Speciale Festival di Berlino: Julia, Lake Tahoe, Gardens of The Night,

Altra giornata e, come al solito, altri tre film in consorso. Tra l’altro la terza giornata di questo Festival di Berlino sembra finalmente rientrare nel solco della tradizione di questa manifestazione: poche star, poco tappeto rosso, tanto tanto tanto cinema. La diva del giorno, il nome più in vista fra quelli arrivati oggi è quello

http://www.generazioneeuropa.eu/home/images/stories/foto%20articoli/berlinale.jpg Altra giornata e, come al solito, altri tre film in consorso. Tra l’altro la terza giornata di questo Festival di Berlino sembra finalmente rientrare nel solco della tradizione di questa manifestazione: poche star, poco tappeto rosso, tanto tanto tanto cinema. La diva del giorno, il nome più in vista fra quelli arrivati oggi è quello di Tilda Swinton, recentemente candidata all’Oscar come miglior attrice non protagonista per “Michael Clayton” e qui a Berlino protagonista di “Julia” del francese Erick Zonca.

Pellicola che tenta malamente di riproporre i fasti di un grande capolavoro di John Cassevetes, “Gloria”. Può sembrare strano, ma il paragone fra Tilda Swinton e Gena Rowlands non è nè peregrino nè sacrilego. La cattivissima strega de “Le Cronache di Narnia: Il Leone,La Strega e L’Armadio” non sfigura minimamente in questo confronto, dando vita ottimamente a un personaggio ambiguo, cinico, distrutto dalla vita e senza più alcuna speranza. I problemi stanno altrove, nell’anzichenò insulsa messa in scena di Zonca, la quale in due ore e venti di film fa maledire più e più volte la scelta di essere mai entrati in quella sala.

Prima che cadessero pesantemente le braccia per “Julia”, però, sui visi degli arditi spettatori della prima proiezione della mattina era sbocciato un largo sorriso; merito di “Lake Tahoe“, lo splendido esordio nel magico mondo dei lungometraggi del neanche quarantenne messicano Ferdinando Eimbcke che, cognome impronunciabile come mai si era visto a parte, regala un’ora e mezza di pura magia cinematografica con una lievissima e personalissima commedia sulla difficoltà per un adolescente nel superare un lutto improvviso.

Ultimo film presentato in concorso durante la giornata di oggi, il controverso “Gardens of The Night” di Damian Harris. Controverso perchè racconta, con qualche ammicamento e qualche captatio benevolentiae di troppo magari, il terribile universo dei bambini rapiti in tenera età e costretti a prostituirsi o a diventare materiale per appassionati di pedopornografia. Al di là di qualunque giudizio extra cinematografico, non sono di nostra competenza, la fattura del film è buona. Buonissima nella prima parte, sfilacciata e senza mordente nella seconda, pur fregiandosi di un buon guizzo finale. E al di là anche del personale giudizio tecnico sul film, resta un’unica vera sicurezza: la protagonista Gillian Jacobs, nonostante abbia lo spessore recitativo della carta velina, è la donna più bella del mondo.

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