Cannes 2012: Vous n’avez encore rien vu – il trailer e la recensione del film di Alain Resnais

Tredici attori si ritrovano nella villa di un commediografo morto. Il suo testamento è un pretesto… perché dovranno cimentarsi in un nuovo “lavoro”.

Siamo nella vecchia e sontuosa villa di un commediografo, Antoine, in un piccolo villaggio della Francia centrale. Nel gran salotto, il maggiordomo riceve alcuni amici del commediografo, ormai deceduto. Proprio lui li aveva convocati per leggere il suo testamento. Queste persone sono tredici attori che avevano recitato in una sua commedia. Lo scopo dell’invito è di leggere il suo testamento, ma prima i tredici attori dovranno esprimere un giudizio…

“When I was seventeen”, canta Frank Sinatra nella sua celebre It Was A Very Good, che chiude in modo malinconico e sognante l’ultimo lavoro di Alain Resnais, 90’anni a giugno. Nonostante l’età, e dopo tantissimi film, celebrati ed osannati, il regista non ha intenzione di abbandonare il cinema. Film-testamento, dicono ovunque su questo Vous n’avez encore rien vu, ovvero Voi non avete visto ancora niente: finito il film viene quasi spontaneo dirlo, ma Resnais ha già annunciato un nuovo progetto. Chapeau.

Il film è un’elaboratissima mise en abîme. I tredici attori, che interpretano sé stessi, sono chiamati a giudicare la messinscena della versione dell’Euridice (versione Jean Anouilh), da parte di una compagnia teatrale di giovani leve che ha chiesto ad Antoine il permesso per portarlo in scena, visto che è stato il suo più grande successo. A questo successo hanno contribuito anche i tredici attori stessi, di cui qualcuno ha recitato in diversi anni lo stesso ruolo di un altro: ad esempio, Sabine Azéma e Anne Consigny sono entrambe Euridice, mentre Pierre Arditi e Lambert Wilson sono Orfeo.

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Proiettato su uno schermo, lo spettacolo riporta alla mente degli attori il loro ruolo, e pian piano tutti iniziano a ripetere battute dello spettacolo, finché non (ri)entrano di nuovo nelle parti che recitavano allora. Vous n’avez encore rien vu è allora la “versione cinematografica” di quest’opera in quattro atti, con tanto di brevissima interruzione tra il primo e il secondo atto. Ma ovviamente non è solo questo, e chi parla di teatro filmato deve aver visto un altro film.

Orfeo ed Euridice, cinema e teatro. Ma non è il cinema a rincorrere il teatro, affatto: perché Vous n’avez encore rien vu semplicemente non potrebbe mai essere portato su un palcoscenico come lo abbiamo visto sul grande schermo, talmente è pieno di ingegni e trovate. Basti solo pensare ai cambi improvvisi di scenografie, per non dire degli split screen nei momenti in cui vengono messi a paragone due coppie di attori che interpretano la stessa parte.

Ci sono sicuramente tanti modi per interpretare l’ultimo film di Resnais, e i Cahiers, che pare non a caso abbiano adorato il film, avranno di che sbizzarrirsi. Nel nostro piccolo, proviamo a dare qualche suggerimento. Vous n’avez encore rien vu è un film sulla messinscena in quanto reinvenzione di una fonte originale. Si può fare teatro “snaturando” la purezza del testo primario, anche con grossi cambiamenti, ma rimanendo fedeli allo spirito originale. Allo stesso modo, si può fare cinema sul teatro restano, appunto, cinema.

Vien da sé che la pellicola è quindi una riflessione sul ruolo dell’autore, sul ruolo del regista. Resnais è ovunque, in questo film-summa e definitivo: lo è nei vari e repentini cambiamenti di percorso della trama, che s’intersecano come “erbe folli”, ed è addirittura intrinseco nel percorso d’amore di Orfeo ed Euridice: i due si innamorano senza dirsi i propri nomi, che si riveleranno solo alla fine del primo atto. Gli amanti di Hiroshima Mon Amour i propri nomi neanche li sapevano, visto che erano Nevers e Hiroshima.

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In chi si identifichi l’autore resta un mistero. Potrebbe essere Antoine stesso, colui che “adora i coup de théâtre”, o, forse meglio, potrebbe essere il maggiordomo Marcelline, che con eleganza e distaccata partecipazione gestisce e amministra il tutto sin dall’arrivo degli attori. Vous n’avez encore rien vu è anche un film sul ruolo dell’attore, e sulle conseguenze che uno o l’altro avrà sul personaggio: Resnais usa spesso stacchi in mezzo a dei dialoghi tra coppie per passare ad un’altra, che continua a recitare lo stesso pezzo.

Per finire, c’è un solo punto che dovrebbe chiudere il cerchio delle (prime e più “superficiali”) interpretazioni del film: lo spettatore. Vous n’avez encore rien vu è un film sullo spettatore in quanto componente attiva del significato di un’opera artistica. Gli attori vengono inquadrati ripetutamente mentre guardano lo spettacolo sullo schermo, e la loro risvegliata passione per la recitazione avviene guardando proprio la messinscena. Resnais lavora su vari livelli, questo è chiaro, e gioca con tutti gli elementi che alla fine, uniti assieme, portano ad un risultato finale.

Il film è sicuramente colto, raffinatissimo, come se Resnais avesse in un certo senso diretto il suo Il Grande Freddo o il suo Gli amici di Peter. Ma è anche “tosto”, e ci vuole una certa predisposizione per affrontare la visione. Le reazioni da Cannes sono miste, ovviamente. Però, se si sta al “gioco” con pazienza, forse si viene ripagati. Solo così si potrà godere di un’opera bizzarra, fuori dai canoni, e poter affermare per davvero che “Orfeo è con Euridice, finalmente”.

Voto di Gabriele: 7.5

You Ain’t Seen Nothin’ Yet (Vous n’avez encore rien vu – Francia, Germania 2012 – Drammatico 115 minuti) di Alain Resnais con Mathieu Amalric, Lambert Wilson, Michel Piccoli, Sabine Azéma, Anne Consigny, Hippolyte Girardot, Denis Podalydès, Pierre Arditi, Michel Robin.

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