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Ruth e Alex – L’amore cerca casa: Recensione in Anteprima

Anziani e milionari, se solo lo volessero. Perché in Ruth & Alex, Morgan Freeman e Diane Keaton vendono la casa di una vita in quel di Brooklyn. Ma non ne sono tanto sicuri…

Due anziani premi Oscar travolti dal boom immobiliare che ha coinvolto Brooklyn. Tratto dal’acclamato romanzo ‘Heroic Measures’ di Jill Ciment, Ruth & Alex ruota attorno a due splendidi settantenni di Hollywood: Diane Keaton e Morgan Freeman, finiti tra le mani di un regista in questo caso mediocre (Richard Loncraine) e di uno sceneggiatore (Charlie Peters) totalmente incapace di rendere anche lontanamente interessante un progetto che solo parzialmente ricorda il meraviglioso Love is Strange.

Ambientato in un unico weekend newyorkese, il film porta in sala l’amore di Ruth e Alex, marito e moglie da oltre 40 anni che a causa dell’assenza di un ascensore nel palazzo decidono di vendere l’amato attico con vista mozzafiato acquistato quattro decenni prima. Un bilocale un tempo malandato situato in un quartiere periferico, esploso negli ultimi anni tanto dall’essere diventato zona ricca e alla moda. Con valore milionario. Ma in quella casa Ruth e Alex hanno vissuto una vita piena d’amore e felicita’, mentre le offerte d’acquisto si sommano, raggiungendo cifre stratosferiche.

Un film sull’amore e sugli anziani ma non solo, questo Ruth e Alex, di fatto frenato da un adattamento caotico e inconsistente, nello sviluppare i vari ‘incidenti di percorso’ che travolgeranno i due protagonisti. Nel weekend in cui decidono di mostrare l’appartamento a dei possibili acquirenti, infatti, un tir abbandonato sul ponte fa esplodere una furia mediatica che fa rima con ‘terrorismo’, mentre l’adorata cagnetta di 10 anni, Dorothy, finisce sotto i ferri causa ernia del disco. Con conto del veterinario salatissimo, superando i 10.000 dollari. Nel mezzo decine di sconosciuti visiteranno l’abitazione dei due, tra flashback necessari per mostrarci un passato di coppia ormai andato, una nipote agente immobiliare che proverà in tutti i modi a far fruttare la propria percentuale sull’eventuale cessione milionaria della casa e un presente pensionistico fatto di quadri che non si vendono più, perché Alex è un pittore, e giovani che sgomitano per farsi spazio in un Pianeta ancora oggi vissuto da ‘ingombranti’ anziani. Che però non mollano.

Iniziata come una ‘commedia d’amore’ con velata malinconia legata ad una Brooklyn ormai archiviata e sotterrata dalla ‘moda’ che l’ha travolta, trasformandola in altro, Ruth & Alex prende subito la strada dell’esistenzialismo spicciolo venato di melassoso romanticismo, pennellando questo poco credibile fine settimana in cui due eterni innamorati senza figli, ormai pensionati e con l’incubo delle scale del palazzo da dover sostenere, dovranno sgomitare tra offerte da accettare e/o rifiutare, ricordi da far resuscitare, paure mediatiche, improvvisi acciacchi animali e nuove abitazioni da scovare. Freeman e la Keaton, che amoreggiano costantemente guardandosi con occhi pregni di lacrimoso colesterolo, trascorrono 90 minuti a chiedersi perché vendere la casa di una vita, evitando così al povero spettatore di passare per scemo, essendosi posto la stessa identica domanda per un’ora e mezza.

Ridondante nella maggior parte delle poche situazioni imbracciate, vedi l’inutile sottotraccia ‘terroristica’ (che non fa altro che rimarcare la visione ‘apocalittica’ dei media sull’argomento), l’insistente preoccuparsi per il cane sotto i ferri, l’infinito gioco di offerte immobliari (con appartamenti milionari da vendere in 24 ore?) e i soliti personaggi incrociati da Diane e Morgan mentre cercano casa (situazione surreale, visto e considerando che stiamo parlando di New York), Ruth & Alex deraglia clamorosamente da quelle che erano le dichiarate intenzioni iniziali, ovvero raccontare uno spaccato di vita ipoteticamente reale dal punto di vista di due settantenni con oltre 40 anni di gioioso e appagante matrimonio alle spalle. Disegnando due protagonisti terribilmente confusi sul da farsi, ovvero vendere a 950.000 dollari un appartamento pagato 5000 dollari negli anni ’60 oppure fregarsene dei 5 piani di scale senza ascensore e rimanerci per il resto della loro vita, Loncraine ha finito per tramutare in immagini uno script a sua volta dannatamente confusionario, e molto poco ‘bilanciato’, in cui l’isterismo che ruota attorno alla cessione di questo bilocale, tra media impazziti, cani da salvare e compratori da gestire, è in realtà privo di effettivo senso (nonché interesse cinematografico). Anche perché loro due, i Ruth & Alex del titolo, continuano ad amarsi come il primo giorno, a coccolarsi e a non alzare mai la voce l’uno nei confronti dell’altra. Tanto dall’arrivare alla fine dell’infinito weekend per tornare all’esatto punto di partenza, senza che nulla di così realmente clamoroso sia nel frattempo successo. Lasciando inevitabilmente il film dinanzi al più triste dei responsi: l’inutilità.

[rating title=”Voto di Federico” value=”4.5″ layout=”left”]
[rating title=”Voto di Antonio” value=”5″ layout=”left”]

Ruth & Alex – L’amore cerca casa (Usa, 2015, 5 Flights Up, drammatico) di Richard Loncraine; con Morgan Freeman, Diane Keaton, Cynthia Nixon, Claire van der Boom, Korey Jackson, Carrie Preston, Hannah Dunne, Alysia Reiner, Josh Pais, Sterling Jerins, Miriam Shor, Maddie Corman, Joanna Adler, Jimmy Palumbo, Hani Furstenberg, Katrina E. Perkins – uscita giovedì 25 giugno 2015.