Roma 2017, C’est la vie – Prendila come viene: Recensione in Anteprima

Un esilarante matrimonio visto da dietro le quinte per Olivier Nakache e Eric Toledano, registi di Quasi Amici.

Entrati nella Storia del box office grazie a Quasi Amici, film francese dai maggiori incassi worldwide (426,588,510 dollari) di sempre, Olivier Nakache ed Eric Toledano tornano in sala a 3 anni da Samba con C’est la Vie – Prendila come Viene, presentato in anteprima alla 12esima edizione della Festa del Cinema di Roma.

Una commedia corale dal ritmo travolgente, quella sceneggiata dai due registi, in passato, da giovani, impiegati nell’organizzazione eventi. Esperienza che è servita ad entrambi per costruire un’esilarante script ‘matrimoniale’. Tutto già visto e raccontato, apparentemente, se non fosse che Nakache e Toledano si siano concentrati sul dietro le quinte di un matrimonio.

Per organizzare una festa di nozze perfetta, con 200 invitati in un castello del 1700, c’è bisogno di un sincronismo impeccabile e di una dedizione totale, anche se rivolta a dei perfetti sconosciuti. Una chiara e comica discrepanza, che vede da una parte sposini, amici e famigliari pretendere l’evento dei sogni e dall’altra una serie di lavoratori, spesso in nero, che pensano essenzialmente a compiere il proprio dovere per guadagnarsi la pagnotta a fine giornata.

Osservando esclusivamente il punto di vista di queste persone, dipendenti e poco più, Nakache e Toledano hanno dato vita ad una commedia originale, mai banale e incredibilmente divertente. Dal fotografo quasi disoccupato perché soppiantato dagli smartphone al professore di lettere correttore automatico di strafalcioni grammaticali altrui, passando per l’esagitato animatore che storpia Eros Ramazzotti, il cameriere improvvisato che non conosce differenza tra flûte e flauto, la sboccata caposala e i sorridenti srilankesi. A tenere le fila di cotanta baraonda un uomo esausto, dal dover continuamente gestire simili responsabilità, interpretato dal bravissimo Jean-Pierre Bacri.

Nakache e Toledano lo seguono come un’ombra, tra i giardini e le gigantesce stanze di questo castello in festa, mentre cresce la tensione, causa imprevisti aumenta lo stress e si incrinano rapporti d’amicizia. In 24 ore appena succede di tutto, perché se qualcosa può andar storto andrà storto, grazie anche all’ingombrante presenza di un egocentrico e logorroico sposo, ossessionato da un’eleganza che ovviamente, neanche a dirlo, mancherà la presa con un matrimonio da lui pianificato nei minimi dettagli.

Uno spaccato sociale, quello descritto dai due registi, tra amori da tenere ipocritamente nascosti, fiscalità statale da aggirare e differenze di classe, in un film la cui risata è servita su piatti d’argento, con ampie e mai volgari portate di ilarità . L’organizzazione di un circo, che sia matrimoniale o in altro modo festivo, richiede fatica, impegno e oneri, ma dinanzi ad un sorriso pregno di felicità, ad un sentito ringraziamento e ad una reale gioia da più persone condivisa tutto si fa più digeribile, per non dire appagante. D’altronde proprio questo, come ricorda il titolo originale del film, è il senso di un festeggiamento.

[rating title=”Voto di Federico” value=”7″ layout=”left”]
C’est la vie – Prendila come viene (Francia, commedia, 2017) di Olivier Nakache e Eric Toledano; con Jean-Pierre Bacri, Jean-Paul Rouve, Gilles Lellouche, Vincent Macaigne, Eye Haidara, Suzanne Clement – dal 30 novembre in sala

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