Non essere cattivo: ragazzi di vita anni 90 a Venezia 72 e al cinema

Il ragazzi di vita anni 90, da Pasolini a Caligari, da Ostia a Venezia 2015, dai margini di Roma al cinema

Con il trailer ufficiale, un paio di clip e una gallery fotografica che arriva dalla Ostia del 1995, torno a parlare dei ragazzi di vita alla Scorsese, portati sullo schermo da "Non essere cattivo" di Claudio Caligari, insieme al Vittorio di Alessandro Borghi che omaggia l'Accattone di Pasolini e il Cesare di Luca Marinelli che ricorda quello di "Amore Tossico".

"Pur essendo un’ideale continuazione di "Amore Tossico", girato sempre a Ostia, ne è invece la fine. I due personaggi principali, Vittorio come il protagonista di Accattone (Pasolini, 1961) e Cesare come quello di Amore Tossico, non possono più avere le connotazioni di questi due film, perché dopo l’invasione dell’eroina arrivano le nuove droghe sintetiche e mutano i comportamenti."

Caludio Caligari

Il film con vista sui margini della fragilità umana della periferia di Roma, presentato come Evento Speciale della Selezione Ufficiale di ‪‎72. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica del Cinema di Venezia‬, nelle sale cinematografiche da giovedì 8 settembre 2015, distribuito da Good Films.

“C’è un dominio assoluto del copione, che ha un senso ineluttabile. Il rigore nei confronti della sceneggiatura e poi la trasformazione di questo copione nella messa in scena filmica è stupefacente. Come se la sceneggiatura ti dovesse suggerire non solo il senso della scena ma anche come arrivare alla sua traduzione su pellicola”

Valerio Mastandrea sul cinema di Claudio Caligari

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Via | Good Films

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Non essere cattivo: Caligari e Mastandrea a Ostia con ragazzi di vita alla Scorsese

A 20 anni da Amore tossico e lo sguardo dal sapore pasoliniano esteso agli eroinomani interpretati da veri tossicodipendenti (o ex), Claudio Caligari torna ai margini di Roma, lambiti dal mare e l'oblio di vite perdute, con Non essere cattivo.

Un ritorno nella Ostia degli anni 90, dove i ragazzi di vita di Pasolini appena 'riesumati' da Abel Ferrara, hanno lasciato il posto ai cocainomani drogati di edonismo e una ricerca sfrenata di soldi e successo che costerà cara ai poco più che ventenni Vittorio e Cesare, uniti da un legame che neanche quella vita sembra capace di spezzare.

Uno sguardo che torna ad annusare la periferia romana più estrema, 17 anni dopo L'odore della notte, ispirato a “Le notti di arancia meccanica” romanzate da Dido Sacchettoni e le imprese della banda di rapinatori arrabbiati guidata dal Remo Guerra interpretato dal giovane Valerio Mastandrea che oggi compare tra i produttori che hanno creduto e voluto il progetto, insieme a Simone Isola, Pietro Valsecchi e Andrea Leone.

Il film prodotto da Kimerafilm, con Rai Cinema e Taodue, in collaborazione con Leone Film, sostenuto da MiBACT, in associazione con Ifitalia Gruppo BNP Paribas (ai sensi delle norme sul tax credit), è sceneggiato dallo stesso Caligari con Francesca Serafini e Giordano Meacci.

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Come si evince dalle prime immagini condivise dalla fanpage del film, le riprese sono iniziate ieri (20 febbraio) sul litorale romano di Ostia, con la fotografia curata da Maurizio Calvesi e il suono di Angelo Bonanni, la scenografia di Giada Calabria e i costumi di Chiara Ferrantini, insime al cast che conta Luca Marinelli, Silvia D'Amico, Alessandro Borghi e Roberta Mattei.

Per il montaggio curato da Mauro Bonanni c'è da aspettare ma stando a quanto dichiarato da Caligari al Messaggero

"Più che un nuovo Accattone o un altro Amore tossico, potrebbe uscirne un nuovo Mean Streets".

Una citazione niente affatto casuale, visto che per far partire il progetto, Mastandrea aveva pubblicato sullo stesso quotidiano romano una lettera aperta a Scorsese (che riporto di seguito), estimatore 'ben corrisposto' del cinema di Caligari, non solo con la scena alla Taxi driver del Remo Guerra di Mastandrea che punta la pistola davanti allo specchio (alla fine del video di apertura).


    Caro Martino,

    Ti scrivo per una ragione semplice. Tu ami profondamente il Cinema. In Italia c'è un Regista che ama il Cinema quanto te. Forse anche più di te. Certo non basta amarlo per farlo bene, il Cinema, ma questo signore prossimo ai 70 ha avuto poche opportunità per dimostrare il suo valore. Quando le ha avute, lo ha fatto. La sua filmografia fai presto a leggerla: Amore tossico, '83, L'odore della notte, ‘98. Ti scrivo perché, dopo tanti anni di “resistenza umana” alla vita, a questo mestiere e alle sue dinamiche, questo signore ha avuto il coraggio di scrivere un nuovo copione, e di provare a girare un nuovo film. Da circa due anni un gruppo di amici di cui faccio parte lo sta supportando muovendosi nei meandri delle istituzioni e delle produzioni grandi e piccole ottenendo piccoli risultati ma importanti. Attorno a questo film si è creata un'atmosfera molto rara. In tanti lo vogliono fare per rispetto di questo signore e del più alto senso del Cinema e di chi vive per il Cinema. Molte delle eccellenze del nostro settore, hanno espresso la volontà di lavorare gratuitamente o di entrare in partecipazione. Ora, se starai ancora leggendo, ti chiederai «allora perché non riuscite a metterlo in piedi?» La risposta a questa legittima domanda ti obbligherebbe a un'altra domanda: «Ma è così difficile fare i film in Italia?»” Questo è un altro discorso. Più lungo e più maledettamente ovvio, almeno per noi.

    Caro Martino questa mia lettera è solo un tentativo che va ad aggiungersi alle centinaia che abbiamo fatto in questi due anni. Non riusciamo a raggiungere una cifra tale per mettere questo signore sul set: che è il suo luogo naturale. Ho pensato: questo signore parla e cita Martino come se fosse un suo compagno di scuola. Conosce il Cinema e soprattutto quello di Martino come lo avessero fatto assieme. A noi mancano tanti soldi per fare questo film. È piccolo ma ne mancano ancora tanti, anche per quel piccolo. Allora io chiedo a Martino di leggere il copione e di guardarsi Amore tossico. Spero che Martino lo faccia, si innamori del Cinema di questo signore e venga qui a conoscerlo, pronto a produrre il suo film insieme a noi che siamo la sua piccola banda che il Cinema lo ama e lo detesta forse per quanto lo ama. Spero che Martino non si offenda per come lo chiamo ma è questo signore che lo chiama sempre così. Ecco, questo ho pensato e questo spero. E anche se questa lettera sarà tradotta e con la traduzione forse si perderà la commozione con cui è stata scritta, sarà stato un altro tentativo a cui ne seguiranno altri magari ancora più folli. Perché il Cinema di questo signore, Claudio Caligari, merita più di quanto è stato fino a oggi. E perché lo ripeto, quanto lo ama Claudio, il Cinema, forse neanche tu, Martino. A nome della Crew di Non essere Cattivo ti ringrazio per l'attenzione.

    (di Valerio Mastandrea su Il Messaggero, venerdì 3 Ottobre 2014)

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Non essere cattivo: sinossi

1995, Ostia.

Vittorio e Cesare hanno poco più di vent’anni e non sono solo amici da sempre: sono “fratelli di vita”.

Una vita di eccessi: notti in discoteca, macchine potenti, alcool, droghe sintetiche e spaccio di cocaina.

Vivono in simbiosi ma hanno anime diverse, entrambi alla ricerca di una loro affermazione.
L'iniziazione all'esistenza per loro ha un costo altissimo e Vittorio col tempo inizia a desiderare una vita diversa: incontra Linda e per salvarsi prende le distanze da Cesare, che invece sprofonda inesorabilmente.

Si ritrovano qualche tempo dopo e Vittorio cerca di coinvolgere l’amico nel lavoro. Cesare, dopo qualche resistenza, accetta: sembra finalmente intenzionato a cambiare vita, frequenta Viviana (ex di Vittorio) e sogna di costruire una famiglia insieme a lei. Ancora una volta però il richiamo della strada avrà la meglio sui suoi propositi.

Nonostante le continue cadute dell’amico – e anche a dispetto delle discussioni che deve affrontare con Linda su questo punto – Vittorio non abbandonerà mai veramente Cesare, in virtù del legame fortissimo che li unisce e nella speranza di poter guardare al futuro con occhi nuovi. Insieme.

Non essere cattivo: Colonna Sonora

E' firmata da Riccardo Sinigallia per Sugar la canzone “A Cuor leggero”, brano inserito nella colonna sonora del film "Non essere cattivo" per la regia di Claudio Caligari, in uscita nelle sale l’8 settembre e presentato al Festival del Cinema di Venezia tre giorni prima.

La colonna sonora sarà pubblicata dalla GDM e disponibile da martedì 8 settembre in tutti gli store digitali.

“Sapevo che Valerio Mastandrea era totalmente immerso nel film e nella vita intera di un artista. Me lo aveva lasciato capire col tono che di solito abbiamo per parlarci di cose più importanti, senza enfasi, è una specie di “intonazione dominante”, di “se semo capiti”. Dopo qualche mese mi chiama: il tono della sua voce è ancora più serio. Mi propone di partecipare al film, di cantare una canzone dei Clash per i titoli di coda. La richiesta mi emoziona al limite dello spavento, so quanto sia importante per Valerio - e non solo per lui - questa terza e ultima opera di Claudio Caligari. Non mi sentirei troppo ossequioso vista l’occasione se dicessi che “Amore tossico” è stato uno dei film che ho più amato nella mia vita, sono di Roma e il solco che quel film negli anni mi ha lasciato è profondo. Nonostante l’ansia, dico subito si e mi metto a provare con la chitarra Bank robber. La sera stessa vedo il film con Laura, la mia compagna. Bellissimo. Struggente e rigoroso. Laura vedendomi in difficoltà con la cover mi dice: “Perché non gli proponi “A Cuor Leggero”. E’ una mia canzone che non ascoltiamo da anni. Proviamo a riascoltarla subito dopo l’ultimo frame, il film è ancora dentro di noi. Laura piange. Io mi trattengo. E’ andata così”

Riccardo Sinigallia
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