Babbo Bastardo 2: recensione del sequel di Mark Waters

“Babbo Bastardo 2” riporta al cinema il cinico e truce Willie Soke di Billy Bob Thornton che non ha perso smalto, nonostante un’evidente cornice meno “cattiva” e più natalizia di quanto ci si aspetterebbe.

 

Quando si approcciano sequel alla lunga distanza, vedi Independence Day 2, c’è sempre il rischio elevato di confezionare un film fuori tempo massimo e nel caso di Babbo Bastardo 2 di “omologare” un film originale che aveva fatto virtù di quel genuino desiderio di dissacrare quello spirito natalizio tutto campanelle, cori e finto-gioviali Babbi Natale da supermercato.

In questo sequel Willie (Billy Bob Thornton) avrà di nuovo come irascibile compare Marcus (Tony Cox). Questa volta il malvagio obiettivo natalizio sarà svaligiare un ente di beneficenza di Chicago. Soltanto l’ex ragazzino Thurman Merman (Brett Kelly), 120 chili di giovialità e bontà, riuscirà ancora una volta a tirar fuori da Willie qualche spiraglio di umanità. Le cose si complicheranno quando Willie e Marcus si troveranno tra i piedi Sunny Soke, l’invadente e piantagrane madre di Willie interpretata da una spassosa e istrionica Kathy Bates. A tutto questo si aggiunge l’irrefrenabile desiderio provato da Willie per la formosa e solo all’apparenza pudica Diane, interpretata da Christina Hendricks. Diane è la direttrice dell’associazione di beneficenza che il terzetto intende “ripulire”, una donna dal cuore d’oro a cui sarà sempre più difficile resistere alle esplicite avance di Willie.

Parodiare o dissacrare il Natale è un “evergreen”, ma farlo con il giusto equilibrio non è facile come sembra, un po’ come quando si fa il verso al genere horror, non tutti ne sono all’altezza. In Babbo Bastardo 2 si percepisce meno cattiveria rispetto all’originale, compensata da un surplus di volgarità e turpiloquio libero, parliamo di un cinismo che era ben tangibile nel film originale, che non lasciava scampo e che ha permesso al primo Babbo Bastardo di guadagnarsi lo status di cult. Se dovessimo fare un paragone diciamo che siamo dalle parti di Zoolander 2, l’approccio tra il primo film e questo sequel è il medesimo, non potendo puntare ancora sull’originalità, si punta sulla risata grassa e da questo punto di vista il film è davvero esilarante e fa senza alcun dubbio il suo dovere. Di contro l’alchimia che aveva reso il film originale un classico natalizio fieramente alternativo qui si perde all’interno di dinamiche comiche e gag a raffica. Un esempio di questo iter “battutista” è la scelta di non approfondire lo squallidamente disfunzionale rapporto madre-figlio che poteva regalare vette di pura cattiveria, un fondo di rancore e profonda amarezza di cui si scalfisce solo la superficie, anche se alla fine la bravura dei due protagonisti, ligia al politicamente scorretto, sopperisce con mestiere e gli scambi tra Willie e la mamma fanno toccare nuove vette a doppi sensi e oscenità.

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Il Willie Soke di Billy Bob Thornton è senza dubbio ancora il “bastardo” di un tempo, ma in questo sequel si percepisce più l’elemento “Scrooge” (o “Grinch” se preferite), lo spirito natalizio seppur ancora oscenamente sbertucciato in realtà alla fine si percepisce, certo i cinici ad oltranza leggeranno il film nella loro chiave di lettura univoca, ma è palese che questo film sia stato ammorbidito e che questa comedy, seppur abbigliata con volgarità e allusioni a sfondo sessuale, abbia perso gran parte del suo essere “dark-comedy” e risulti alla fine un film di Natale a tutti gli effetti, un abete addobbato in modo pacchiano e volgare che nonostante gli sforzi riesce comunque a far Natale.

 

[rating value=”6,5″ value_title=”Voto di Pietro” layout=”left”]Babbo Bastardo 2 (commedia / USA 2016). Un film di Mark Waters. Con Billy Bob Thornton, Kathy Bates, Tony Cox, Christina Hendricks, Brett Kelly, Ryan Hansen, Jenny Zigrino, Jeff Skowron, Cristina Rosato, Nathaly Thibault. Al cinema dal 7 dicembre 2016.

 

 

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