Barbecue: Recensione in Anteprima

Due anni dopo Benvenuto a bordo torna nelle sale nostrane Eric Lavaine con Barbecue, commedia tipicamente francese

Dopo aver staccato quasi 2 milioni di ticket in patria con 13,162,997 dollari d’incasso, arriva nelle sale d’Italia con distribuzione Academy Two la nuova commedia di Eric Lavaine, Barbecue. Un genere di film a cui il cinema francese ci ha ormai da tempo abituato, ruotando attorno ad un gruppo di amici, ad una tavola imbandita e alle solite incomprensioni pronte ad esplodere dopo anni ed anni di vicinanza.

Nulla di nuovo sotto il sole, in conclusione, eppure i francesi hanno ormai trovato gli ingredienti giusti per cucinare la commedia apparentemente ‘perfetta’, mai troppo volgare e il più delle volte delicata, divertente, elegante, con rari spunti di originalità ma infarcita di dialoghi frizzanti, e ovviamente il solito cast ben fornito ed assistito che puntualmente regala volti inediti d’Oltralpe.

Archiviato il deludente Benvenuto a bordo, interpretato tra le altre dalla nostra Luisa Ranieri e visto nei cinema d’Italia nel 2012, Lavaine ha provato a pennellare personaggi in cui chiunque di noi potrebbe riconoscersi o riconoscere amici e conoscenti, tra conflitti, litigi e gelosie, affidandosi al piacere della tavola per ‘giustificare’ i rumorosi ritrovi di un branco di amici di vecchia data. Protagonista nonché ‘narratore’ della storia l’affascinante Lambert Wilson, 50enne rampante che per un’intera esistenza ha fatto attenzione alla propria salute. Solo cibi sani, niente fumo, droghe ed alcool, 3 volte a settimana di jogging e l’immancabile propensione a tradire la moglie che qualsiasi uomo sembrerebbe avere nel proprio dna. Peccato che qualcosa, un accadimento inatteso, lo porti a cambiare idea, tanto da fargli dire stop a quel tipo di vita. Per Wilson è arrivato il momento di godersi le giornate, le vacanze, il tempo libero, il proprio traballante matrimonio e soprattutto gli amici, a cui finalmente dire quello che per troppi anni aveva taciuto…

Poche portate particolari per un pasto leggero ma al tempo stesso piccante. Senza esagerare troppo con la fantasia, Lavaine ha disegnato i lineamenti stereotipati di un qualsiasi gruppo di amici. Dall’accentratore isterico perché ‘annoiato’ e impaurito dal mezzo secolo d’età appena arrivato al pedante chiacchierone tuttologo, passando per il permaloso cornificatore appena lasciato dalla moglie ma ancora terribilmente geloso e il farloccone di turno che in un simile contesto sembrerebbe non c’entrare nulla. Immancabile l’amico taciturno e in crisi economica così come l’amica da poco divorziata che non sa metter freno alla lingua, per poi passare alla moglie che nasconde segreti inconfessabili e al ‘fantasma femminile’ che c’è, è presente ma nessuno vede. Facendola infuriare.

L’amicizia vista come ‘famiglia’, punto di ritrovo e confessionale, valvola di sfogo e di divertimento, di fiducia e lealtà. Questo il centrotavola cercato e trovato da Lavaine, che ha così provato a raccontare i suoi ’50enni’, genitori praticamente invisibili ormai costretti a dimenticare il passato, le gioie adolescenziali e ciò che li ha condotti a costruire un così lungo rapporto, cambiato nel tempo, magari logorato eppure ancora vivo, ma bisognoso di scosse continue per poter andare avanti. E sarà proprio uno ‘choc’ a spingere tutti i protagonisti di Barbecue a gettare la maschera, tra battute e sketch più o meno riusciti, attori palesemente coinvolti (ma che bravi Guillaume De Tonquedec e Florence Foresti) e ricche mangiate che sono visibilmente andate a sostituire il ‘sesso’, di fatto mai mostrato.

Peccato che la carne presentata allo spettatore sia a conti fatti quasi bruciacchiata, anche se apparentemente appetitosa, perché incapace di aggiungere altro ad un genere cinematografico che le sale di Francia da troppo tempo divorano. Commedia dopo commedia, amici borghesi dopo amici borghesi, villone dopo villone, tavola dopo tavola, il ‘già visto’ rischia continuamente di strozzare la pellicola, finendo così per appesantire la digestione di un pasto tanto appetitoso quanto già masticato. Da altri. Lavaine non esagera con il condimento, e questo è un merito, evitando quella comicità ‘becera’ che avrebbe probabilmente coinvolto alcune pellicole nostrane, sfruttando a modo suo voce narrante e pseudo visioni del protagonista, pronto ad esplodere dinanzi all’ennesima ed immancabile cena a lume di candela causa ‘temporale’. Tuoni e fulmini fuori ma non solo, in una Francia che produce commedie sempre più a getto continuo, per la gioia dei ricchi box office e per quella di un genere letteralmente risorto negli ultimi anni. Anche se ‘deviare’ e provare a fare altro non sarebbe malvagio. Perché a forza di presentare sempre la solita ricetta, cambiando solo e soltanto condimenti, nome dello chef e impiattamento, viene la nausea.

Voto di Federico: 6

Barbecue (Francia, 2014) di Eric Lavaine; con Lambert Wilson, Florence Foresti, Franck Dubosc, Guillaume De Tonquedec, Lionel Abelanski, Jérôme Commandeur, Sophie Duez, Lysiane Meis, Valérie Crouzet, Lucas Lavaine, Corentin Lavaine, Stéphane De Groodt, Philippe Laudenbach, Julie Engelbrecht – uscita giovedì 11 settembre 2014.

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