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The Lazarus Effect: recensione dell’horror con Olivia Wilde

Jason Blum produce un horror fantascientifico poco ispirato che strizza l’occhio a “Linea mortale”.

Da patiti dell’horror in ogni sua forma e digressione non potevamo certo perderci The Lazarus Effect, un horror a tinte sci-fi lanciato come un sentito omaggio al classico “Linea mortale” diretto negli anni ’90 da Joel Schumacher, senza contare che a bordo in veste di produttore c’è lo specialista in “thriller a sfondo sovrannaturale” Jason Blum e come protagonista la bella e talentuosa Olivia Wilde, che alla fine è l’unica a uscire indenne da un film che mette tanta carne al fuoco per poi perdersi lungo la strada.

Andiamo con ordine e iniziamo con l’intrigante trama che ci racconta di un gruppo di ricercatori, capeggiati da Frank (Mark Duplass) e Zoe (Olivia Wilde) che fanno un’incredibile scoperta: trovano il modo di riportare in vita i defunti grazie ad un miracoloso siero. Dopo aver completato con successo, ma senza autorizzazione, un esperimento su un cane, il rettore della loro Università viene a sapere dei loro esperimenti e il progetto viene improvvisamente sospeso con tutto il materiale sequestrato da una società farmaceutica che sembra intenzionata ad appropriarsi della scoperta. Tutto il team decide comunque di riprodurre il loro esperimento un’ultima volta, ma durante l’inoculazione del siero ad una cavia, Zoe rimane fulminata e muore sul colpo. Frank disperato decide di riportarla in vita e il suo gesto d’amore si trasformerà in un incubo perchè la Zoe che è tornata dalla morte è diventata qualcos’altro, qualcosa di malvagio e terrificante.

Il film dell’esordiente David Gelb è colmo di ammiccamenti al filone “morti & risorti” che ha nel citato Linea Mortale e in Cimitero vivente due dei suoi titoli più noti, anche se non possiamo non citare anche i due Re-Animator, per il sottoscritto due cult indiscutibili.  Dai tempi del “Frankenstein” di Mary Shelley l’immaginario legato alla vita dopo la morte è stato oggetto di discussioni e scintille creative; scienza e misticismo si incontrano e scontrano su questo spigoloso terreno che per forza di cose include tematiche a sfondo religioso come paradiso, inferno e l’esistenza o meno dell’anima e di un aldilà. The Lazarus Effect imbastisce l’intera prima parte del film su questo scontro “scienza vs. religione”, ma non lo approfondisce mai, accenna e suggerisce instillando curiosità nello spettatore, inducendolo a credere che di li a poco avrà una qualche risposta, una speranza malriposta perché dopo la resurrezione della protagonista il film ha una improvvisa e deleteria accelerazione, somministrando allo spettatore a mo’ di flebo un frullatone di concetti tra il teorico e lo pseudo-scientifico tra cui il famoso 90% inutilizzato del cervello umano, la dimensione infernale come creazione della mente umana in cui tutto è ripetizione a cui si aggiungono una pseudo-possessione e poteri paranormali a profusione con telecinesi, precognizione e telepatia al servizio di un feroce e brutale serial-killer sovrumano.

Film Title: The Lazarus Effect

Il regista dirige con mano sicura, il cast fa il suo dovere e il film tiene desti grazie ad una tensione in crescendo, ma The Lazarus Effect non riesce mai veramente a decollare come frenato in qualche modo sia dalla limitata location. a cui non si riesce a sopperire neanche con fugaci incursioni in altrettanto anguste dimensioni infernali, sia da un susseguirsi di morti violente prive di impatto emotivo a cui si aggiunge una metamorfosi della brava Olivia Wilde priva di mordente (l’attrice a livello di make-up non raggiunge mai l’optimum orrorifico).

Tirando le somme con l’ausilio di un paragone calzante, il film presenta tutti i limiti e le carenze riscontrate a suo tempo nel thriller fantascientifico “L’uomo senza ombra” di Paul Verhoeven, avete presente Kevin Bacon brillante scienziato che scopre il siero dell’invisibilità, lo prova su se stesso e va fuori di testa? Ecco siamo di fronte come in quel caso ad un film dalle potenzialità infinite e dalle premesse disattese, tutto è troppo prevedibile e poco ispirato per destare un minimo sindacale di entusiasmo e coinvolgimento che sono elementi essenziali per un film di genere a cui purtroppo non bastano in questo caso una dignitosa confezione e un cast di livello.

 

[rating title=”voto di Pietro” value=”5″ layout=”left”] The Lazarus Effect (horror / fantascienza, USA 2015) di David Gelb con Mark Duplass, Olivia Wilde, Donald Glover, Evan Peters, Sarah Bolger. Al cinema dal 21 maggio 2015.