Vacancy: il coraggio va in vacanza

Vacancy (Vacancy, USA, 2007) di Nimród Antal; con Kate Beckinsale, Luke Wilson, Frank Whaley, Ethan Embry, Scott G. Anderson. Che peccato, che gran peccato. Dopotutto Vacancy quasi quasi una sufficienza se la meriterebbe anche, se valutiamo lo svolgimento comunque difendibile. Però ci sono un inizio e una fine, ma c’è anche altro da valutare. Certo,

Vacancy (Vacancy, USA, 2007) di Nimród Antal; con Kate Beckinsale, Luke Wilson, Frank Whaley, Ethan Embry, Scott G. Anderson.

Che peccato, che gran peccato. Dopotutto Vacancy quasi quasi una sufficienza se la meriterebbe anche, se valutiamo lo svolgimento comunque difendibile. Però ci sono un inizio e una fine, ma c’è anche altro da valutare. Certo, se comparato con un The messengers questo film diventa una gemma, ma restiamo con i piedi per terra. Bisogna continuare a pretendere di più, anche perchè non bisogna credere a chi dice che l’horror è morto, e neanche credere che l’horror sia quello che viene solo distribuito nelle nostre sale.

Dopo un inizio di routine, decisamente noioso, trito e rimasticato (la coppia in crisi per un fatto tragico), la pellicola ingrana e inquieta. Ci sono sequenze che non sono niente male, e a volte c’è persino una sensazione di paura. Peccato che Antal non sfrutti l’argomento (gli snuff movie, che sempre hanno inquietato ed interessato l’uomo) e non spinga il pedale nè sul gore, visto che di sangue ce n’è poco, nè sul versante psicologico. Il tutto è, alla fine, il solito gioco del gatto e del topo, assassini versus vittime, tra cunicoli sotterranei molto simili a labirinti e varie stanze dell’hotel (e l’ambientazione non può non ricordare Psyco, ultracitato).

Non bastano le pregevoli prove di Wilson e della Beckinsale, che ci mettono grinta e fisico, a rendere poi credibile l’inverosimile e brutto finale. Se con Turistas avevamo detto che era la tensione che se ne andava in vacanza, ‘sto giro è il coraggio ad andarsene, ed è proprio un peccato. Si dirà, come molti casi horror recenti, che dura poco (80 minuti, contando titoli iniziali e titoli di testa): anche Black Christmas durava poco, ma almeno lì c’erano un paio di omicidi interessanti. Qui invece…

Voto Gabriele: 5

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