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Bar Giuseppe di Giulio Base arriva in esclusiva su RaiPlay il 28 maggio

Il secondo degli otto film del progetto “La Rai con il cinema italiano” arriva in esclusiva su RaiPlay.

pubblicato 27 Maggio 2020 aggiornato 8 Marzo 2024 15:27

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Bar Giuseppe, il film scritto e diretto da Giulio Base e prodotto da One More Pictures con Rai Cinema, è il secondo degli otto film del progetto “La Rai con il cinema italiano” ad arrivare in esclusiva su RaiPlay e sarà disponibile da giovedì 28 maggio.

 

La trama ufficiale:

 

Giuseppe gestisce il bar e la stazione di servizio d’una zona rurale e rimane vedovo con due figli già adulti. Bikira è arrivata da poco dall’Africa. Giuseppe la assume come cameriera. I due si innamorano creando grosso scandalo nel paese. La storia affronta numerosi temi sociali: il lavoro, l’accoglienza e l’emarginazione, ma “Bar Giuseppe” è anche una storia d’amore universale, il quadro verosimile di una famiglia moderna della provincia e dei borghi italiani.

 

Il film, presentato lo scorso ottobre alla Festa del Cinema di Roma, è interpretato da Ivano Marescotti, Virginia Diop, Nicola Nocella, Michele Morrone, Vito Mancini, Teodosio Barresi, Ira Fronten, Emmanuel Dabone e Selene Caramazza.

[quote layout=”big” cite=”Manuela Cacciamani – Founder di One More Pictures]Abbiamo sposato con grande passione questo progetto credo sia tra le più belle storie d’amore di tutti i tempi. Il racconto di un sentimento universale. Abbiamo sposato con grande passione questo progetto. “Bar Giuseppe” è tra le più belle storie d’amore di tutti i tempi. Il legame tra Giuseppe e Maria è certamente la storia meno esplorata nel settore cinematografico e sicuramente di interesse internazionale. Il film racconta una storia universale. Ed è un quadro di uno spaccato sociale importante come l’integrazione nei borghi italiani fra persone di culture diverse, la solitudine sempre maggiore delle persone anziane, il valore della carità umana e della fede.[/quote]

 

 

NOTE DI REGIA

 

L’onda che mi ha sospinto verso l’eterna scintilla della ‘novella’ di Giuseppe e della sua sposa è il loro essere ‘migranti’. Gli esiliati, ieri e oggi, sopportano le stesse condizioni: l’angoscia di non essere accolti, cosa mangiare, dove abitare, con quale lavoro. Da figlio di migranti, assisto al degenerare delle loro speranze. E ho voluto rileggere la figura di Giuseppe, eterno padre su cui ci si interroga molto anche oggi, per trovarci un’attualità inaspettata. Spero che i silenzi di Giuseppe contengano pensieri da decifrare. In lui contano più le mani che la bocca, più il lavoro che le parole. Simbolo di un’umanità che non strepita, che passa impercettibile e anonima in questo mondo ma che spesso viene coinvolta in eventi imperscrutabili (non parlo di miracoli) alla pietas umana. Mi sono interrogato su temi metafisici non solo a partire dai testi biblici o dai magisteri ecclesiastici ma anche sull’etica che oltrepassa le barriere della religione. Ho tentato anche di dare una lettura laica dell’uomo Giuseppe, padre senza tempo, dai valori condivisibili dai credenti e non. La civiltà occidentale eredita millenni di riflessione dogmatica sulla Famiglia, eppure cos’ha a che vedere ‘quella’ famiglia di duemila anni fa con l’attuale e contraddittoria famiglia umana? Bar Giuseppe vorrebbe essere soprattutto una riflessione su questi temi. Le riflessioni talvolta aiutano a superare ciò che non si comprende. Propongo umilmente questo enigma laico fatto di domande a cui lo spettatore possa – se vuole – dare risposte individuali. [Giulio Base]

 

 

 

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