Da Venezia la recensione di Mushishi

Mushishi di Ôtomo Katsuhiro; con Joe Odagiri, Makiko Esumi, Nao Omori, Yu Aoi. Onore assoluto a Ôtomo Katsuhiro, geniale autore di Akira che avrà sempre la mia stima. Nonostante Mushishi non mi sia piaciuto. Lo prendo come un passo falso in una bella carriera, e forse l’unica scusante che posso dare al grande artista è


Mushishi
di Ôtomo Katsuhiro; con Joe Odagiri, Makiko Esumi, Nao Omori, Yu Aoi.

Onore assoluto a Ôtomo Katsuhiro, geniale autore di Akira che avrà sempre la mia stima. Nonostante Mushishi non mi sia piaciuto. Lo prendo come un passo falso in una bella carriera, e forse l’unica scusante che posso dare al grande artista è che qui non siamo esattamente nel suo campo, ossia l’animazione. Se il film fosse stato un cartone, chissà, forse l’avrebbe diretto meglio, sicuramente con molto più sentimento e passione, con ancora più poesia e sicuramente con un ritmo più adeguato. Diciamolo senza aver paura di essere tacciati per snobbismo: Mushishi è assolutamente noioso. E’ confezionato benissimo, ma all’interno bisogna scavare per trovare qualcosa di assolutamente geniale o almeno divertente che ci faccia restare svegli. Ed è un grandissimo peccato, perchè, appunto, il film ha dalla sua una bellissima fotografia, bei personaggi, e momenti di assoluta poesia. Il tutto però disperso in 130 infiniti minuti, con scene lunghe che si alternano a quelle un pochettino più interessanti, come quella dei mushi che invadono la stanza della bambina. Gli effetti speciali e le ambientazioni contribuiscono a far sì che la pellicola sia visivamente molto interessante e anche affascinante, ma la sensazione che si ha è che Ôtomo avrebbe fatto meglio a fare, in questo caso, un film animato, che gli riesce sicuramente benissimo, visto anche che la storia è tratta da un fumetto: chissà, quasi sicuramente avrebbe reso più giustizia al suo nome e al suo talento.

Voto Gabriele: 5

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