I, Frankenstein: 10 film e interpretazioni del classico di Mary Shelley

I, Frankenstein ha debuttato nei cinema italiani e Cineblog vi propone un viaggio in 10 film e altrettante incarnazioni della leggendaria creatura di Mary Shelley.

L'Adam Frankenstein di Aaron Eckhart ha fatto il suo debutto italiano e come accadeva in Underworld, la tormentata creatura si è ritrovata al centro di una faida millenaria tra due fazioni dalle antiche origini sovrannaturali: demoni e gargoyles. Quella di Eckhart è però solo l'ultima di una serie di incarnazioni della leggendaria creatura nata dagli esperimenti del barone Frankenstein e dalla fantasia della scrittrice Mary Shelley e oggi ve ne proponiamo una carrellata in una speciale classifica corredata di video e curiosità.

Che la creatura riportata in vita dal barone Victor Von Frankenstein sia un’icona horror è indubbio, che col passar degli anni la sua forza abbia perso di efficacia, anche. Certamente siamo di fronte al mostro meno terrorizzante che la letteratura abbia mai partorito, perchè in fondo la creatura non è altro che un reietto, certamente il pensiero che sia un gigantesco e deforme rompicapo fatto di pezzi di cadaveri e la sua forza incontrollabile lo rendono inquietante, ma in realtà la sua vera natura di vittima della follia e del delirio d’onnipotenza di uno scienziato in competizione con Dio è palese ai più.

Era proprio questa la suggestione che voleva trasmettere l’autrice del romanzo originale, Mary Wollstonecraft Shelley, comprensione e pietà per la creatura, ma condanna per il creatore e il suo uso e abuso della scienza foriero di mostruosità e dolore.

Nel romanzo è proprio da uno studente in medicina traumatizzato dalla morte della madre per una malattia all’epoca mortale, che nasce l’idea di creare l’essere perfetto, possente ed immortale, intoccabile da qualsiasi malattia, una creatura assemblata con pezzi di cadaveri e rianimata attraverso l’immissione di corrente elettrica all’interno delle membra così da rianimarne i tessuti ormai senza vita.

La follia presto prenderà il sopravvento e Frankenstein si troverà per le mani una mostruosa creatura deforme ben lontana dalle sue velleità di perfezione, creatura che abbandonerà al suo destino. Qui cominciano le differenze tra la creatura cinematografica e quella letteraria, il cinema ha trasformato la creatura parlante e senziente del romanzo divorata dal rimorso e dotata di una coscienza, in un mostro molto simile ad un bambino rabbioso incapace di controllare i propri istinti e senza una vera intelligenza, più che altro dotato di un istinto animale che prescinde la sua atavica origine umana.

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