The Salvation: recensione in anteprima

Dalla Danimarca un western impeccabile nella forma un po’ meno nella sostanza, epperò con un duro e centrato Mads Mikkelsen. The Salvation ci porta nell’America del secolo XIX riproponendo una storia di vendetta e dolore

Fine ‘800. Jon (Mads Mikkelsen) da anni si è trasferito nel Nuovo Mondo in cerca di fortuna. Venuto dalla Danimarca, dopo anni di duro lavoro e profilo basso, riesce finalmente a far sì che la sua famiglia lo raggiunga, ovvero moglie e figlio. Il fratello di Jon, Peter, sta già in America da tempo; entrambi hanno costruito le basi affinché tutti insieme possano mettere radici nel nuovo Continente.

The Salvation, come giustamente è stato evidenziato, non è un western bensì un omaggio al genere. Che è diverso, ma soprattutto determinante. Ci si alza dalla poltrona con l’idea di aver sì assistito ad un prodotto dignitoso, ma convinti che nulla sia stato detto o preso in considerazione su cui tanti altri western, anche tra i meno “potenti”, non si siano già ampiamente soffermati. E toccherebbe fare un discorso ben più ampio, partendo per esempio col domandarsi se in fondo sia oggi possibile girare un western duro e puro come quelli di un tempo; ché di produzioni che si basano su quello schema e certi stilemi se ne fanno ancora, sebbene camuffati da altro.

La scommessa di Kristian Levring, il regista danese di The Salvation merita perciò attenzione, proprio per questo suo non farsi condizionare dalle tendenze e procedere spedito verso un progetto rischioso. Uno di quelli che viene quasi spontaneo registrare come un b-movie di lusso, dato che è giusto la confezione a tradire una vocazione i cui riverberi si avvertono lungo tutto il corso del film. Un film, per l’appunto, il cui impianto visivo è pressoché inattaccabile: girato in Sud Africa, pure con un pizzico di computer grafica, ci si crede tranquillamente che possa trattarsi della Monument Valley di allora.

I colori, lo sporco, il selvaggio di quelle terre lì sono vividi, ricreati con cura ed anche una certa cognizione di causa. Ma il western non è solo ambiente, atmosfera. La storia di The Salvation pare infatti scimmiottare gli incipit classici, giusto per dare quasi una giustificazione al lavoro certosino operato in altri dipartimenti. Impossibile dare un’idea di ciò di cui stiamo parlando senza svelare qualcosa; lo stesso “qualcosa” che avviene praticamente all’inizio del film e che rappresenta il motore di tutte le azioni successive. Moglie e figlio di Jon vengono uccisi da un gruppo di banditi; il nostro, in condizioni precarie, da quel momento in avanti brama di vendicarsi. Chiaramente gli autori del misfatto altro non sono che scagnozzi del villain, un certo Delarue (Jeffrey Dean Morgan), che da un certo punto in avanti avrà a sua volta dei buoni motivi per volere la testa di Jon.

Una trama, come suppongo s’intuisca da queste poche righe, non proprio avvincente. Certo, una sommaria descrizione non dice nulla riguardo a come la storia venga a conti fatti raccontata, ed è proprio da questo punto di vista che il lavoro di Levring non osa, non mostra alcun guizzo. Alcuni potranno vederci in questo una certa umiltà, per via del desiderio di restare aderenti al genere, senza colpi di testa o licenze che stravolgessero alcunché.

Allora è fondato ciò che scriviamo in apertura relativamente all’omaggio. Gli amanti del genere non dovrebbero restare delusi dal trattamento, salvo non voler essere troppo severi e scrupolosi. Altri potrebbero trovare tanto bizarro quanto accattivante un western girato ai giorni nostri, con i mezzi di cui si dispone oggi. Un po’ tutti avvertiranno l’ostilità di un ambiente intriso di polvere e crudeltà il più delle volte gratuita, su cui nonostante tutto Levring, che è danese e perciò tutt’altro che incline a mitigare certa violenza, non calca affatto la mano. Per il resto c’è la Green, c’è il redivivo Eric Cantona, ma soprattutto c’è Mikkelsen, la cui fisicità è del tutto appropriata al personaggio. Sono loro, gli attori, a mettere una pezza sopra a personaggi così basilari, anche nel tentativo di consegnarceli come archetipi essi stessi. Lo ripetiamo, però… trattasi di un b-movie contemporaneo, anche se di quelli buoni.

[rating title=”Voto di Antonio” value=”6″ layout=”left”]

The Salvation (Danimarca, 2014) di Kristian Levring. Con Mads Mikkelsen, Eva Green, Jeffrey Dean Morgan, Eric Cantona, Jonathan Pryce, Mikael Persbrandt, Douglas Henshall, Michael Raymond-James, Sean Cameron Michael, Alexander Arnold, Toke Lars Bjarke e Nanna Øland Fabricius. Nelle nostre sale da giovedì 11 giugno grazie ad Academy Two.

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