Roma 2012: Tar - Recensione in Anteprima


Quello di oggi doveva essere il giorno di James Franco al Festival Internazionale del Film di Roma. Doveva, per l'appunto. Perche' dopo gli annunciati ma mai arrivati Bill Murray e Tim Robbins, anche Franco ha preferito 'disertare' la conferenza stampa con i giornalisti, presentandosi 'solo' nel pomeriggio per l'incontro preparato con il pubblico e per ritirare il Premio Cubovision.

Per la prima volta al Festival di Roma, Franco e' il protagonista indiscusso di Tar, film da lui prodotto ed interpretato, e di Dream, cortometraggio di 20 secondi da lui diretto. Un corto girato con un unico piano sequenza, estremamente ipnotico e fantasioso, ma dalla durata talmente breve dal non lasciare nulla. Perche' immediato, fulmineo. Nel momento stesso in cui inizia, finisce. Piu' che un corto un vero e proprio spot, ideato e realizzato dallo stesso Franco per dare ancora piu' forza e peso alla propria nuova immagine, che lo vuole ormai artista a tutto tondo. Attore, regista, produttore, scrittore.

Proprio in Tar, jam session cinematografica tratta dall’omonima raccolta del poeta C.K. Williams, vincitore del Premio Pulitzer, Franco esplicita questa 'visione', a causa di un film, scritto e diretto da 12 registi esordienti (?!?) che 'vede' The Tree of Life di Terrence Malick, e prova a replicarlo/omaggiarlo. Fallendo.


Una poesia fatta film, con tutte le conseguenze del caso. Forzatamente 'alto', Tar di Edna Biesold, Sarah-Violet Bliss, Bruce Thierry Cheung, Gabrielle Demeestere, Alexis Gambis, Shruti Ganguly, Brooke Goldfinch, Omar Zuniga Hidalgo, Shripriya Mahesh, Pamela Romanowsky, Tine Thomasen e Virginia Urreiztieta ha lasciato un po' tutti spaesati.

Tra passato, presente e futuro, i 12 registi (per 80 minuti di film) pennellano la vita di C.K. Williams, attraverso un vero e proprio itinerario poetico che ripercorre la sua vita. Viaggiando nel tempo grazie ad un tutt'altro che cronologico montaggio, assistiamo all'esistenza di un uomo che non riesce a metabolizzare la perdita dei propri amori. Quello della madre, della moglie, del figlio. Esaltato da una fotografia sgranata e infuocata, Tar prova a replicare la poesia filmica del titolo di Malick, tanto da generare un vero e proprio deja-vu nel momento stesso in cui compare sulla scena Jessica Chastain, madre del 'piccolo' Franco. Come se stessimo assistendo ad un vero e proprio 'spin-off', Tar prosegue sulla sua strada, in alcuni momenti persino psichedelica, ma sinceramente tutt'altro che chiara e lineare.

Se le immagini immortalate e montate dallo squadrone di registi affascinano, cio' che non funziona e' l'intero pacchetto, che deraglia nella confusione di sceneggiatura, nella perenne sensazione di gia' visto e nell'esplicitamente forzata confezione, che voleva scimmiottare un certo tipo di cinema d'autore, tra poesie decantate ed altre esplicitate, ma senza riuscirci.

Voto di Federico: 5

Tar (Usa, drammatico, 2012) di Edna Biesold, Sarah-Violet Bliss, Bruce Thierry Cheung, Gabrielle Demeestere, Alexis Gambis, Shruti Ganguly, Brooke Goldfinch, Omar Zuniga Hidalgo, Shripriya Mahesh, Pamela Romanowsky, Tine Thomasen, Virginia Urreiztieta; con James Franco, Mila Kunis, Jessica Chastain, Zach Braff, Henry Hopper, Bruce Campbell

  • shares
  • Mail