Il Castello nel cielo: la recensione del film di Hayao Miyazaki

Esce finalmente anche in Italia il capolavoro Laputa, di Hayao Miyazaki, leggi la recensione su Cineblog!

Inseguita da uno stormo di pirati dell’aria, la giovane Sheeta precipita da un aereo, ma si salva cadendo tra le braccia di Pazu, un robusto minatore che decide immediatamente di prendersi cura di lei. La pietra che porta al collo, dai misteriosi poteri, attira però l’attenzione di diversi loschi personaggi che cercheranno in ogni modo di mettere le mani su Sheeta.

Col passare del tempo appare sempre più evidente che il passato di Sheeta nasconda dei segreti che non si possono nemmeno immaginare, che hanno a che fare con la leggendaria città volante di Laputa, di cui tanti parlano ma di cui nessuno ha mai avuto delle prove concrete.

Ci sono voluti venticinque anni perché la distribuzione italiana decidesse di portare nelle nostre sale uno dei più celebrati capolavori del maestro nipponico Hayao Miyazaki, uno dei film di animazione più fantasioso e stupefacente, non che tra i migliori film steampunk della storia del cinema. Conosciuto anche con il titolo di Laputa, Il castello nel cielo (insieme a Nausicaa della valle del vento) è forse il più straordinario concentrato dell’epica e dell’estetica del grande animatore giapponese.

LAPUTA

La sfiducia quasi totale nei confronti della natura umana, la volontà di trovare una dimensione nuova e alternativa, la ricerca di una soluzione ai problemi dell’inquinamento (concreto e metaforico) e la passione smodata nei confronti di curiose macchine volanti dall’aspetto antico e trasandato sono i principali elementi che rendono riconoscibile Miyazaki come un vero e proprio autore cinematografico.

Da Laputa nascono altri gioielli come La principessa Mononoke e La città incantata, sentieri celesti che si possono percorre solo attraverso la fervida immaginazione di un visionario come il patron dello Studio Ghibli, o con l’ingenuità di un buon selvaggio come Conan il ragazzo del futuro.

Dopo Il Mio Vicino Totoro, datato 1988, e Porco Rosso, 1992, entrambi usciti nelle sale italiane nel 2010, Il castello nel cielo riempie una delle tante lacune che inspiegabilmente hanno tenuto lontano dal pubblico nostrano l’opera del grande maestro.

La versione cinematografica è ovviamente perfettamente restaurata (consigliabile la proiezione digitale in 2k) e, nonostante la mancanza di effetti digitali (il film risale al 1986) la qualità dell’animazione è talmente raffinata da non risentire il peso degli anni. Il film infatti riesce a trasformare in arte animata il senso dell’avventura classica delle narrazioni europe. Come è poi accaduto in futuro (per esempio con Il castello errante di Howl) Miyazaki si ispira a un classico inglese come I Viaggi di Gulliver, di Jonathan Swift, per dare vita a un’avventura ricca di citazioni letterarie, di sequenze oniriche e di messaggi di vago sapore teologico, che ricordando la furia divina scatenata per la superbia umana nella costruzione della Torre di Babilonia.

Il Castello nel cielo è un gioiello dell’aniamazione nipponica, capace di bilanciare perfettamente temi elevati classici del cinema di Miyazaki con l’avvenutra e il mistero di letteraria memoria, ma c’è anche un sapore mistico, magico e scientifico, elementi in contrapposizione ma capaci di creare quel senso di meraviglia ha contraddistinto la ricerca del senso del meraviglioso nel cinema del maestro (non a caso premiato con il Leone d’Oro alla Carriera alla 62ma edizione della Mostra del Cinema di Venezia. A completare una confezione inappuntabile le meravigliose musiche di Joe Hisaishi, capaci di trascinare lo spettatore all’interno di questo mondo fantastico. Se possibile (lo sarà nell’edizione home video) godetelo nella lingua originale, il doppiaggio (pur non dei più deprecabili) non riesce ad essere all’altezza.

Una curiosità: l’uscita italiana del film in realtà è avvenuta già nel 2004, direttamente in versione home video. Senza un motivo conclamato però il cofanetto “de-luxe” è stato rapidamente ritirato dal mercato, lasciando i fan di Miyazaki a mani vuote.

Con Il Castello nel cielo Miyazaki forse ha raggiunto il vertice più alto nella sua carriera, bissato con la maturità de La città incantata, proprio per la sua capacità di spaziare tra tematiche tanto differenti quanto unite in un unico messaggio di oltre due ore.

Voto di Carlo: 8
Voto di Gabriele: 9

Il castello nel cielo (Tenku no shiro Rapyuta, animazione, Giappone 1986, 124 min) Regia di Hayao Miyazaki. Qui potete vedere il trailer in italiano. Dal 25 Aprile nei cinema.

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