vedano solo i momenti in cui sta in mezzo (o meglio: a lato…) a gente più grande di lui, situazione che lo mette automaticamente a disagio. Entrare in contatto con qualsiasi forma di vita lo fa chiudere in se stesso, anche quando ha l’occasione di scambiare quattro parole con Susanna, la vicina di casa.

C’era una volta un’estate è una specie di Adventureland che sfrutta l’originalità della sua particolare ambientazione, il parco acquatico, ma che punta sempre lì: lo scenario-novità per il giovane protagonista diventa un mini-mondo in cui fare le proprie esperienze, finalmente aprire il proprio carattere per poi poter spiccare il volo nel mondo reale. Che è molto più disastrato di quel che si pensi, tra situazini famigliari complesse per tutti quanti e adulti che vivono le vacanze d’estate come uno spring break.

Steve Carell fa le prove generali da vero bastardo per Foxcatcher, mentre Toni Collette sa regalare le giuste sfumature ad una madre che prova con difficoltà a mantenere un equilibrio decisamente instabile. E se Sam Rockwell fa il suo dovere nel ruolo del simpaticone folle, Liam James è la vera sorpresa del gruppo. Ultima cosa, fondamentale: il film è molto, molto divertente.

Voto di Gabriele: 7

C’era una volta un’estate (The Way Way Back, USA 2013, commedia 96′) di Nat Faxon, Jim Rash; con Steve Carell, Toni Collette, Allison Janney, Sam Rockwell, Maya Rudolph, Liam James, AnnaSophia Robb, Amanda Peet, Nat Faxon, Rob Corddry, Robert Capron. Qui il trailer italiano. Dal 28 novembre in sala.

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