Il Bud Spencer Museum aprirà a Berlino il prossimo 27 giugno

Da Napoli a Berlino, la mostra più completa su Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, aprirà finalmente i battenti a giugno 2021

Non poteva che essere la Germania ad ospitare un progetto del genere, in questo modo. Il Bud Spencer Museum aprirà infatti a Berlino il prossimo 27 giugno, presso il Römischer Hof, storico edificio berlinese costruito nel 1865, che ha ospitato il lussuoso Hotel Rom fino al 1910. Sede europea di Spotify AB, si trova a pochi minuti a piedi dalla Porta di Brandeburgo ed è stato uno degli edifici più rinomati del suo tempo. Dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, il Römischer Hof è stato ricostruito pressoché identico all’originale.

Una nota storica e di cultura solo apparentemente marginale, che aiuta a comprendere la portata dell’iniziativa. La famiglia Pedersoli pare abbia fortemente voluto questa mostra, spingendo forte sull’iniziativa, che a breve potrà contare su un totale di 500 m² all’interno dei quali verrà esposto di tutto: oltre a vari costumi e cimeli, anche una VW Buggy rossa e gialla, una Ford Escort MK1 restaurata dal film …altrimenti ci arrabbiamo (1974), il celebre camioncino dei gelati e il flipper di Pari e dispari (1978), più alcune riproduzioni a dimensioni naturali dell’indimenticabile Bud.

Un progetto che approda a Berlino dopo aver avuto la sua prima a Napoli, Palazzo Reale, sul finire del 2019. A dire il vero questa versione tedesca la si sarebbe dovuta inaugurare l’anno scorso, senonché, per i motivi che tutti conosciamo, non è stato possibile. Fedele all’intestazione, questo museo celebrerà la figura di Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, a tutto tondo: il nostro infatti è stato anche inventore, produttore, cantante, compositore, produttore musicale, scrittore, pilota, fondatore della compagnia aerea Mistral Air e, in giovane età, anche un nuotatore e campione di pallanuoto di fama mondiale, indossando per molti anni i colori della nazionale italiana (ha partecipato alle Olimpiadi del 1952 e del 1956).

Insomma, un progetto che celebra la memoria di un attore amato e rispettato anzitutto dal pubblico, senza star qui a montare le solite diatribe sulla miopia, presunta o meno, di una critica che, come accaduto in relazione a filmografie analoghe, effettivamente a suo tempo fu in larga parte restia a conferire particolari riconoscimenti. Chiudo con una nota personale, licenza che spero mi si vorrà concedere. Mio padre ha sempre amato i film di Bud Spencer e Terence Hill; a casa nostra si vedevano solo i loro film, quelli di Franco e Ciccio e di Totò. Spesso, in particolare quando lo si riprendeva sul fatto che stesse guardando per l’ennesima volta un loro film, si lamentava del fatto che in Italia non avessimo amato abbastanza questo duo, mentre i tedeschi ne andavano pazzi. Da piccolo, con mio fratello e i miei cuginetti, non si perdeva occasione per mettere su un gioco in cui si faceva finta (come finte sapevamo essere le botte coreografate in quei film) di prendersi a manate, con tanto di effetto sonoro ad accompagnare, volando e finendo per terra. Nessuno si è mai fatto male, figurarsi… ma quante risate.

Fonte | Bud Spencer Museum

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