Qualche Nuvola: recensione del film di Saverio Di Biagio

Saverio Di Biagio avrebbe potuto scatenare un temporale, invece per il suo debutto alla regia di un lungometraggio ha preferito Qualche nuvola, ma non fate l’errore di considerarla una banale commedia sentimentale, perché quelle nuvolette si stagliano su esistenze che non vedranno mai il sole, così come la nuvola di Fantozzi non è una semplice questione di ‘sfiga’.

La storia è girata alla periferia di Roma, ma in fondo, gli stereotipi che prende in prestito il regista per filmare con ironia certi “vizi capitali dell’umanità”, che se preferite possiamo anche chiamare meccanismi viziosi della società, potrebbero benissimo abitare nei condomini con piscina dei Parioli, mantenendo la medesima mancanza di alternative e incapacità di saperne cogliere altre.

Diego (Michele Alhaique), Cinzia (Greta Scarano) e il microcosmo di personaggi-attori che li circonda, sono del resto il ritratto convincente di vite tanto assuefatte alle consuetudini da non saperci rinunciare, meglio, da considerarle una cosa normale, per la quale rinunciare anche alle alternative che la vita non lesina a nessuno, che la maggior parte coglie, ma pochi sanno far fruttare.


Diego, votato al sacrificio del giusto con poche pretese, edifica palazzi e scelte concrete, come il matrimonio con la fidanzata di sempre, che abita da sempre nel suo stesso palazzo. Con la stessa pratica accettazione di un destino tracciato da altri, si concede la partitella con gli amici d’infanzia, si adegua alle lezioni di danza latino-americana e il lettone troppo costoso 'pretesi' dalla futura moglie, insieme alla scappatella con la bella della Roma bene (Aylin Prandi), nipotina del capo (Pietro Sermonti), con la quale sa di non avere nessun futuro, ma si guarda bene dal dirglielo.

La poveretta, lo scopre a sue spese, per 'mano' di Cinzia, la classica trentenne bella e appassita che ha scambiato il principe azzurro con un uomo solido, i sogni con le convenzioni e sfoga le sue frustrazioni da casalinga irrequieta, sulla carta da parati, il vestito bianco, gli accessori inutili, e salvo un attacco di rabbia per salvaguardare il suo orgoglio di donna ferita, anche quando scopre si essere stata tradita non rinuncia ad un futuro già programmato, che convince poco tutti, ma allo stesso modo tutti sembrano disposti ad accettare con rassegnazione.

Il regista calca la mano per rendere tutto smaccatamente evidente, con lo stereotipo dell’angelo biondo, troppo gnocca, ricca, bella, magra, desiderabile, disponibile, sostenibile e pure altruista per farci cadere nella trappola. Con il prete giovane (Michele Riondino), che ha abbracciato la professione ecclesiastica con meno entusiasmo e genuina partecipazione della vocazione per il calcio. Con il venditore macchietta (marchetta) di se stesso (Elio Germano), purtroppo anche troppo somigliante a quelli veri, che da tempo si ispirano a quelli degli spot americani.

A giudicare dai commenti che ho ascoltato uscendo dalla sala cinematografica, forse sceneggiature e regia non l’hanno ‘calcata’ abbastanza questa mano, magari sono io che leggo troppo tra le righe quando non ci sono i sottotitoli, anche se credo che a molti piacerà anche così. Con la città-capitale che si svela poco oltre l'orizzonte in costruzione di gru e cemento, e quei personaggi tratteggiati come fantocci di un castello di carta(e), ai quali forse strizza l'occhio la locandina.

Qualche nuvola per Saverio Di Biagio è la premessa per un futuro cinematografico che promette tempesta, magari altre riflessioni impietose sulla nostra natura ‘sociale’ mascherate da commedie, e su un uso tanto calcolato degli stereotipi. In ogni caso, da subito, pur con i suoi difetti, Qualche nuvola ‘rinfresca’ come tante commediole non riescono a fare da tanto, e forse neanche ci provano, continuando a scambiare la leggerezza con la banalità. E poi, con questo caldo africano una ventata di aria fresca serve.

Voto di Cut-tv's: 7

Qualche nuvola (2012, commedia) di Saverio Di Biagio; con Michele Alhaique, Greta Scarano, Aylin Prandi, Elio Germano, Primo Reggiani, Pietro Sermonti, Paola Tiziana Cruciani, Paolo De Vita, Giorgio Colangeli. Uscita in Sala: 22 Giugno 2012 - Qui il trailer italiano.

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