Cattivissimo Me 3: recensione in anteprima

Gru scopre di avere un fratello gemello. In Cattivissimo Me 3 appaiono i primi segni di cedimento, che Meledandri e soci riescono però a mascherare con un buon ritmo, i redivivi minions, e la solita ironia. Resta da capire quanto succo ci sia ancora per tenere in vita la saga con un quarto capitolo, in qualche modo già confermato

Gru ha messo la testa a posto: è sposato e non fa più il Cattivissimo, dato che egli stesso oramai figura tra le file di quell’Anti-Villain League (AVL) che fino al precedente episodio gli aveva dato una caccia serrata. Insomma, ora è lui che insegue i cattivi. Cattivi come Balthazar Bratt, uno che negli anni ’80 sembrava dovesse spaccare il mondo grazie ad una serie TV che lo vedeva protagonista, salvo poi irrompere l’età dello sviluppo, i primi peli in faccia, l’acne, ed il sogno è svanito. Balthazar a quel decennio però c’è rimasto, anche se «interpretare il mio personaggio nella realtà è pure più divertente», dice il nostro. Pieno a tappo di gadget che fanno il verso a quel periodo, proprio nelle battute iniziali il nostalgico villain di questo terzo episodio ruba un grosso diamante; tocca a Gru rimediare ad un primo fallimento, per cui si è lasciato scappare il ladro.

Un’operazione come quella relativa a Cattivissimo Me 3 non è facile; delicata, per forza di cose ancora meno percorribile rispetto al prequel; e sarà sempre peggio qualora decidessero, com’è probabile dato il finale, di procedere a oltranza. Eppure il team di Chris Meledandri riesce a limitare i danni, acciuffando il progetto per i capelli. Questa terza iterazione è sempre coloratissima, giocosa, non avara di quei simpatici siparietti che in fondo l’hanno resa celebre. E qui s’impone la prima vera rivelazione, anche se in fin dei conti tale non è: i Minions vanno lasciati dove sono. Mi spiego meglio.

Si è visto con lo spin-off che questi simpatici personaggi, che volente o nolente hanno un po’ fatto la fortuna di questa saga: se posti al centro dell’attenzione per un tempo prolungato, non ce la fanno. Due anni addietro dovettero escogitare l’impossibile pur di tenere in piedi Minions (il film), e la difficoltà nel riuscirci fu palese, non per niente quell’esperimento va considerato fallito, una strada che è bene non percorrere, salvo non uscirsene fuori con la trovata del decennio. La conferma a quanto emerse a suo tempo l’abbiamo adesso: da comprimari i minions rischiano effettivamente di essere irresistibili, non costretti a far sorridere per un’ora e mezza filata. Perché, quando ci sono, devono far ridere, devono prodursi in almeno uno sketch divertente, demenziale o che so io. In Cattivissimo Me 3 viene loro praticamente assegnata una trama parallela, dopo aver abbandonato Gru nelle primissime battute. Ed è una mossa che paga, senza dubbio.

Altra scelta felice, per così dire, sta nell’introduzione di Dru, il fratello gemello di Gru; a rivelarglielo è la madre, la quale, riluttante e con le spalle al muro, ammette che sì, è vero, Gru non nacque solo. Dru è diventato ricchissimo allevando maiali; vive infatti in una vera e propria mansion principesca, ha una collezione di auto di lusso come nemmeno certi emiri, ed ha una folta chioma tinteggiata di biondo. Quello che gli manca è il coraggio, lo spirito d’avventura, quella foga che invece Gru ha sempre manifestato senza remore. A questo punto viene da domandarsi… e il villain?

Balthasar si divide la scena con l’altro nuovo innesto, anche lui, il cattivo, richiamato a spizzichi e bocconi, giusto il tempo di inserire qualche iconico brano anni ’80 e pagare dazio, se vogliamo, a questa corrente nostalgica che ad Hollywood ha preso piede da qualche tempo a questa parte con l’avvicendarsi di registi e autori che in quel periodo c’hanno fatto l’adolescenza. Il resto è una giostra avventurosa sopra la media rispetto ad altri film d’animazione, anche tra le nuove proprietà intellettuali, se non altro perché non si limita a buttarla in caciara nella parte centrale, a conti fatti più strutturata rispetto, per dirne alcuni più recenti, a film d’animazione come Pets, Hotel Transylvania 2 o Angry Birds. Il resto è lavoro di bilancino, tra sentimento e slapstick, elementi insomma viscerali che vengono qui immancabilmente riproposti e contestualizzati alla nuova avventura.

Un’avventura che chiaramente non brilla come fosse qualcosa d’inedito o anche solo elaborato, dato che non è quello il punto; si opta per quei due elementi menzionati nel capoverso precedente, investendo poi su quanto costruito in passato sia in relazione al personaggio di Gru, che da «non-cattivo», va detto, è tutt’un’altra cosa (non in positivo), che alle maldestre creature gialle, la cui parlata genera ancora la stessa ilarità di sempre. Quanto al rapporto, a suo modo centrale, tra Gru e Dru, è un modo per tornare al leitmotiv del primo film, rispetto al quale, senza quasi che ce n’accorgiamo, viene ribaltata la premessa narrativa: nel primo scopriamo infatti che Gru è diventato ciò che è per dimostrare alla madre di valere qualcosa. Capite bene che l’ingresso di un gemello che ha fatto i big money coi maiali è se non altro un modo per giocare con quell’input lì, approntando un’ironia nemmeno troppo sottile.

Le perplessità a questo punto sorgono in capo alla tenuta della saga, già a ‘sto giro messa a dura prova, malgrado tutto. Come già accennato, un quarto capitolo molto probabilmente si farà, ma resta da capire fino a che punto sia possibile contenere l’inevitabile diluizione che Cattivissimo Me mostra già dal secondo film, sebbene fino a lì s’intraveda. Vero è pure che il tipo di comicità su cui fa leva, unito al target verso il quale si rivolge, potrebbero fare la differenza; per dire, l’anteprima stampa milanese è stata in lingua originale con sottotitoli, eppure buona parte dei bambini in età prescolare si sono comunque divertiti. Per quanto si possa storcere il naso, a certe condizioni è questo il feedback che finisce col contare di più.

[rating title=”Voto di Antonio” value=”6″ layout=”left”]

Cattivissimo Me 3 (Despicable Me 3, USA, 2017) di Pierre Coffin, Kyle Balda ed Eric Guillon. Con Steve Carell, Kristen Wiig, Trey Parker, Max Giusti, Arisa, Paolo Ruffini, Elsie Fisher, Dana Gaier, Pierre Coffin, Miranda Cosgrove, Russell Brand, Michael Beattie e Andy Nyman. Nelle nostre sale da giovedì 24 agosto 2017.

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