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Alberto Sordi: da attore e doppiatore a icona nazionale

Ripercorriamo la carriera di Alberto Sordi dagli esordi nel doppiaggio fino al suo debutto nel cinema che lo trasformerà nell’Alberto Nazionale.

Il 24 febbraio 2003 il cinema italiano perdeva un’icona nazionale, Alberto Sordi si spegneva nella sua casa di Roma con 160 film all’attivo e un’impronta indelebile lasciata come interprete della commedia all’italiana nonché simbolo di una romanità teatrale e irresistibile insieme a colleghi come Nino Manfredi, Aldo Fabrizi e l’altra icona cinematografica l’inimitabile Anna Magnani.

Alberto Sordi grazia alla sua voce tenorile che ne contraddistinse anche la recitazione in gioventù studia canto e si esibisce in opere liriche. Nel 1936 si iscrive al corso di recitazione all’Accademia dei filodrammatici di Milano, ma il suo carattere ribelle e l’inflessione romanesca ne causarono l’espulsione, così Sordi nel 1937 torna a Roma e comincia a lavorare come comparsa a Cinecittà. Tra una comparsata e l’altra Sordi vince anche un concorso indetto dalla Metro-Goldwyn-Mayer per doppiare la voce di Oliver Hardy del duo comico Stanlio e Ollio. Inizierà per Sordi una carriera di doppiatore che lo vedrà prestare la voce tra gli altri ad Anthony Quinn, Robert Mitchum, Franco Fabrizi e Marcello Mastroianni nel film Domenica d’agosto del 1950. Sordi venne sua volta venne doppiato da Gualtiero De Angelis in Cuori nella tormenta e da Carlo Romano ne Il Passatore.

Dopo una gavetta in teatro e il periodo di leva che lo vedrà membro della banda musicale del Reggimento fanteria “Torino”, nel 1946 arriva la radio che regala a Sordi una certa notorietà grazie a personaggi come Mario Pio, Il Signor Dice e il Conte Claro, ma in particolare sarà uno uno dei personaggi de I compagnucci della parrocchietta che segnerà l’esordio cinematografico di Sordi nella commedia Mamma mia, che impressione! del 1951 prodotta da Vittorio De Sica e scritta da Cesare Zavattini.

Dopo l’esordio da protagonista che non ebbe il successo sperato,  Sordi interpreterà ruoli minori in una ventina di film tra questi I 3 aquilotti di Mario Mattoli del 1942 e Lo scocciatore (Via Padova 46) del 1953, dove Sordi interpreta un pedante vicino di casa che assilla un modesto impiegato interpretato da Peppino De Filippo.

Dopo la gavetta in ruoli secondari e l’insuccesso di pubblico de Lo sceicco Bianco (1952) di Federico Fellini, è proprio un film di Fellini, l’acclamato I vitelloni del 1953, che lancia la carriera di Sordi che da quella pellicola in poi affronterà un inarrestabile crescendo di popolarità con ruoli in Un giorno in pretura (1953), dove debutta l’iconico Nando Mericoni che ritroveremo in Un americano a Roma (1954) afflitto da una patologica corsa all'”American Dream” de borgata, personaggio che Sordi riprenderà nel 1975 nell’episodio “Il Fuoco” del film Di che segno sei? di Sergio Corbucci.

Altra tappa fondamentale nella carriera di Sordi è il film Piccola posta (1955), dove l’attore indossa per la prima volta la maschera dell’italiano indolente e profittatore che diventerà un tratto distintivo delle sue successive caratterizzazioni, tutte contraddistinte da un cinismo mitigato dalle capacità comiche di Sordi in grado di rendere simpatici personaggi palesemente antipatici talvolta fino allo sgradevole vedi il maestro elementare Impallato di Bravissimo (1955), il censore traffichino e disonesto de Il moralista (1959), l’indolente scansafatiche Otello Celletti in cerca del “posto fisso” nel cult Il vigile (1960) di Luigi Zampa e naturalmente il marito “mantenuto” e indebitato vessato dalla moglie facoltosa de Il vedovo (1959) in cui recita anche una strepitosa Franca Valeri, che mostrerà una volta per tutte il suo essere la controparte al femminile di Sordi.

Dall’iconico “Lavoratori!” dell’immaturo vitellone Alberto all’americano di Kansas City Nando Mericoni alias Santi Bailor, la carriera di Sordi sarà costellata da grandi successi comici, ma l’attore avrà anche l’occasione di mostrare, come ogni comico che si rispetti, un sorprendente registro drammatico a partire  da La grande guerra diretto da Mario Monicelli nel 1959 passando per Una vita difficile di Dino Risi (1961). Sordi presterà la sua maschera in più occasioni anche per una feroce satira del boom economico, vedi il piccolo imprenditore indebitato disposto a vendere un occhio per riassestare le sue finanze ne Il boom di Vittorio De Sica (1963) e il cinico e calcolatore Guido Tersilli in Il medico della mutua di Luigi Zampa (1968) e in Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue di Luciano Salce (1969).

Negli anni ’70 Alberto Sordi tornerà a ruoli drammatici a tutto tondo che ne dimostreranno la completezza come interprete, sarà il geometra incarcerato senza motivo di Detenuto in attesa di giudizio di Nanni Loy (1971), ruolo che valse a Sordi l’Orso d’argento al Festival di Berlino; il baraccato Peppino in Lo scopone scientifico di Luigi Comencini (1972) e l’impiegato a cui uccidono il figlio nello struggente Un borghese piccolo piccolo di Mario Monicelli (1977), una delle prove attoriali più intense e memorabili della carriera di Sordi. Per quanto riguarda il Sordi regista, l’attore dirigerà un totale di 19 pellicole a partire da Fumo di Londra (1966) che includeranno tre film in cui l’attore affiancherà Monica Vitti per un’accoppiata a dir poco vincente: Amore mio aiutami (1969), Polvere di stelle (1973) e Io so che tu sai che io so (1982).

Gli anni ’80 segneranno una flessione nella carriera di Sordi, anche se l’Albertone Nazionale resta comunque un volto amatissimo, i suoi personaggi mostrano segni di stanchezza con qualche guizzo come il cult Il marchese del Grillo di Mario Monicelli (1981), dove Sordi si cala nel doppio ruolo di un arrogante nobile romano dedito alle burle e di un carbonaio suo sosia che viene utilizzato per l’ennesimo scherzo, che stavolta rischia di finire in tragedia. Gli anni ottanta vedono Sordi anche nel popolare ruolo di Pietro Marchetti ne Il tassinaro (1983) e Un tassinaro a New York (1987) in cui il Sordi attore si alterna al Sordi uomo e lo vedremo recitare al fianco del suo erede naturale Carlo Verdone, prima dirigendolo in In viaggio con papà, (1982) e poi recitando al fianco di Verdone in Troppo forte, diretto dallo stesso Verdone (1986). Da ricordare anche il suo zelante e incorruttibile giudice Annibale Salvemini di Tutti Dentro, pellicola che in qualche modo anticiperà gli eventi di Tangentopoli e tutto ciò che ne conseguirà.

La carriera di Alberto Sordi si chiuderà con il malinconico Nestore, l’ultima corsa (1994), dove l’attore è un vetturino prossimo alla pensione non ancora rassegnato a portare il suo cavallo al macello; Romanzo di un giovane povero in cui Sordi sarà diretto da Ettore Scola e affiancherà Mario Carotenuto nel suo ruolo finale, e l’attore tornerà per un’ultima volta dietro la macchina da presa per Incontri proibiti (1998) ultima interpretazione di Sordi al fianco di Valeria Marini che racconta una malinconica storia d’amore tra un ingegnere ottantenne e un’avvenente giovane infermiera.

Filmografia

Scipione l’africano, regia di Carmine Gallone (1937) come comparsa
Il feroce Saladino, regia di Mario Bonnard (1937) come comparsa
La principessa Tarakanova, regia di Mario Soldati (1938)
La notte delle beffe, regia di Carlo Campogalliani (1939)
Cuori nella tormenta, regia di Carlo Campogalliani (1940)
Il bravo di Venezia, regia di Carlo Campogalliani (1941)
Le signorine della villa accanto, regia di Gian Paolo Rosmino (1942)
Giarabub, regia di Goffredo Alessandrini (1942)
I 3 aquilotti, regia di Mario Mattoli (1942)
La signorina, regia di László Kish (1942)
Casanova farebbe così!, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1942)
Sant’Elena, piccola isola, regia di Renato Simoni e Umberto Scarpelli (1943)
Tre ragazze cercano marito, regia di Duilio Coletti (1944)
Circo equestre Za-bum (episodio Galoppo finale dal circo), regia di Mario Mattoli (1944)
Chi l’ha visto?, regia di Goffredo Alessandrini (1945)
L’innocente Casimiro, regia di Carlo Campogalliani (1945)
Le miserie del signor Travet, regia di Mario Soldati (1945)
Il vento m’ha cantato una canzone, regia di Camillo Mastrocinque (1947)
Il delitto di Giovanni Episcopo, regia di Alberto Lattuada (1947)
Il Passatore, regia di Duilio Coletti (1947)
Che tempi!, regia di Giorgio Bianchi (1948)
Sotto il sole di Roma, regia di Renato Castellani (1948)
Mamma mia, che impressione!, regia di Roberto Savarese (1951)
Cameriera bella presenza offresi…, regia di Giorgio Pàstina (1951)
È arrivato l’accordatore, regia di Duilio Coletti (1951)
Totò e i re di Roma, regia di Steno e Mario Monicelli (1951)
Lo sceicco bianco, regia di Federico Fellini (1952)
I vitelloni, regia di Federico Fellini (1953)
Canzoni, canzoni, canzoni, regia di Domenico Paolella episodio Io cerco la Titina (1953)
Ci troviamo in galleria, regia di Mauro Bolognini (1953)
Due notti con Cleopatra, regia di Mario Mattoli (1954)
Amori di mezzo secolo (episodio Dopoguerra 1920), regia di Mario Chiari (1954)
Un giorno in pretura, regia di Steno (1953)
Tempi nostri – Zibaldone n. 2, regia di Alessandro Blasetti episodio Scusi, ma…, (1954)
Il matrimonio, regia di Antonio Petrucci (1954)
Lo scocciatore (Via Padova 46), regia di Giorgio Bianchi (1954)
Tripoli, bel suol d’amore, regia di Ferruccio Cerio (1954)
Gran varietà (episodio Fregoli), regia di Domenico Paolella (1954)
Allegro squadrone, regia di Paolo Moffa (1954)
Il seduttore, regia di Franco Rossi (1954)
Accadde al commissariato, regia di Giorgio Simonelli (1954)
Una parigina a Roma, regia di Erich Kobler (1954)
Un americano a Roma, regia di Steno (1954)
L’arte di arrangiarsi, regia di Luigi Zampa (1954)
Il segno di Venere, regia di Dino Risi (1955)
Buonanotte… avvocato!, regia di Giorgio Bianchi (1955)
Un eroe dei nostri tempi, regia di Mario Monicelli (1955)
La bella di Roma, regia di Luigi Comencini (1955)
Accadde al penitenziario, regia di Giorgio Bianchi (1955)
Bravissimo, regia di Luigi Filippo D’Amico (1955)
Piccola posta, regia di Steno (1955)
Lo scapolo, regia di Antonio Pietrangeli (1956)
I pappagalli, regia di Bruno Paolinelli (1956)
Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo, regia di Mauro Bolognini (1956)
Mio figlio Nerone, regia di Steno (1956)
Mi permette, babbo!, regia di Mario Bonnard (1956)
Era di venerdì 17, regia di Mario Soldati (1956)
Arrivano i dollari!, regia di Mario Costa (1957)
Souvenir d’Italie, regia di Antonio Pietrangeli (1957)
Il conte Max, regia di Giorgio Bianchi (1957)
Addio alle armi (A Farewell to Arms), regia di Charles Vidor (1957)
Il medico e lo stregone, regia di Mario Monicelli (1957)
Ladro lui, ladra lei, regia di Luigi Zampa (1958)
Il marito, regia di Nanni Loy e Gianni Puccini (1957)
Fortunella, regia di Eduardo De Filippo (1958)
Domenica è sempre domenica, regia di Camillo Mastrocinque (1958)
La vedova elettrica (Le septième ciel), regia di Raymond Bernard (1958)
Venezia, la luna e tu, regia di Dino Risi (1958)
Racconti d’estate, regia di Gianni Franciolini (1958)
Nella città l’inferno, regia di Renato Castellani (1959)
Il giovane leone (Oh, que Mambo!), regia di John Berry (1959)
Policarpo, ufficiale di scrittura, regia di Mario Soldati (1959)
Il moralista, regia di Giorgio Bianchi (1959)
I magliari, regia di Francesco Rosi (1959)
Vacanze d’inverno, regia di Camillo Mastrocinque (1959)
Costa Azzurra, regia di Vittorio Sala (1959)
La grande guerra, regia di Mario Monicelli (1959)
Il vedovo, regia di Dino Risi (1959)
Brevi amori a Palma di Majorca, regia di Giorgio Bianchi (1959)
Gastone, regia di Mario Bonnard (1960)
Tutti a casa, regia di Luigi Comencini (1960)
Il vigile, regia di Luigi Zampa (1960)
Crimen, regia di Mario Camerini (1960)
I due nemici, regia di Guy Hamilton (1961)
Il giudizio universale, regia di Vittorio De Sica (1961)
Una vita difficile, regia di Dino Risi (1961)
Il commissario, regia di Luigi Comencini (1962)
Mafioso, regia di Alberto Lattuada (1962)
Il diavolo, regia di Gian Luigi Polidoro (1963)
Il boom, regia di Vittorio De Sica (1963)
Il maestro di Vigevano, regia di Elio Petri (1963)
Tentazioni proibite, regia di Osvaldo Civirani (1963)
La mia signora, regia di Tinto Brass, Luigi Comencini e Mauro Bolognini (1964)
Il disco volante, regia di Tinto Brass (1964)
Risate all’italiana, registi vari (1964)
I tre volti, episodio Latin lover, regia di Franco Indovina (1965)
Quei temerari sulle macchine volanti (Those magnificent men in their flying machines, or: how I flew from London to Paris in 25 hours and 11 minutes), regia di Ken Annakin (1965)
I complessi episodio Guglielmo il dentone, regia di Luigi Filippo D’Amico (1965)
Thrilling episodio L’autostrada del sole, regia di Carlo Lizzani (1965)
Made in Italy, regia di Nanni Loy (1965)
Fumo di Londra, regia di Alberto Sordi (1966)
I nostri mariti, regia di Luigi Filippo D’Amico episodio Il marito di Roberta (1966)
Le fate, episodio Fata Marta regia di Antonio Pietrangeli (1966)
Scusi, lei è favorevole o contrario?, regia di Alberto Sordi (1966)
Le streghe, episodio Senso civico regia di Mauro Bolognini (1967)
Un italiano in America, regia di Alberto Sordi (1967)
Il medico della mutua, regia di Luigi Zampa (1968)
Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?, regia di Ettore Scola (1968)
Amore mio aiutami, regia di Alberto Sordi (1969)
Nell’anno del Signore, regia di Luigi Magni (1969)
Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue, regia di Luciano Salce (1969)
Contestazione generale, episodio Il prete regia di Luigi Zampa (1970)
Il presidente del Borgorosso Football Club, regia di Luigi Filippo D’Amico (1970)
Le coppie (episodi La camera, regia di Alberto Sordi, e Il leone, regia di Vittorio De Sica) (1970)
Detenuto in attesa di giudizio, regia di Nanni Loy (1971)
Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata, regia di Luigi Zampa (1971)
Lo scopone scientifico, regia di Luigi Comencini (1972)
La più bella serata della mia vita, regia di Ettore Scola (1972)
Roma, regia di Federico Fellini (1972) (non accreditato)
Anastasia mio fratello, regia di Steno (1973)
Polvere di stelle, regia di Alberto Sordi (1973)
Finché c’è guerra c’è speranza, regia di Alberto Sordi (1974)
Di che segno sei?, episodio Il fuoco regia di Sergio Corbucci (1975)
Un sorriso, uno schiaffo, un bacio in bocca, regia di Mario Morra (1975)
E il Casanova di Fellini?, regia di Gianfranco Angelucci e Liliana Betti (1975)
Il comune senso del pudore (primo episodio), regia di Alberto Sordi (1976)
Quelle strane occasioni (episodio L’ascensore), regia di Luigi Comencini (1976)
Un borghese piccolo piccolo, regia di Mario Monicelli (1977)
I nuovi mostri, regia di Mario Monicelli, Dino Risi ed Ettore Scola (1977)
Dove vai in vacanza?, episodio 3 Le vacanze intelligenti, regia di Alberto Sordi (1978)
L’ingorgo, regia di Luigi Comencini (1978)
Il testimone (Le témoin), regia di Jean-Pierre Mocky (1978)
Il malato immaginario, regia di Tonino Cervi (1979)
Io e Caterina, regia di Alberto Sordi (1980)
Il marchese del Grillo, regia di Mario Monicelli (1981)
Io so che tu sai che io so, regia di Alberto Sordi (1982)
In viaggio con papà, regia di Alberto Sordi (1982)
Il tassinaro, regia di Alberto Sordi (1983)
La vita comincia a…, regia di Ettore Scola – cortometraggio (1983)
Tutti dentro, regia di Alberto Sordi (1984)
Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno, regia di Mario Monicelli (1984)
Sono un fenomeno paranormale, regia di Sergio Corbucci (1985)
Troppo forte, regia di Carlo Verdone (1986)
Un tassinaro a New York, regia di Alberto Sordi (1987)
Una botta di vita, regia di Enrico Oldoini (1988)
L’avaro, regia di Tonino Cervi (1990)
In nome del popolo sovrano, regia di Luigi Magni (1990)
Vacanze di Natale ’91, regia di Enrico Oldoini (1991)
Assolto per aver commesso il fatto, regia di Alberto Sordi (1992)
Nestore, l’ultima corsa, regia di Alberto Sordi (1994)
Romanzo di un giovane povero, regia di Ettore Scola (1995)
Incontri proibiti, regia di Alberto Sordi (1998)