Stasera in tv: “Amici come prima” su Canale 5

Canale 5 stasera propone “Amici come prima”, commedia del 2018 diretta da Christian De Sica e interpretata da Christian De Sica e Massimo Boldi.

Cast e personaggi

Massimo Boldi: Massimo Colombo
Christian De Sica: Cesare Proietti / Lisa Sandrelli
Regina Orioli: Luciana Colombo
Maurizio Casagrande: Marco Gallo
Lunetta Savino: Carla
Francesco Bruni: Matteo Proietti
Shi Yang Shi: Direttore Lahu Wong
Vincenzo Failla: Commissario di Polizia
Roberta Potrich: Madame Lafitte
Claudio Insegno: Commercialista Brumotti
Luis Molteni: Portinaio del palazzo
Mariella Bozzetti: Suocera di Cesare Proietti
Micol Azzurro: Ragazza nella sauna delle terme
Margherita Volo: Badante tedesca
Claudio Abbiati: Professor Marchetti
Francesco Facchinetti: Sé stesso
Elenoire Ferruzzi: Sé stessa
Costanza Calabrese: Sé stessa

Trama e recensione

In “Amici come prima” Cesare (Christian De Sica) è lo stimato direttore del Relais Colombo, hotel di lusso di Milano. Con l’arrivo di nuovi soci cinesi intenzionati a rivoluzionare tutto, Luciana (Regina Orioli), figlia di Massimo Colombo (Massimo Boldi), storico proprietario dell’hotel, licenzia per primo proprio il direttore. Cesare, rimasto senza lavoro, scopre che Luciana sta cercando per suo padre una badante, ed è disposta a spendere 5000 euro al mese pur di arginare il vivace e arzillo Massimo.La prospettiva di uno stipendio così allettante spinge Cesare a candidarsi. Aiutato dal suo amico Marco (Maurizio Casagrande) si traveste da donna e diventa la seducente Lisa che, travolgendo Massimo al primo incontro, viene assunta. Tra esilaranti imprevisti e situazioni equivoche, nasce un’intesa perfetta. Cesare però non ha il coraggio di svelare la verità alla moglie Carla (Lunetta Savino) e al figlio Matteo (Francesco Bruni), che continuano a crederlo direttore dell’hotel. Per quanto tempo riuscirà a tenere nascosta a tutti la sua doppia identità?

Curiosità

  • “Amici come prima” segna la reunion sul grande schermo di Christian De Sica e Massimo Boldi che tornano a lavorare insieme dopo 13 anni.
  • La coppia in un’intervista con Il Giornale ha commentato la reunion in “Amici come prima” e chiarito sulla separazione. “Noi ci eravamo già preparati a questo distacco per poi riconciliarci” ironizza Boldi. Ad approfondire le motivazioni della loro separazione ci pensa De Sica: “La vera ragione è stato il cambio di produttore di Massimo, mentre io sono rimasto con De Laurentiis. Tutto qua, il resto sono cavolate”.
  • Cesare Proietti è lo stesso nome già usato da Christian De Sica per un altro personaggio facente parte dei film Fratelli d’Italia, Anni 90, Paparazzi e Tifosi, mentre il cognome Colombo è quello utilizzato da Massimo Boldi in Vacanze di Natale ’95, in Vacanze di Natale 2000 e in Matrimonio alle Bahamas.
  • La residenza dove risiede Massimo Colombo è Villa Borromeo di Cassano d’Adda ed è la stessa utilizzata nel film Piedipiatti in cui vive il losco faccendiere Rotelli, interpretato da Antonio Ballerio.
  • In una scena Colombo chiede a Proietti se si sono già visti a Miami, in India o sul Nilo, un chiaro riferimento ai cinepanettoni omonimi dove i due attori hanno recitato in coppia negli anni 2000.
  • Le musiche originai del film sono di Bruno Zambrini (Natale sul Nilo, Natale a Miami,Vacanze ai Caraibi – Il film di Natale, Natale da chef, La mia banda suona il pop).
  • “Amici come prima”” ha incassato 8.238.631 euro, registrando il maggior incasso nella stagione 2018-2019.

Intervista a Christian De Sica e Massimo Boldi

“Che cosa ha significato per lei incontrare di nuovo Massimo Boldi sul set a 13 anni da “Natale a Miami” e dopo 23 film di grande successo di cui siete stati interpreti?”

Fin dal primo giorno di riprese di “Amici come prima” sia io che Boldi abbiamo avuto la sensazione di non esserci mai lasciati e che quei 13 anni non fossero mai passati. Sia io che lui abbiamo provato e sentito intorno a noi un entusiasmo e una vitalità che ci hanno fatto ringiovanire di 40 anni: per noi è stato come ritornare a quando ci siamo conosciuti nel lontano 1971 e ci esibivamo insieme a Milano nel gruppo musicale “La pattuglia azzurra” io come cantante e lui come batterista. Ho recitato finora in più di cento film e non mi era mai capitato di lavorare in un clima idilliaco simile a quello che aleggiava su questa nostra nuova commedia in cui ci siamo impegnati e divertiti moltissimo grazie all’apporto decisivo di una troupe di attori e tecnici preparati e motivati, in gran parte giovani come mio figlio Brando che ha collaborato con me alla regia. Tengo a sottolineare subito che dietro la lunga “separazione artistica” tra me e Massimo non c’era mai stato nessun litigio o divergenza incolmabile come qualcuno aveva scritto: il rapporto personale tra noi non è si è mai incrinato ma lui aveva firmato un contratto di esclusiva con la casa di produzione Medusa mentre io ero legato alla FilmAuro di Aurelio De Laurentiis. Sono stati soltanto questi vincoli di fatto a impedire per tanto tempo che girassimo un nuovo film insieme come il nostro pubblico ha sempre continuato a chiederci.

“Da che cosa è nata l’idea di “Amici come prima”?”

Avevo pensato a una storia drammatica incentrata su un uomo che voleva diventare una donna. Poi con il tempo mi consigliarono di pensare invece a un protagonista che, spinto dalle circostanze, si finge donna. Ho dirottato quindi il racconto verso una commedia su un uomo costretto a travestirsi per necessità, come avveniva in un celebre film con Robin Williams di qualche anno fa, “Mrs. Doubtfire”. In accordo con l’Indiana Production che poi ha realizzato questo nuovo film con la Medusa abbiamo capito subito che sarebbe stato giusto e pertinente scritturare insieme a me come co-protagonista Massimo Boldi nel ruolo di un buffo imprenditore milanese all’apparenza un po’ rimbecillito. Così partendo dal soggetto che avevo scritto con Fausto Brizzi abbiamo elaborato insieme a Edoardo Falcone, Marco Martani e Alessandro Bardani una nuova sceneggiatura che è stata la solida base su cui abbiamo girato il film.


“Com’è nata l’idea di ritornare a recitare in coppia con Christian De Sica?”

A gennaio il nostro amico comune Paolo Conticini ha invitato alla sua festa di compleanno sia me che Christian e in quell’occasione io e lui abbiamo iniziato a valutare l’opportunità di tornare a lavorare insieme in una storia che valorizzasse i nostri potenziali e la nostra intesa più che collaudata attraverso tanti film di grande successo. Erano passati 13 anni dal nostro “Natale a Miami” e sia io che De Sica aspettavamo da tempo una nuova opportunità che per fortuna poi è arrivata in primavera grazie a Fausto Brizzi, già più volte sceneggiatore delle nostre commedie “natalizie”, che ha scritto con Christian un soggetto che ci ha soddisfatto pienamente. La cosa importante per noi era ricominciare a recitare in coppia dopo tanti anni in cui la gente continuava a dirci che avrebbe voluto rivederci al cinema insieme: in realtà noi in fondo abbiamo sempre desiderato questa “reunion”, ma per tanto tempo ci avevano diviso forzatamente i nostri contratti in esclusiva con produttori diversi.

“Che cosa l’ha colpita positivamente di De Sica a distanza di così tanto tempo e quali caratteristiche e qualità ha ritrovato in lui?”

La nostra intesa era talmente sperimentata e collaudata da farci ritrovare subito l’entusiasmo di sempre, era come se il tempo non fosse passato, un giorno valeva l’altro. Il segreto del nostro sodalizio credo sia soprattutto dovuto al fatto che abbiamo entrambi il senso del ritmo perché proveniamo dalla musica: prima di fare cinema io e Christian ci esibivamo nelle balere e in altri locali di Milano nel gruppo musicale “La Pattuglia Azzurra”, dove io suonavo la batteria e lui cantava. Ci aveva fatti incontrare nel 1971 un amico comune, Luigi Canzi, un impresario che lavorava con il clan Celentano e si dedicava alla ricerca di nuovi talenti (fu lui a scoprire Al Bano a metà degli anni 60): Christian si presentò con un microfono Sienizer, che tutti noi gli invidiavamo perché lo consideravamo sinonimo di grande talento e ricchezza. Ci siamo persi di vista nel 1974, quando è morto suo padre Vittorio, intanto io mi sono sposato e ho continuato la mia carriera nello spettacolo, incoraggiato e sponsorizzato da grandi artisti come Enzo Jannacci, Cochi Ponzoni e Renato Pozzetto. Ci siamo poi ritrovati a recitare insieme a Milano più di dieci anni dopo sul set del film di Carlo Vanzina “Yuppies”, ma a consigliarci di dar vita a una coppia comica inedita fu, prima di allora, il grande Sergio Corbucci. Diventare una coppia di fatto non era nelle previsioni, ognuno di noi voleva fare il suo percorso, invece ci siamo trovati bene e abbiamo continuato con entusiasmo a “passarci la palla” in scena per segnare a turno i nostri goal.

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