Da recuperare: Rusty il selvaggio e I ragazzi della 56ma strada

Rusty il selvaggio (Rumble Fish)
di Francis Ford Coppola, con Matt Dillon, Mickey Rourke, Dennis Hopper, Chris Penn, Nicolas Cage, Diane Lane, Usa, 1983

Rusty il Selvaggio (o meglio Rumble Fish) è un capolavoro secondo me…è un film indipendente di Francis Ford Coppola, girato con un budget modesto e dai risultati grandiosi.

Rusty James, che ha il volto di un giovanissimo Matt Dillon, vive nel mito di suo fratello, da tutti chiamato Motorcycle Boy, interpretato da Mickey Rourke.
Rusty James inutilmente cerca di assomigliare al fratello, una leggenda all’interno della comunità di Tulsa, una città dell’Oklahoma.
Motorcycle boy era il re delle band giovanili, quando ogni sera c’erano scontri, epoca narrata da I ragazzi della 56ma strada, prima che l’eroina entrasse nelle vite dei ragazzi e li annichilisse.
Un re ora in esilio, daltonico e sordo da un orecchio, che vive senza alcun obbiettivo, sentendosi fuori luogo e annoiato di tutto.
Nonostante questo, è considerato un vincente dalla comunità perché capace di fare di tutto e quindi destinato ad un grande futuro.


Il ragazzo si sente invece un “Rumble Fish” (pesce combattente) costretto a vivere in un acquario, mentre apparterrebbe al fiume e, come i rumble fish, diventa violento e capace di uccidere anche se stesso.
Il film è girato in bianco e nero, vediamo il mondo con gli occhi di Motorcycle Boy e tutto è visionario, (l’omaggio all’espressionismo è evidente), le inquadrature scomposte (alla Quarto Potere) evidenziano il senso di estraneità che appartiene a Motorcycle Boy.

Interessante come Coppola suggerisce lo scorrere del tempo: le nuvole che corrono, le ombre che si spostano, i calendari accelerati.
Rusty James, cercando di emulare il fratello, organizza scontri e cerca di essere un ribelle, completamente privo di direzione: segue il fratello, lo osserva e lo imita.
Pian piano si rende conto che in Motorcycle Boy c’è un senso di inquietudine che potrebbe portarlo all’autodistruzione.
I due ragazzi sono privi di guida, la madre li ha abbandonati, mentre il padre, Dannis Hopper, è un avvocato alcolizzato immerso nei propri ricordi.
Le interpretazioni sono strepitose: Matt Dyllon è un magnifico finto ribelle e Mickey Rourke riesce ad esprimere benissimo quel senso di insoddisfazione ed estraneità che prova Motorcycle Boy.

La società violenta, quella che non accetta il diverso e che vorrebbe semplicemente eliminarlo è rappresentata da un poliziotto, che aspetta al varco Motorcycle Boy per poter fargli pagare quel suo essere libero e privo di vincoli sociali.
In questo senso credo sia emblematica la presenza di Dannis Hopper nel cast, l’attore è l’interprete di Easy Rider: un dovuto omaggio al mito della libertà assoluta resa impraticabile dalla violenza e dalla grettezza del conformismo.

I ragazzi della 56° strada (The Outsiders)
Di Francis Ford Coppola.
Con C. Thomas Howell, Diane Lane, Matt Dillon, Patrick Swayze, Ralph Macchio, Rob Lowe
USA 1983.

Rusty il selvaggio è seguito ideale di I ragazzi della 56ma strada (The outsiders) .
I due film sono stati girati da Coppola con la medesima troupe, condividono nel cast moltissimi attori ed hanno lo stesso protagonista: Matt Dillon.
Sono ambedue tratti da due romanzi della scrittrice americana Susan E. Hinton.
I ragazzi della 56ma strada parla di quelle band giovanili che organizzavano gli scontri tanto sognati da Rusty e di cui Motorcycle boy era il re.

I due film sono però molto diversi tra loro: innanzitutto il colore, sull’arancione del tramonto visto in campagna (contrapposto al grigio della città) il primo sul bianco e nero della vista daltonica di Motorcycle Boy il secondo.
I ragazzi della 56ma strada è poi chiaramente più commerciale rispetto a Rusty il selvaggio e anche meno riuscito.
Una sorta di commistione tra Gioventù Bruciata e West Side Story, ha al centro della narrazione la storia di Jhonny (Ralph Macchio), Ponnyboy (C. Thomas Howell) e Dallas (Matt Dillon).
I ragazzi fanno parte dei greasers, band formata dai giovani appartenenti al proletariato e rivali dei social, bianchi e ricchi.
Le band si scontrano regolarmente e una sera Jhonny uccide uno dei social per salvare Ponnyboy.
Dallas li aiuterà a nascondersi, ma il destino dei ragazzi è irrimediabilmente segnato.
Fanno parte dei greasers anche Patrick Swayze, Rob Lowe, i fratelli di Ponny Boy, e Tom Cruise.

I ragazzi della 56ma strada è un film sicuramente “furbo” ma che comunque resta.
La riflessione sull’adolescenza, l’età dorata che scompare velocemente, è quella che secondo me Coppola ha voluto far predominare sia sugli scontri razziali che sulle differenze di classe.
L’arancione del cielo al tramonto richiama il colore dell’oro, il simbolo della giovinezza, così come recita una poesia di Robert Frost, Stay Gold, che è il manifesto di Ponnyboy e Jhonny.

Un paragone tra Rusty il selvaggio e I ragazzi della 56ma strada è dovuto, anche perché è lo stesso regista che li mette in relazione.
Il primo spicca per qualità artistica sul secondo, per invenzioni stilistiche, per la capacità di raccontare un tema abusato in modo poetico e originale.
Il secondo è invece più classico e, sebbene presenti comunque delle scene all’altezza del regista e l’interpretazione di Matt Dillon sia molto buona, pecca di mancanza di originalità nella sceneggiatura e nella caratterizzazione dei personaggi che è poco approfondita.
(Io comunque lo adoro!)

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