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Cinquanta Sbavature di Nero: Recensione in Anteprima

Dai produttori di Scary Movie e Ghost Movie, esce anche in Italia la parodia di Cinquanta Sfumature di Grigio.

Padre di Scary Movie e da sempre legato al cinema parodistico, Marlon Wayans, ormai 42enne, torna nei cinema d’Italia con l’immancabile sfottò hollywoodiano ad uno dei film ‘caso’ della scorsa stagione cinematografica: Cinquanta sfumature di Grigio. Deridere un film che già di suo era tendenzialmente ridicolo poteva sembrare un’impresa ardua, per non dire inutile, ma Wayans, negli ultimi anni ancora una volta in sella all’horror con i due Ghost Movie, ha comunque voluto provare la strada del ‘successo sicuro’, finendo per andare a sbattere.

Cinquanta Sbavature di Nero ha infatti raccolto la miseria di 11 milioni di dollari in tutti gli Stati Uniti d’America, diventando così il peggior incasso della sua ventennale carriera. Briciole rispetto ai 157 milioni del primo Scary Movie, ai quasi 80 del secondo e ai 70 White Chicks, per un film che mai si avvicina al nobile concetto di ‘demenzialità’, limitandosi a cavalcare unicamente quello della insostenibile idiozia. Scimmiottando la trama erotica ideata da E.L. James, Wayans ha seminato in lungo e in largo volgarità gratuitamente oscene, finendo il più delle volte per suscitare fastidio, e non divertimento, all’annoiato spettatore.

Parodiando pellicole come Magic Mike, Il Laureato, Zero Dark Thirty, Nymphomaniac, Django Unchained e 12 anni Schiavo, il regista Mike Tiddes ha provato a dare una lettura doppia al titolo del film, giocando con il cognome del protagonista, Black per l’appunto, prendendo di petto la cultura afroamericana, fatta di luoghi comuni, diritti negati e persecuzioni razziali. ‘Impreziosito’ dai camei di Kali Hawk, Mike Epps e Jane Seymour, Cinquanta Sbavature di Nero è un parente alla lontana di quegli Scary Movie che nei primi anni ‘2000 rilanciarono con forza il genere parodistico su grande schermo. Titoli sicuramente volgari ma mai immotivamente irritanti, legati ad un’idea e ad utilizzo sapiente del surreale, che non a caso esplose con genialità in Scary Movie 4 e 5, entrambi diretti da David Zucker e interpretati dal compianto Leslie Nielsen nei panni del Presidente Harris.

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Altra ironia, altro cinismo, altro (ab)uso del metacinema, qui semplicemente diventato telefonata cine-citazione per fingere un contatto con la contemporaneità e con la critica cinematografica, che nel caso della James si fa addirittura editoriale. Si ride poco e male, in questo caso, tra peni XXXXXXL e XXXXXXS, mutandine doppie, sederi rinforzati, ombelichi puzzolenti e canottiere piene di cacca da tirare in faccia ad eccitate donne. Nello spolpare la storia della James, poi, Wayans & Co. si sono limitati al minimo sindacale, con l’eiaculatore precoce Christian Black diventato milionario perché banale ladruncolo e Hannah Steele bruttina verginella con co-inquilina trucida e mamma ‘acquasantiera’. Per il resto gag che si ripetono all’infinito, vedi la faccia di lei schiacciata dalle porte dell’ascensore di lui, una totale incapacità nell’affrontare lo smembramento del ‘genere erotico’ (perché non approfittarne e parodiare anche Nove settimane e mezzo, Basic Instict, Attrazione Fatale, ecc.ecc) e una pochezza di fantasia onestamente avvilente. Se davvero volete ridere, in conclusione, non vi resta altro da fare che (ri)guardarvi il Cinquanta Sfumature originale.

[rating title=”Voto di Federico” value=”2″ layout=”left”]

Cinquanta Sbavature di Nero (Usa, 2016, demenziale) di Mike Tiddes; con Marlon Wayans, Kali Hawk, Jane Seymour, Fred Willard, Mike Epps, Andrew Bachelor, Affion Crockett, Kate Miner, Tina Grimm, Brad Schmidt – uscita giovedì 18 febbraio 2016.

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