Roma 2018, Il Vizio della Speranza: Recensione del film di Edoardo De Angelis

Scroscianti applausi hanno accolto alla Festa del Cinema di Roma Il Vizio della Speranza di Edoardo De Angelis.

Due anni dopo il boom di Indivisibili, vincitore di sei David di Donatello e sei Nastri d'Argento, il 40enne Edoardo De Angelis ha realizzato il suo 4° lungometraggio, Il Vizio della Speranza, presentato in anteprima mondiale al Festival di Toronto e ora in cartellone alla Festa del Cinema di Roma. Leggenda narra che all'ultima Mostra del Cinema di Venezia, dove già Indivisibili era stato inspiegabilmente relegato nella sezione "Giornate degli Autori", Alberto Barbera avrebbe nuovamente negato il Concorso a De Angelis, proponendogli una sezione minore, tanto da portare il regista campano a scegliere prima il Canada e ora la Capitale.

Eppure Il Vizio della Speranza avrebbe abbondantemente meritato la possibilità di correre per il Leone d'Oro, avendo pienamente ribadito le straordinarie qualità narrative ed espressive di De Angelis, tornato nuovamente a Castel Volturno, in provincia di Caserta, per dar vita ad un mondo disumano, quasi post-apocalittico, bagnato dal fiume e dal mar Tirreno. Maria, interpretata da una straordinaria Pina Turco, 34enne già apprezzata ne La Parrucchiera, vive un'esistenza priva di desideri. Cappuccio di lana in testa e pitbull al guinzaglio, naviga tra le acque di una realtà criminale e disperata, prendendosi cura di una madre dolce ed eternamente assonnata e al servizio di un'ingioiellata 'zia', a capo di una losca tratta di schiave.

Moderna Caronte, Maria (nome tutt'altro che casuale) traghetta donne incinte lungo il fiume, conducendole tra le braccia di medici corrotti, lontane da quei neonati già venduti al miglior offerente. Eppure qualcosa cambia, nella grigia quotidianità di questa donna che odia le proprie nudità, tanto dall'essere disposta a tutto pur di cullare quell'apparentemente irragiungibile mito che si chiama speranza.

E' un film dalla potenza disarmante, Il Vizio della Speranza di De Angelis, grandioso nel pennellare mostruosità ai confini della realtà, in una Campania dal cielo carico di lacrime, macchiata dal fango e perennemente cupa. Un inferno in Terra in cui co-abitano regolari e irregolari, prostitute e pescatori, camorristi ed emarginati, peccatori e fuggitivi. Il regista non concede premesse ne' spiegoni, facendo immediatamente piombare lo spettatore tra questi corpi sudici, pieni di cicatrici e disperazione. Mamma è chi partorisce, ma anche chi desidera un figlio, chi lo cresce, rimarcano in più occasioni queste (ma)donne ai margini di una società che sembra di fatto estinta, implosa.

Argomento delicato e quanto mai attuale, visto attraverso le lenti di quella malavita organizzata che si approfitta di derelitte bisognose di denaro per sopravvivere. Fino alla prossima gravidanza. Massimiliano Rossi, visto anche in Indivisibili, ritrova De Angelis per indossare gli abiti di un ex giostraio rovinato dal chiacchiericcio, unica traccia di umanità in un luogo spettrale colorato unicamente dai neon, mentre Cristina Donadio dimentica i gomorriani panni di Scianel per spogliarsi di quelle sicurezze diventare ora fragilità e un'irriconoscibile Marina Confalone, 4 volte trionfatrice ai David, torna finalmente in sala nei panni di una venditrice di infanti.

Attorno a queste ambigue figure volti marchiati dalla disperazione e 'abitazioni' fatiscenti, sporche e pericolanti. Un non-luogo che il regista trasforma in straordinario set a cielo aperto, eccedendo solo nel finale con un ingombrante lirismo che lascia sorprendentemente strada ad un briciolo di illusione, ad un raggio di sole tra nuvole pregne di cronico pessimismo.

Voto di Federico 7.5

Il Vizio della Speranza (Drammatico, Italia, 2018) di Edoardo De Angelis; con Pina Turco, Massimiliano Rossi, Marina Confalone, Cristina Donadio, Odette Gomis, Juliet Esey Joseph, Maria Angela Robustelli, Jane Bobkova, Yvonne Zidiouemba, Marcello Romolo, Demi Licata, Nancy Colarusso, Imma Mauriello - uscita giovedì 22 novembre 2018.

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