Jumper - Senza confini: la recensione

Jumper - Senza confiniJumper - Senza confini (Jumper, USA, 2008) di Doug Liman; con Hayden Christensen, Jamie Bell, Samuel L. Jackson, Rachel Bilson, Diane Lane.

David a 15 anni cade in un lago ghiacciato e, in punto di morte, riesce a teletrasportarsi nella biblioteca della scuola. Inizia a sperimentare questo suo talento e capisce che, ogni volta che vuole, pensando a un posto vi ci può arrivare in un nanosecondo. Senza più una madre, che l'ha abbandonato da piccolo, e un padre con cui ha pessimi rapporti, decide di andarsene via e riniziare, a suo modo, una nuova vita.

Da questo spunto interessante che poteva promettere un'oretta e mezza di divertimento, Jumper si presenta invece come il consueto prodotto hollywoodiano che, nella sua durata minima, riesce anche a far perdere il minimo interesse dello spettatore e addirittura ad annoiare.

Dei Paladini, organizzazione "bigotta" che cerca in ogni modo di fermare i Jumper, non si capisce praticamente il motivo delle loro azioni; mentre l'unica cosa che lo spettatore può invidiare ai Jumper è il fatto di poter rapinare banche senza farsi notare e teletrasportarsi da Roma a Detroit in un battibaleno.

Doug Liman, che comunque non fa peggio che con Mr. & Mrs. Smith (anche perché forse sarebbe stato umanamente impossibile), non crea un vero filo conduttore della "storia", forse troppo indaffarato nel pensare ai due successivi sequel già in programma (ma siamo matti?). Anche il sempre troppo sottovalutato Jamie Bell, attore che in quel di Hollywood devono continuare a sfruttare, ha un personaggio che si evolve poco o nulla. Ma appunto forse è tutto pensato per i prossimi capitoli...

Una scusante che comunque non può salvare Jumper, che sfoggia effetti speciali che sicuramente faranno felici i patiti ma non appassiona. In mezzo a tutto questo, ne fanno le spese anche Hayden Christensen e Samuel L. Jackson con bianchi capelli.

Voto Gabriele: 4

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