The Beatles A Hard Day’s Night – dopo 50 anni di nuovo al cinema

L’inizio di tutto e della Beatlemania, nel primo film con i 4 di Liverpool pronti a rivoluzionare un’epoca, dopo 50 anni di nuovo al cinema in versione restaurata e rimasterizzata, il 9, 10 e 11 giugno 2014.

di cuttv

It’s been a hard day’s night
And I’ve been working like a dog
It’s been a hard day’s night
I should be sleeping like a log
But when I get home to you
I find the things that you do
Will make me feel alright.

Un tipo che lavora tutto il giorno ‘come un cane’, per mantenere la famiglia, torna a casa distrutto ma felice, e con “A hard day’s night” da mezzo secolo, continua anche a segnare il momento nel quale i Beatles all’apice del successo hanno iniziato a trasformarsi in mito, contagiando miliardi di fan di diverse generazioni, con quella psicosi collettiva dalla quale non si guarisce, presto nota come Beatlemania.

Il testo di un brano musicale che conquista continenti, del terzo album dei 4 di Liverpool che resta al primo posto delle classifiche per settimane, e anima il film musicale diretto da Richard Lester (regista di Help! Un anno dopo), trasformato in una sorta di colonna sonora del viaggio di un gruppo destinato a infrangere il conformismo ed influenzare ben più del costume di un’epoca, iniziato cercando di prendere un treno, inseguiti da quell’orda di fan che non li abbandonerà più.

Un grande successo in Gran Bretagna e America, per molti il precursore dei film musicali contemporanei, che a 50 anni dalla sua prima mondiale al London Pavillion, torna al cinema, in versione restaurata 4K con audio rimasterizzato , e dopo l’anteprima con Alec Baldwin al Chinese Theatre di Los Angeles, in occasione del TCM Classic Film Festival, arriva nelle sale cinematografiche italiane, il 9, 10 e 11 giungo 2014, con uno speciale evento che continua il viaggio intrapreso dai Beatles nel lontano 1964.

Il viaggio dalla città natale alla Londra che avrebbe ospitato la loro esibizione televisiva, trasformato nella spassosa avventura beat ad alto tasso di humour very british, caschetti ondeggianti, completi scuri, balli shake e dialoghi surreali, intrapresa per due giorni e una notte da Ringo Starr, George Harrison, Paul McCartney e John Lennon.

L’avventurosa fuga dei 4 beniamini dagli esordi di quella sfrenata passione dei fan per il maggior fenomeno musicale del XX secolo, tra treni, sale da ballo, stanze di hotel e palcoscenici, perdendo Ringo tra le bellezze di Londra, e stando attenti al nonno di Paul McCartney, impreziosita dal bianco e nero, la ripresa e il montaggio sperimentale di Lester, la sceneggiatura ricca di gag irriverenti, e la fotografia di Gilbert Taylor (già visto al lavoro con Stanley Kubrick, e poi con Alfred Hitchcock, Roman Polanski e George Lucas).

La fuga al ritmo della chitarra di George Harrison e la viscerale rabbia di John per la perdita di “I’ll Cry Instead”, l’amore fedele di “Things We Said Today” e della “If I Fell” amate da Kurt Cobain, con la la ballata acustica “I’ll Be Back”, “And I Love Her”, “Can’t Buy Me Love”, “I Should Have Known Better”, e la stessa “A Hard Day’s Night” che Lester chiede di scrivere a Lennon e McCartney, e Brian Epstein di farlo pensando al pubblico statunitense da conquistare (quello britannico era già innamorato perso dei Beatles), mentre è ancora a lutto per la morte presidente John Fitzgerald Kennedy.

“Dovete scrivere una canzone con l’America in mente” – Brian Epstein a Lennon/McCartney

Detto, fatto. La spontaneità del brano e il look dei Beatles (voluto da Brian Epstein e per niente da Lennon) non tardano a far presa sugli americani (mascherando ovviamente le allusioni sessuali del brano), che ospitano il primo tour oltreoceano dei quattro, mentre la pellicola contribuisce ad alimentare la fama internazionale della band e quell’immagine irriverente e irresistibile destinata a far presa sulle generazioni a venire.

Brani lontani da “Help!“, le sperimentazioni che caratterizzano “Revolver“, la psichedelia distillata da “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” o il pop di “Abbey Road“, che annunciano la leggenda in un momento nel quale i Beatles avrebbero venduto bene anche la sabbia nel deserto, o citando John Robertson “venduto milioni di copie anche recitando l’alfabeto”.

Quelle prime sette tracce dell’album (corrispondenti al Lato A del disco) che segnano un cambiamento nel sound dei Beatles e quello che avverrà nel ‘paesaggio musicale a venire’, utilizzate per accompagnare le riprese del film, che la Janus Films ha restaurato digitalmente, remixando e rimasterizzando la sua colonna sonora per sistemi audio 5.1.

A questo aggiungete che la copia che torna sul grande schermo delle nostre sale, distribuita da Nexo Digital con i media partner Radio DEEJAY, Radio Capital, MYmovies.it e i Beatlesiani d’Italia Associati, perderà quel titolo atrocemente italianizzato negli anni ’60 in “Tutti Per Uno”.

Se avete apprezzato lo sguardo sui mitici Fab Four di Freda – La segretaria dei Beatles, consiglio di non perdere A Hard Day’s Night, in realtà anche se avete preso Freda.

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Voto di Cut-tv’s: 8

The Beatles A Hard Day’s Night (Gran Bretagna, 1964, commedia, musicale) di Richard Lester; con The Beatles (se stessi), Wilfrid Brambell (John McCartney), Norman Rossington (Norm), John Junkin (Shake), Lionel Blair (coreografo TV), Victor Spinetti (Richard, direttore TV), Derek Nimmo (Leslie Jackson il mago), Maggie d’Abo (ragazza in discoteca). Il film in versione restaurata 4K con audio rimasterizzato sarà distribuito nelle sale italiane (che trovate elencate online) solo per il 9, 10 e 11 giugno 2014.

Colonna sonora

Tracklist:

1. A Hard Day’s Night
2. Tell Me Why
3. I’ll Cry Instead
4. I Should Have Known Better (versione orchestrale di George Martin)
5. I’m Happy Just to Dance with You
6. And I Love Her (versione orchestrale di George Martin)
7. Can’t Buy Me Love
8. I Should Have Known Better
9. If I Fell
10. Ringo’s Theme (This Boy) (versione orchestrale di George Martin)
11. Can’t Buy Me Love
13. A Hard Day’s Night (versione orchestrale di George Martin)

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Per ulteriori approfondimenti consiglio di approfittare dei nostri colleghi di Soundblog.

Intervista al regista

Curiosità

Il titolo dell’album deriva da un’espressione usata casualmente da Ringo commentando una giornata di lavoro, e la richiesta di scrivere una canzone con lo stesso titolo avanzata ai Beatles dal regista Richard Lester.

In tutto il film non è mai pronunciata la parola “Beatles”.

“A hard day’s night” è il terzo album ufficiale dei Beatles, ma il primo in cui sono contenute tutte canzoni originali, e l’unico in cui tutte le canzoni sono firmate da Lennon e McCartney, anche se va detto che John ne ha scritti 9 su 13.

Il film fu realizzato con un budget di poco più di mezzo milione di dollari e ne incasso oltre 12 milioni.

A Hard Day’s Night si apre con i Beatles in viaggio dalla città natale di Liverpool a Londra, per esibirsi in una trasmissione televisiva.

La sequenza di apertura è stata girata nella stazione ferroviaria londinese di Marleybone (le primissime immagini sono di Boston Street). Le cabine telefoniche in cui si nascondono John, George e Ringo, purtroppo, non ci sono più. La partenza del treno, invece, è stata filmata alla stazione di Paddington.

Il club di gioco d’azzardo in cui viene invitato Ringo è “Le Cercle”, è lo stesso in cui nel 1962 James Bond fa la sua prima apparizione cinematografica nel film “Agente 007 – Licenza di uccidere”. La cosa curiosa è che la versione strumentale di “This boy” di sottofondo alla passeggiata di Ringo sull’argine del fiume, è suonata alla chitarra da Vic Flick, che aveva suonato proprio il “James Bond Theme” in “Licenza di uccidere”.

I personaggi di Norm e Shake sono ispirati a Neil Aspinall e Mal Evans, accompagnatori e road manager del gruppo, il secondo nel film interpreta anche un cameo nei panni della persona che trasporta un contrabbasso nel retropalco dello studio televisivo, passando davanti a John Lennon che sta parlando con Millie (l’attrice Anna Quayle).

Quando il giornalista chiede a John se ha qualche hobby, la sua risposta scritta è “Tits” (tette).

Tra le persone note del film va ricordata Pattie Boyd, una delle due ragazze alle quali Paul si rivolge sul treno per chiedere se può presentare loro due suoi amici, la stessa che sposerà George Harrison 18 mesi dopo, lasciandolo poi per Eric Clapton.

Anche il giovanissimo Phil Collins si intravede tra il pubblico in studio che assiste all’esibizione di “You can’t do that”.

Lo Scala Theatre in cui i Beatles provano il loro concerto, si trovava al 21 della londinese Tottenham Street, ma nel 1969 fu demolito dopo un incendio.

“That this too too solid flesh would melt”. La frase pronunciata da Paul davanti allo specchio in camerino è tratta dall’ “Amleto” di William Shakespeare (atto primo, scena seconda).

Sul treno John indossa una camicia bianca e una cravatta nera, ma quando il gruppo scende dal treno per entrare nell’auto che li aspetta, John indossa un maglione scuro a collo alto.

L’attore irlandese Wilfrid Brambell che interpreta il “nonno” di Paul, era il protagonista della sitcom televisiva inglese “Steptoe and son”, nel ruolo di Albert Steptoe apostrofato spesso dal figlio come “dirty old man” (“brutto vecchiaccio”). Un allusione a questo torna quando si definisce il “nonno” di Paul come un “vecchietto perbene” (“clean old man”). La frase “dirty old man” è stata però citata dai Beatles nel testo di “Mean Mr Mustard”, una delle canzoni di “Abbey Road”.

Mentre il “nonno” di Paul falsifica autografi dei Beatles seduto su un montacarichi, e viene fatto emergere per errore in uno studio, si sta provando “Il pipistrello” di Johann Strauss.

“Anatomy of a murder” di Robert Traver, è il libro che Ringo ha in mano quando il “nonno” di Paul gli suggerisce di andare in giro anziché starsene a leggere, lo stesso romanzo che ispirò a Otto Preminger “Anatomia di un omicidio” nel 1959.

La scena in cui i Beatles giocano ai quattro cantoni fu girata in parte all’aeroporto di Gatwick, con riprese aeree, in parte ai Thornbury Playing Fields di Isleworth, dove era stato ricostruito il quadrato di atterraggio di un elicottero, al ritmo di “Can’t buy me love”.

Nelle riprese aeree della scena dell’aeroporto John in realtà è sostituito da una controfigura, perché impegnato a promuovere suo primo libro, “In his own write”, la cui copia è visibile in una scena del film, su un attaccapanni dietro a Norm, Shake e il “nonno” di Paul.

Nella scena finale del concerto si ascoltano tre canzoni suonate in studio da lJohn suonò con una chitarra acustica ritmica, anche se nel film ha una chitarra elettrica.

La prima mondiale del film è stata il 6 luglio del 1964 al London Pavillion di Londra, sette anni dopo il primo incontro fra John e Paul, alla festa parrocchiale dell’oratorio di Woolton.

Il 10 Luglio 1964 usciva ufficialmente A Hard Day’s Night dei Beatles, il disco della Parlophone, divenuto in parte (i primi sei brani del lato A) la colonna sonora all’omonimo film con i Quattro di Liverpool.

Il film ha avuto due nominations all’Oscar, per la migliore sceneggiatura (allo scrittore Alun Owen) e miglior colonna sonora (a George Martin, per la musica di sottofondo), ai Grammy e ai Batfa.

A Hard Day’s Night dei Beatles è stato inserito dal British Film Institute tra le 100 pellicole più belle del secolo, la rivista Rolling Stone ha inserito invece l’album al 307º posto della sua lista dei 500 migliori album.

Via | Nexo DigitalFacebook

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