N (Io e Napoleone): ieri per pensare all’oggi

N (Io e Napoleone) (Italia/Francia, 2006) di di Paolo Virzì; con Daniel Auteuil, Elio Germano, Monica Bellucci, Sabrina Impacciatore, Massimo Ceccherini, Francesca Inaudi, Valerio Mastandrea. Se è vero che Napoleone è una delle più grandi figure della Storia ed è una delle più conosciute in assoluto, allora forse è anche vero che gli echi del

N (Io e Napoleone) (Italia/Francia, 2006) di di Paolo Virzì; con Daniel Auteuil, Elio Germano, Monica Bellucci, Sabrina Impacciatore, Massimo Ceccherini, Francesca Inaudi, Valerio Mastandrea.

Se è vero che Napoleone è una delle più grandi figure della Storia ed è una delle più conosciute in assoluto, allora forse è anche vero che gli echi del (nostro) presente di cui si è tanto parlato in questi giorni sono verosimili. Napoleone come l’ex-Premier? Forse, chi lo sa, ma è certo che N (Io e Napoleone) di Paolo Virzì non è Il caimano di Moretti, nè vuole esserlo. Ma visto che entrambi non hanno affatto solo quell’interesse di satira e/o denuncia si può trovare un minimo comune denominatore in entrambe le pellicole, ed è quello di voler far indagare sulla nostra situazione odierna, e quindi fondamentalmente su noi stessi. In maniera probabilmente diversa, con stili diversi, ma in quello ci riescono.
Virzì porta sullo schermo liberamente (cambiando, innanzitutto, non solo il cognome del vero protagonista interpretato da Germano, ma proprio tutta la figura) il romanzo N di Ferrero Ernesto, e dirige una pellicola in costume in cui non tutto funziona a meraviglia, ma dove ci sono momenti di cinema davvero belli ed interessanti. Sin dall’incipit onirico si capisce dove si andrà fondamentalmente a parare: il giovane letterato Martino Papucci sogna di uccidere Napoleone, e da lì in poi cercherà di farlo. Ma i dubbi e le certezze, la passione e la fragilità di un ragazzo diciannovenne si scontreranno contro la furbizia ma anche la disillusione di un (ex) imperatore che ormai sta pian piano perdendo tutto. Scontro generazionale, scontro ideologico e, visto anche con gli occhi di oggi, fortemente politico e storico (e non solo storico in senso del periodo in cui vivono le vicende i protagonisti). Se è vero che talvolta si arranca e ci si perde un pochetto, è vero pure che momenti di delicatezza e altri momenti forti paiono sinceri ed emozionanti. E la commedia, di per sè, è anche abbastanza divertente e contiene momenti ironici riusciti.
Chissà, sarà per gli accenti dialettali, sarà per gli attori veramente bravi (anche la Bellucci, alla fine, ci offre una prova degna di rispetto), sarà per un finale riuscitissimo, sarà per un Ceccherini un po’ folletto e un (bel) po’ umano assolutamente impagabile. Fatto sta che N (Io e Napoleone), nonostante i difetti, una visione se la merita.

Voto Gabriele: 7

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